Cambogia in moto
Questo racconto partecipa al concorso Storie Vagabonde!
Ci sono 1000 euro in palio! Partecipa anche tu inviando i tuoi racconti entro il 25 aprile 2009. Dal 1 al 30 giugno 2009 potrai votare il vincitore ed assegnare il premio: se questo racconto ti è piaciuto, ricordatene!
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Io e Giulia ore 7 am.
Si aprono le porte dell'aeroporto e questo mondo ci piomba addosso con tutti i suoi 45 gradi,senza pietà,tutto in una volta.
Oh Dio!!! Adoro questa sensazione e l'accompagno con un bel caffè e sigaretta.
Per tutti i 40 giorni di viaggio i miei occhi hanno mandato al mio cervello tante di quelle immagini che quasi non riuscivo a vederle tutte.
A Phnom Phen è caos:motorini e macchine e biciclette ed elefanti.
Gli elefanti in città sono favolosi,enormi e calmi in un caos che non gli appartiene.
Affittiamo una moto,un 250 da enduro e lasciata finalmente la città mi sento veramente libero.
Tutto intorno palafitte di legno intervallate da immense distese di nulla e tutto allo stesso tempo.
Non avevamo niente di programmato ne tantomeno di prenotato. Dalla cartina cercavamo di scegliere le strade più piccole e meno battute,quelle strade per le quali la maggior parte della gente pensa non ci sia niente,ma per noi c'è tutta la Cambogia. Passiamo con la moto sopra un ponte di bambù che sembra sbriciolarsi sotto il peso della moto. A kratie ,nel Mekong il silenzio viene spezzato solo dai delfini d'acqua dolce che emergono per prendere aria. Che strada!!!Quella che da Stung Treng va a Ban Lung,ora si che inizio che inizio a sentirmi in viaggio:strada di terra rossa,polvere e sole,una moto Giulia e la strada. Per questo vivo e respiro ogni giorno,di Giulia e della libertà sono pazzo.
PAZZO PER UN GIORNO
PAZZO PER TUTTA LA VITA
VOGLIO ANCORA GIOCARE
VOGLIO GIOCARE A PERDERE IL TEMPO
VOGLIO ANDARE,ANDARE ANCORA
VOGLIO SEGUIRE LA STRADA
QUELLA STRADA CHE NON VA DA NESSUNA PARTE
QUELLA STRADA CHE Và DRITTA ALL'ANIMA.
In qualsiasi posto restiamo affascinati dal calore della gente,dai bay bay dei bambini,vediamo villaggi fantastici,essenziali e veri che in silenzio gridano al mondo la loro ospitalità. Ci fermiamo a scattare una foto ad un barbiere in una capanna di bambù ed ecco radunarsi tutto il villaggio intorno a noi,veniamo persino invitati ad un matrimonio. Nella provincia di Ratanakiri vediamo elefanti,ci tuffiamo nelle cascate,visitiamo cimiteri abbandonati,villaggi sperduti e fiumi.Torniamo a Stung Treng per cercare una stradina che attraversa la giungla e che ci consentirà di arrivare a Siam Riap senza dover tornare in dietro. La strada ci viene sconsigliata da tutti,ci dicono che è un insieme di sentieri per il trasporto della legna dove è facile perdersi,specialmente senza guida.Decidiamo comunque di tentare,"al massimo torneremo indietro"dice Giulia che spesso è più pazza di me. La mattina dopo carichiamo la moto su una barchetta con moto,uomini,galline,maiali,banane,bambini e risate che si fondono in armonia. Ci sembra di stare in un film di Indiana Jones,scarichiamo la moto e inizia un viaggio nel viaggio:9 ore e 180 km di buche,avvallamenti,tratti di sabbia e fiumi da attraversare.
Cadiamo,sta facendo notte,guadiamo un fiume dove l'acqua arriva al serbatoio e solo per miracolo la moto non si spegne,inizia a scoppiettare e a strattonare,l'idea di passare una notte all'aperto senza neanche uno straccio di tenda ci fa rabbrividire.Per fortuna non si spegne ma il sole oramai ci abbandona,non si riesce a vedere niente,ma proprio niente.Per fortuna ad un certo punto vediamo un piccolo fuoco, ci avviciniamo e capiamo che siamo arrivati in un piccolo villaggio. Vicino al fuoco ci sono due donne, ci avviciniamo e cerchiamo di far loro capire che non sappiamo dove siamo e dove andare, ma loro non capiscono noi e noi non capiamo loro. Una delle due ci prende la mano e ci accompagna sotto una palafitta, inizia a chiamare e non ci crederete mai è scesa una ragazza olandese che vive lì da sei anni con sua figlia, da sole senza luce né acqua o meglio con un pozzo per tutto il villaggio. Comunque grazie a Dio ci ospita per la notte, ci fa' dormire su delle amache sotto la palafitta e ci copre con una grande zanzariera, ci prepara da mangiare e un caffè buonissimo. Per 9 Km non siamo riusciti ad uscire dalla giungla, per fortuna che è stato bellissimo. Durante la notte galli, maiali e grilli si esibivano dando il meglio proprio sotto le nostre amache. L'indomani partiamo, siamo ancora in viaggio, arriviamo a Siam Riap, visitiamo i tempi di Angkor,(fantastici) una strada di fango per arrivare al villaggio galleggiante di kompong Plung,il fango ci arriva ai capelli,ma è fantastico,sembra davvero di essere in un set cinematografico.Poi partiamo,destinazione mare:kep,l'isola del coniglio e le spiaggie di Sihanoukville. Tutto questo e molto altro senza quasi mai vedere un turista e spendendo solo 800 euro a testa,escluso il volo.Consigliamo a tutti di fare questo viaggio.

















