Gruppo Etiopia dal 2 al 16 agosto 2011
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Questo è il forum del viaggio di Gruppo Etiopia dal 2 al 16 agosto 2011.
Il viaggio verrà accompagnato dalla tour leader di Vagabondo
Elena (ellena)
Programma
Giorno 1 - Italia – Addis Abeba
Partenza da Roma o da Milano (disponibili, con supplemento, voli di avvicinamento a Roma da tutte le città Italiane). Uno scalo e si dorme in volo, per arrivare ad Addis Abeba al mattino.
Giorno 02: Addis Abeba
Capitale fra le più alte al mondo che, con i suoi 2300 metri e i quasi quattro milioni di abitanti ci offre una assaggio dell’immenso paese che ci apprestiamo a vedere.
Visita della Piazza, il quartiere coloniale italiano, del Merkato, uno dei più grandi d’Africa, del Museo Nazionale con interessanti reperti e lo scheletro di Lucy, la nonna dell’umanità risalente a quattro milioni di anni fa e della Chiesa della Trinità, le cui pareti sono arricchite di splendide vetrate artistiche che riproducono il Vecchio e Nuovo Testamento.
Si dorme ad Addis Abeba.
Giorno 03: Addis Abeba-Bahir Dar
In mattinata partenza per Bahar Dar passando attraverso villaggi caratteristici ove avremo modo di osservare momenti di vita quotidiana della popolazione locale.
Lungo la strada visiteremo l'interessante Monastero di Debre Libanos uno dei luoghi più sacri dell’Etiopia, e dopo una rapida discesa di altitudine arriveremo al Ponte Portoghese, il primo ponte costruito in Etiopia.
Poi passeremo attraverso la spettacolare gola denominata "Gorge del Nilo Azzurro"; tale canyon è considerato più amplio di quello del Colorado.
Pernottamento a Bahar Dar, sulla costa meridionale del lago Tana.
Giorno 04:-Bahir Dar
Il lago Tana è la fonte del Nilo Azzurro. Visita alle famose Cascate del Nilo Azzurro (larghe 400 e alte 50 metri) ubicate tra boschi dalla fitta vegetazione e uno scenario spettacolare a 35 chilometri dalla città. La portata delle cascate è stata notevolmente diminuita dalla recente costruzione di una centrale elettrica a beneficio degli agricoltori locali.
Nel pomeriggio ci imbarcheremo per visitare il lago Tana, il più grande speccio d’acqua del paese a 1860 metri sull'altopiano, e le sue trenta isole.
Il loro numero varia a seconda del livello dell'acqua. Alcune di loro sono abitate, con monasteri e tombe di antichi imperatori. I monasteri più famosi sono quelli di Kidene Mehret, Kebran Gabriel (dove le donne non possono entrare) e Debre Maryam.
I paesaggi molto suggestivi e dai colori vividi hanno contribuito a creare molte leggende sul sito. Interessante la vita che si svolge sul lago con i pescatori dalle tipiche barche di canne di papiro.
Nel pomeriggio visita alla città (mercato e area monumentale) adagiata sulla riva meridionale del lago. Nei pressi della piazza centrale è la casa di Pedro Paez, il celebre missionario spagnolo che ha lasciato scritti molto interessanti delle sue avventure in terra etiope (secolo XVI).
Rientreremo in serata a Bahir Dar per il pernottamento nello stesso hotel.
Giorno 05: Bahir Dar - Gondar (3 ore e mezza di strada)
In mattinata partenza in pullman costeggiando il Lago Tana per poi attraversare passi montani e bellissime vallate fino a raggiungere Gondar, capitale imperiale del paese dal 1632 al 1886. Fino al XVI secolo gli imperatori non avevano una dimora fissa, trasferendo la loro corte in accampamenti di grandi dimensioni, di città in città, a seconda della stagione.
È quindi sconosciuta la motivazione che porto Re Fasilidas il Grande a decidere di costruire, ai piedi dei maestosi monti Siemen, la propria capitale all'inizio del XVII secolo, dotandola di chiese e palazzi. E i suoi eredi, per non essere da meno, ne aumentarono lo splendore.
Vedremo alcuni resti di edifici di quell’epoca assieme ad altri posteriori costruiti seguendo il cosiddetto “stile di Gondar": su una base locale araba si integrano elementi di barocco portoghese più competenze edilizie indiane. La città conserva un complesso architettonico fortificato (Patrimonio dell’Umanità): castello, chiesa, abbazia e biblioteca. Da vedere il Royal Enclosur con i suoi 6 castelli ed altri edifici, la piscina dell'Imperatore Fasilidas, ancora oggi usata nella festa dell'Epifania copta di metà gennaio (Timket), la Chiesa Debre Birhan Selassie, appollaiata sulla cima di una collina, con il più famoso soffitto in Etiopia dipinto con centinaia di volti di angeli e bellissimi affreschi alle pareti in perfetto stato di conservazione, che rappresentano scene bibliche e di vita etiopica.
Pernottamento a Gondar.
Giorno 06: Gondar Axum
Giornata di trasferimento sulla strada per Axum, passando attraverso il panoramico paesaggio degli altopiani di Semien. Superando i passi montani arriveremo in splendide vallate da dove potremo ammirare scenografiche montagne ricoperte di fitta vegetazione. Tramite l’arduo tracciato, frutto della maestria ingegneristica italiana di inizio ventesimo secolo scenderemo nella Valle del fiume Tekeze, fino a raggiungere Axum, dove pernotteremo e cercheremo di scoprire se davvero qui … c’è l’Arca dell’Alleanza!
Giorno 07: Axum
La più antica delle città storiche del nord dell'Etiopia (IV secolo a.C). La città fu capitale di un regno che da tempi antichissimi e fino al VII secolo d.C. esercitò la propria influenza sui paesi limitrofi: la regione del Nilo, l’Etiopia e il Sudan settentrionale, le rive del Mar Rosso fino all’Arabia meridionale. Ricordi di questo impero sono contenuti persino nel sacro Corano.
La città è il luogo di nascita della leggendaria Regina di Saba e di Menelik I, il figlio natole dalla relazione con re Salomone. Si visiterà il suo palazzo ed i suoi bagni, poi si andrà alla Chiesa di Santa Maria di Sion, dove sembra sia contenuta l'originale Arca dell'Alleanza, portata da Israele da Menelik I. In questa chiesa purtroppo possono entrare solo gli uomini ed il prete, custode del "tabot" (così è conosciuta l'Arca), è l'unica persona che può vederla. Ci sarà davvero?
Infine visita al Parco delle Steli (grandiosi monumenti funerari monolitici testimonianza della superiorità architettonica che l’impero assumita poteva vantare su tutte le civiltà dell’Africa subsahariana). Axum è anche il luogo in cui nel IV secolo il cristianesimo fu dichiarato religione di stato ed è quindi la città ortodossa più santa dell'Etiopia, meta di numerosi pellegrinaggi.
Secondo pernottamento ad Axum.
Giorno 08 : - Axum – Mekele (8-10 ore di strada)
Partenza presto per Mekele ove visiteremo le chiese rupestri sparse fra le rocce delle “ambe”, le montagne dalle cime piatte, in cavità, in grotte o scalpellate nelle forti e smisurate rocce del Tigrai. Le prime chiese furono scoperte casualmente nel 1868 ma solo durante l’occupazione italiana si assistette a una ricerca e studio sistematici. Tra le chiese più caratteristiche quella di Wukro Cherkos con il soffitto affrescato e quella di Abrha We Atsbeha, che inerpicata su uno spuntone roccioso è stata costruita all’interno di una caverna naturale. Interessante anche la moschea Negasi in Wukro. Sempre a Wukro visiteremo padre Angelo Olaran che gestisce un progetto di sviluppo in Etiopia (Etiopiautopia).
Pernottamento a Mekele.
Giorno 9 - Giovedì: Mekele – Lalibela (8-10 ore di strada)
Trasferimento via strada fino a Lalibela per Korem. Faremo delle fermate nei villaggi che incontreremo passando attraverso i panorami montagnosi della gente locale, gli Amhara. Lalibela, “la Gerusalemme d'Etiopia”, è una città remota e leggendaria, persa sull'altopiano etiope a quasi tremila metri d'altezza. Qui il re Gebre Mesqel Lalibela nel XII secolo fece costruire una cittadella della fede con undici chiese monolitiche scavate interamente nella roccia e collegate fra di loro da una rete di gallerie sotterranee.
Pernottamento a Lalibela.
Giorno 10: Lalibela
La Gerusalemme Nera, nonostante sia il principale sito turistico internazionale del paese ha mantenuto lo stile di vita tradizionale etiope. È anche meta del turismo nazionale, soprattutto durante la celebrazione della Pasqua e dell'Epifania. Una seconda Terra Santa. Dichiarato Patrimonio dell'Umanità per la sua stupenda serie di undici chiese rupestri scavate nel basalto grigio e scolpite in arenaria rossa. Sono messe in comunicazione da gallerie aperte alla luce, anche attraverso il tetto, o attraverso stretti passaggi e gallerie. Alcune sono decorate con figure scolpite e dipinti murari ricreanti scene bibliche e altri motivi di derivazione bizantina o geometrica. Altre sono grotte naturali, semi-monolitiche, allargate in basso e scolpite. Vi sono altresì piccoli fori in cui vivono eremiti e anche catacombe. Un set straordinario, tanto inaspettato quanto affascinante. Le date relative ai lavori di scavo delle chiese sono molto vaghe: a seconda delle fonti le si pongono tra l'XI e il XIII secolo. Si dice che la loro costruzione durò solo 25 anni. Gli studiosi non sono in grado di decifrarne il mistero, ma i credenti hanno una propria teoria: una coorte di angeli completava di notte le opere che i carpentieri iniziavano di giorno. Ciò che è innegabile è che vi si respiri uno spirito profondamente religioso, impregnato di radici medievali ed ascetiche.
Secondo pernottamento a Lalibela.
Giorno 11: Lalibela-Kombolcha (7-8 ore di strada)
In mattinata ci incamminiamo in direzione di Kombolcha, attraverso passi montani, stupende vallate, coltivazioni di frutta tropicale e visitando diversi villaggi fra i quali Bete Hor, Dilb, Weldiya e Dese fino ad arrivare al lago/cittadina di Hayk ove si visiterà la chiesa di Debre Estifanos, risalente al XIII secolo. Un bellissimo panorama ricco di vegetazione domina il lago. Proseguimento e arrivo a Kombolcha, sistemazione in hotel e pernottamento.
Giorno 12: Kombolcha-Awash;
Trasferimento verso il Parco Nazionale di Awash. Nel 1980 la valle dell'Awash è stata inserita fra i Patrimoni dell'Umanità, per via del grande numero di fossili ritrovati e per la loro notevole importanza per la storia dell'evoluzione dell'umanità (qui nel 1974 venne ritrovato lo scheletro di Lucy). La valle dell'Awash è tradizionalmente abitata dalla popolo degli Afar; nel corso del tragitto ne visiteremo diversi villaggi.
Pernottamento ad Awash
Giorno 13: Awash-Harar
Partenza per Harar. Nel corso del tragitto ci fermeremo a visitare i mercati del chat (pianta inebriante usata in tutto il Corno d’Africa e nello Yemen) e ad ammirare l’esibizione degli uomini – iena. Questi uomini, di notte, danno da mangiare, direttamente dalle proprie mani, cibo alle iene che infestano i dintorni di Harar. Tale spettacolo, nato negli anni sessanta a beneficio dei turisti, origina da un'antica tradizione locale, che si teneva però solamente una volta l'anno.
Per numerosi secoli Harar è stata un importante centro commerciale fra l'Etiopia, il Corno d'Africa e la penisola arabica. Dal 2004 Harar Jugol è Patrimonio dell'Umanità. Essa è considerata dagli etiopi come la quarta città santa dell'Islam, con 99 moschee, tre delle quali risalgono al X secolo, e 102 luoghi sacri.
La popolazione di Harar è composta da numerosi gruppi etnici, tra cui Amhara, Oromo, Somali, Gurage e Tigrini, anche se all'interno delle mura della città è predominante l'etnia autoctona degli Harari.
Pernottamento ad Harar.
Giorno 14: Harar
Chiamata Gey ("la città") dai suoi abitanti, Harar venne fondata fra il VII e l'XI secolo, a seconda delle fonti, ed emerse come centro principale della religione e cultura islamica nel Corno d'Africa. Al XVI secolo risale la sua cinta muraria (Jugol), alta 4 metri e dotata di cinque porte d’accesso. La città rimase indipendente fino al 1875, quando venne conquistata dall'Egitto. È in questo periodo che Arthur Rimbaud vi si trasferì. Il 6 gennaio 1887 venne infine incorporata nell’impero etiope da Menelik II.
Il centro storico di Harar, racchiuso dalle sue mura, ospita numerosissimi luoghi sacri islamici. I più importanti sono Medhane Alem e la moschea cinquecentesca di Jami. Qui si trova anche un frequentatissimo mercato.
Tra gli edifici più visitati, la casa-museo di un mercante indiano, nota come "casa di Rimbaud" e la casa del Ras Makonnen, dove visse da bambino Haile Selassie I.
Escursione pomeridiana al monumento geologico di Babile, detto "valle delle meraviglie" o “valle di marmo”, per le curiose formazioni geologiche. Qualora fossimo fortunati potremmo anche vedere gli elefanti che popolano la riserva omonima.
Secondo pernottamento ad Harar.
15 ° giorno: Harar - Addis Abeba
Ritorno ad Addis Abeba (Nel tragitto faremo varie fermate in luoghi interessanti) per il volo che abbiamo in serata.
La quota comprende:
• Voli internazionali incluse tasse aeroportuali (franchigia bagaglio 20kg)
• Hotels 3 stelle, camera doppia e prima colazione
• Bus con autista
• guida locale parlante inglese
• Tour leader di Vagabondo (che tra l'altro vi traduce le spiegazioni della guida se non capite l'inglese)
• Gita in barca sul lago Tana
• Ingressi a parchi e musei
• Assicurazione medico bagaglio
Non comprende :
• I pasti (calcolate 15 euro al giorno)
• Permessi per macchina fotografica in alcune chiese e musei se qualcuno vuole usarla.
• Mancetta a chi vi guarda le scarpe (in alcune chiese si entra scalzi)
• una Mancia alla vostra guida e al vostro autista se vi sono piacuti
• Visto di ingresso all’arrivo all’aeroporto (20 USD - da portare in dollari e pagare direttamente lì).
• supplemento singola 20 euro a notte (ma è possibile cercare un compagno di stanza nel gruppo).
Qui ci si può presentare ai vostri compagni di viaggio, richiedere informazioni e cercare compagni di stanza.
Benvenuto Mattia sul forum di "Vagabondando in Etiopia"!
E benvenuti a tutti coloro che si affacceranno qui per curiosare, fare domande, iscriversi al viaggio, esprimere un dubbio, conoscere i futuri compagni, scambiarsi pareri pratici, pubblicare una mappa del tesoro...
e quanto più vi viene in mente per prepararci al meglio ad affrontare questo viaggio!
Io sono la sopraccitata Elena (ellena nel forum), accompagnatrice di questo gruppo!!!
Ciao Mattia che tipo di informazioni vorresti avere?
Come forse già saprai, l'Etiopia è un paese ancora poco battuto dalle rotte turistiche, pur offrendo un'incredibile ricchezza per gli appassionati di tutte le specie!
Il nostro itinerario ci permetterà di scoprire i tesori storici di questa terra:
le rovine di Aksum, uno dei più potenti regni dell'antichità sorto 2000 anni fa. Secondo gli Etiopi qui sarebbe custodita l'Arca dell'Alleanza, una credenza attorno alla quale storia, miti e leggende si mescolano senza fine, stimolando le ricerche di molti studiosi e la fantasia di scrittori e registi;
le chiese rupestri di Lalibela scavate nel tufo rosso, uno dei più importanti siti storici non solo dell'Africa, ma del mondo cristiano. Le tecniche di costruzione e la loro stessa concezione le rendono talmente straordinarie da essere attribuite, nelle leggende etiopi, all'opera degli angeli!
Gondar, che con i suoi castelli e chiese seicenteschi viene definita la Camelot d'Africa.
Ma avremo anche modo di godere del patrimonio naturale in cui sono immerse queste città.
Attraverseremo la spettacolare gola del Nilo Azzuro, visiteremo le omonime cascate, godremo dei fantastici scenari delle vallate dei monti Simien.
Per non parlare della ricchezza culturale: avremo modo di visitare diversi villaggi dove potremo conoscere squarci di vita quotidiana etiope.
In un paese che vanta un antichissimo patrimonio cristiano, noi non ci faremo sfuggire l'antica città fortificata di Harar, capitale islamica dell'Etiopia!
Questi sono solo alcuni dei punti salienti. A giorni verrà pubblicato l'itinerario definitivo leggermente variato, dato che la stagione molto piovosa renderebbe molto difficoltoso affrontare un trekking sui monti Simien.
Caro Mattia rimango a tua disposizione per qualsiasi domanda. A presto!
Elena
La cerimonia del caffè in
Etiopia è un evento unico ed è l'aspetto più caratteristico
dell'ospitalità di questo paese.
Secondo una leggenda sarebbe
stato un pastore di nome Kaldi a scoprire gli effetti
stimolanti della bevanda mentre stava facendo pascolare il suo gregge
sugli altipiani abissini. Il pastore notò che le sue capre, dopo aver brucato le
bacche selvatiche color bruno-rosso, diventavano particolarmente
eccitate e insonni. Così informò del fatto il priore del
monastero del luogo.
L’abate decise che quelle “bacche
magiche” erano opera del Male e dovevano essere bruciate subito.
Inaspettatamente, le fiamme cominciarono ad emanare un intenso e
piacevole aroma. Incuriosito, recuperò i chicchi, li immerse in
acqua ricavandone un decotto che gli permise, assieme agli altri
confratelli, di restare sveglio nelle notti di preghiera.
Se ci invitano a partecipare alla cerimonia del caffè sarebbe un
bel segno di amicizia e rispetto! La cerimonia segue dei rituali antichi, tramandati fino a oggi.

Il rito inizia al termine del pasto. Inizialmente la padrona di casa prepara l’area destinata alla
cerimonia e la delimita con una stuoia fatta con lunghe foglie di
goosgwaze, tipica erba locale che appena tagliata emana un profumo
vigoroso. Uno scenario naturale che rievoca l’originale legame tra
l’uomo e la natura.
In questa atmosfera, la donna si siede su uno sgabello davanti a
un braciere e con gesti antichi e rituali accende l’incenso,
prepara qualcosa da mangiare, il kolo (cereali e noccioline tostati
con berberè) o il dabo kolo (chicchi di pane dolci fritti),
distribuendoli tra gli invitati.
In seguito arrostisce i chicchi verdi di caffè, agitandoli in una
scodella concava per farli tostare uniformemente. Una volta tostati i
chicchi, la scodella fumante passa sotto il naso dei partecipanti per
annusare e gustare l’aroma.
Il caffè, così tostato, è macinato lentamente nel mukecha, un
piccolo mortaio. La polvere ottenuta si mette nella jebena: una
caffettiera in terracotta nera dal collo lungo e stretto che contiene
acqua calda pronta per l’ebollizione. Dopo aver scaldato l’acqua
della brocca sul braciere si aggiunge il caffè macinato e si fa
bollire.
L’ultima fase della cerimonia è quella del consumo. Seguendo un
antico proverbio che dice: «caffè e amore si gustano meglio quando
sono caldi», il caffè è servito bollente e zuccherato partendo
dall’ospite più anziano, negli spini, tazzine senza manico
riempite fino all’orlo, perché lasciare la tazza vuota semivuota è
segno di poca ospitalità.

Quando tutti hanno bevuto, la donna raccoglie le tazze, aggiunge
altra acqua e prepara il secondo giro, usando gli stessi chicchi. La
tradizione vuole che si accettino almeno tre tazzine: la terza è
considerata un segno di benedizione!
Non vedo l'ora di bere un caffè, anzi tre, in Etiopia!
Un po' di saggezza etiope... 
Il cammino attraverso la foresta è lungo
solo se non si ama la persona che si va a trovare (proverbio abissino)
La scimmia non vede il proprio sedere,
ma ride vedendo quello delle altre scimmie (proverbio oromo) 
La povertà è la figlia maggiore della
pigrizia (proverbio tigrino)
Saper nuotare e andare a cavallo è
bene, ma conoscere se stessi è meglio ( proverbio dancalo)
Il bianco sempre desidera guadagnar
tempo, cioè nulla, poiché mai l'uomo riuscì ad ammucchiare il
tempo negli orci. (da una canzone di carovanieri amara)
Ho appena finito di leggere "Il mistero del sacro Graal" di Graham Hancock. STOP
Voglia di partire aumentata di 1000 punti percentuali. STOP
Se qualcuno di voi lo legge mi faccia sapere. STOP



Gruppo Vagabondi Friuli-Veneto
sarebbe possibile avere maggiori info riguardo al viaggio???
potrei essere interessato