Gruppo Etiopia dal 12 al 26 agosto 2011


Gruppo Etiopia dal 12 al 26 agosto 2011

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Questo è il forum del viaggio di Gruppo Etiopia dal 12 al 26 agosto 2011.

Programma

Giorno 1 - Italia – Addis Abeba
Partenza da Roma o da Milano (disponibili, con supplemento, voli di avvicinamento a Roma da tutte le città Italiane). Uno scalo e si dorme in volo, per arrivare ad Addis Abeba al mattino.

Giorno 02: Addis Abeba
Capitale fra le più alte al mondo che, con i suoi 2300 metri e i quasi quattro milioni di abitanti ci offre una assaggio dell’immenso paese che ci apprestiamo a vedere.
Visita della Piazza, il quartiere coloniale italiano, del Merkato, uno dei più grandi d’Africa, del Museo Nazionale con interessanti reperti e lo scheletro di Lucy, la nonna dell’umanità risalente a quattro milioni di anni fa e della Chiesa della Trinità, le cui pareti sono arricchite di splendide vetrate artistiche che riproducono il Vecchio e Nuovo Testamento.
Si dorme ad Addis Abeba.

Giorno 03: Addis Abeba-Bahir Dar
In mattinata partenza per Bahar Dar passando attraverso villaggi caratteristici ove avremo modo di osservare momenti di vita quotidiana della popolazione locale.
Lungo la strada visiteremo l'interessante Monastero di Debre Libanos uno dei luoghi più sacri dell’Etiopia, e dopo una rapida discesa di altitudine arriveremo al Ponte Portoghese, il primo ponte costruito in Etiopia.
Poi passeremo attraverso la spettacolare gola denominata "Gorge del Nilo Azzurro"; tale canyon è considerato più amplio di quello del Colorado.
Pernottamento a Bahar Dar, sulla costa meridionale del lago Tana.

Giorno 04:-Bahir Dar
Il lago Tana è la fonte del Nilo Azzurro. Visita alle famose Cascate del Nilo Azzurro (larghe 400 e alte 50 metri) ubicate tra boschi dalla fitta vegetazione e uno scenario spettacolare a 35 chilometri dalla città. La portata delle cascate è stata notevolmente diminuita dalla recente costruzione di una centrale elettrica a beneficio degli agricoltori locali.
Nel pomeriggio ci imbarcheremo per visitare il lago Tana, il più grande speccio d’acqua del paese a 1860 metri sull'altopiano, e le sue trenta isole.
Il loro numero varia a seconda del livello dell'acqua. Alcune di loro sono abitate, con monasteri e tombe di antichi imperatori. I monasteri più famosi sono quelli di Kidene Mehret, Kebran Gabriel (dove le donne non possono entrare) e Debre Maryam.
I paesaggi molto suggestivi e dai colori vividi hanno contribuito a creare molte leggende sul sito. Interessante la vita che si svolge sul lago con i pescatori dalle tipiche barche di canne di papiro.
Nel pomeriggio visita alla città (mercato e area monumentale) adagiata sulla riva meridionale del lago. Nei pressi della piazza centrale è la casa di Pedro Paez, il celebre missionario spagnolo che ha lasciato scritti molto interessanti delle sue avventure in terra etiope (secolo  XVI).
Rientreremo in serata a Bahir Dar per il pernottamento nello stesso hotel.

Giorno 05: Bahir Dar - Gondar (3 ore e mezza di strada)
In mattinata partenza in pullman costeggiando il Lago Tana per poi attraversare passi montani e bellissime vallate fino a raggiungere Gondar, capitale imperiale del paese dal 1632 al 1886. Fino al XVI secolo gli imperatori non avevano una dimora fissa, trasferendo la loro corte in accampamenti di grandi dimensioni, di città in città, a seconda della stagione.
È quindi sconosciuta la motivazione che porto Re Fasilidas il Grande a decidere di costruire, ai piedi dei maestosi monti Siemen, la propria capitale all'inizio del XVII secolo, dotandola di chiese e palazzi. E i suoi eredi, per non essere da meno, ne aumentarono lo splendore.
Vedremo alcuni resti di edifici di quell’epoca assieme ad altri posteriori costruiti seguendo il cosiddetto “stile di Gondar": su una base locale araba si integrano elementi di barocco portoghese più competenze edilizie indiane. La città conserva un complesso architettonico fortificato (Patrimonio dell’Umanità): castello, chiesa, abbazia e biblioteca. Da vedere il Royal Enclosur con i suoi 6 castelli ed altri edifici, la piscina dell'Imperatore Fasilidas, ancora oggi usata nella festa dell'Epifania copta di metà gennaio (Timket), la Chiesa Debre Birhan Selassie, appollaiata sulla cima di una collina, con il più famoso soffitto in Etiopia dipinto con centinaia di volti di angeli e bellissimi affreschi alle pareti in perfetto stato di conservazione, che rappresentano scene bibliche e di vita etiopica.
Pernottamento a Gondar.

Giorno 06: Gondar Axum
Giornata di trasferimento sulla strada per Axum, passando attraverso il panoramico paesaggio degli altopiani di Semien. Superando i passi montani arriveremo in splendide vallate da dove potremo ammirare scenografiche montagne ricoperte di fitta vegetazione. Tramite l’arduo tracciato, frutto della maestria ingegneristica italiana di inizio ventesimo secolo scenderemo nella Valle del fiume Tekeze, fino a raggiungere Axum, dove pernotteremo e cercheremo di scoprire se davvero qui … c’è l’Arca dell’Alleanza!

Giorno 07: Axum
La più antica delle città storiche del nord dell'Etiopia (IV secolo a.C). La città fu capitale di un regno che da tempi antichissimi e fino al VII secolo d.C. esercitò la propria influenza sui paesi limitrofi: la regione del Nilo, l’Etiopia e il Sudan settentrionale, le rive del Mar Rosso fino all’Arabia meridionale. Ricordi di questo impero sono contenuti persino nel sacro Corano.
La città è il luogo di nascita della leggendaria Regina di Saba e di Menelik I, il figlio natole dalla relazione con re Salomone. Si visiterà il suo palazzo ed i suoi bagni, poi si andrà alla Chiesa di Santa Maria di Sion, dove sembra sia contenuta l'originale Arca dell'Alleanza, portata da Israele da Menelik I. In questa chiesa purtroppo possono entrare solo gli uomini ed il prete, custode del "tabot" (così è conosciuta l'Arca), è l'unica persona che può vederla. Ci sarà davvero?
Infine visita al Parco delle Steli (grandiosi monumenti funerari monolitici testimonianza della superiorità architettonica che l’impero assumita poteva vantare su tutte le civiltà dell’Africa subsahariana). Axum è anche il luogo in cui nel IV secolo il cristianesimo fu dichiarato religione di stato ed è quindi la città ortodossa più santa dell'Etiopia, meta di numerosi pellegrinaggi.
Secondo pernottamento ad Axum.

Giorno 08 : -  Axum – Mekele (8-10 ore di strada)
Partenza presto per Mekele ove visiteremo le chiese rupestri sparse fra le rocce delle “ambe”, le montagne dalle cime piatte, in cavità, in grotte o scalpellate nelle forti e smisurate rocce del Tigrai. Le prime chiese furono scoperte casualmente nel 1868 ma solo durante l’occupazione italiana si assistette a una ricerca e studio sistematici. Tra le chiese più caratteristiche quella di Wukro Cherkos con il soffitto affrescato e quella di Abrha We Atsbeha, che inerpicata su uno spuntone roccioso è stata costruita all’interno di una caverna naturale. Interessante anche la moschea Negasi in Wukro. Sempre a Wukro visiteremo padre Angelo Olaran che gestisce un progetto di sviluppo in Etiopia (Etiopiautopia).
Pernottamento a Mekele.

Giorno 9 - Giovedì: Mekele – Lalibela (8-10 ore di strada)
Trasferimento via strada fino a Lalibela per Korem. Faremo delle fermate nei villaggi che incontreremo passando attraverso i panorami montagnosi della gente locale, gli Amhara. Lalibela, “la Gerusalemme d'Etiopia”, è una città remota e leggendaria, persa sull'altopiano etiope a quasi tremila metri d'altezza. Qui il re Gebre Mesqel Lalibela nel XII secolo fece costruire una cittadella della fede con undici chiese monolitiche scavate interamente nella roccia e collegate fra di loro da una rete di gallerie sotterranee.
Pernottamento a Lalibela.

Giorno 10: Lalibela
La Gerusalemme Nera, nonostante sia il principale sito turistico internazionale del paese ha mantenuto lo stile di vita tradizionale etiope. È anche meta del turismo nazionale, soprattutto durante la celebrazione della Pasqua e dell'Epifania. Una seconda Terra Santa. Dichiarato Patrimonio dell'Umanità per la sua stupenda serie di undici chiese rupestri scavate nel basalto grigio e scolpite in arenaria rossa. Sono messe in comunicazione da gallerie aperte alla luce, anche attraverso il tetto, o attraverso stretti passaggi e gallerie. Alcune sono decorate con figure scolpite e dipinti murari ricreanti scene bibliche e altri motivi di derivazione  bizantina o geometrica. Altre sono grotte naturali, semi-monolitiche, allargate in basso e scolpite. Vi sono altresì piccoli fori in cui vivono eremiti e anche catacombe. Un set straordinario, tanto inaspettato quanto affascinante. Le date relative ai lavori di scavo delle chiese sono molto vaghe: a seconda delle fonti le si pongono tra l'XI e il XIII secolo. Si dice che la loro costruzione durò solo 25 anni. Gli studiosi non sono in grado di decifrarne il mistero, ma i credenti hanno una propria teoria: una coorte di angeli completava di notte le opere che i carpentieri iniziavano di giorno. Ciò che è innegabile è che vi si respiri uno spirito profondamente religioso, impregnato di radici medievali ed ascetiche.
Secondo pernottamento a Lalibela.

Giorno 11: Lalibela-Kombolcha  (7-8 ore di strada)
In mattinata ci incamminiamo in direzione di Kombolcha, attraverso passi montani, stupende vallate, coltivazioni di frutta tropicale e visitando diversi villaggi fra i quali Bete Hor, Dilb, Weldiya e Dese fino ad arrivare al lago/cittadina di Hayk ove si visiterà la chiesa di Debre Estifanos, risalente al XIII secolo. Un bellissimo panorama ricco di vegetazione domina il lago. Proseguimento e arrivo a Kombolcha, sistemazione in hotel e pernottamento.

Giorno 12: Kombolcha-Awash;
Trasferimento verso il Parco Nazionale di Awash. Nel 1980 la valle dell'Awash è stata inserita fra i Patrimoni dell'Umanità, per via del grande numero di fossili ritrovati e per la loro notevole importanza per la storia dell'evoluzione dell'umanità (qui nel 1974 venne ritrovato lo scheletro di Lucy). La valle dell'Awash è tradizionalmente abitata dalla popolo degli Afar; nel corso del tragitto ne visiteremo diversi villaggi.
Pernottamento ad Awash

Giorno 13: Awash-Harar
Partenza per Harar. Nel corso del tragitto ci fermeremo a visitare i mercati del chat (pianta inebriante usata in tutto il Corno d’Africa e nello Yemen) e ad ammirare l’esibizione degli uomini – iena. Questi uomini, di notte, danno da mangiare, direttamente dalle proprie mani, cibo alle iene che infestano i dintorni di Harar. Tale spettacolo, nato negli anni sessanta a beneficio dei turisti, origina da un'antica tradizione locale, che si teneva però solamente una volta l'anno.
Per numerosi secoli Harar è stata un importante centro commerciale fra l'Etiopia, il Corno d'Africa e la penisola arabica. Dal 2004 Harar Jugol è Patrimonio dell'Umanità. Essa è considerata dagli etiopi come la quarta città santa dell'Islam, con 99 moschee, tre delle quali risalgono al X secolo, e 102 luoghi sacri.
La popolazione di Harar è composta da numerosi gruppi etnici, tra cui Amhara, Oromo, Somali, Gurage e Tigrini, anche se all'interno delle mura della città è predominante l'etnia autoctona degli Harari.
Pernottamento ad Harar.

Giorno 14: Harar
Chiamata Gey ("la città") dai suoi abitanti, Harar venne fondata fra il VII e l'XI secolo, a seconda delle fonti, ed emerse come centro principale della religione e cultura islamica nel Corno d'Africa. Al XVI secolo risale la sua cinta muraria (Jugol), alta 4 metri e dotata di cinque porte d’accesso. La città rimase indipendente fino al 1875, quando venne conquistata dall'Egitto. È in questo periodo che Arthur Rimbaud vi si trasferì. Il 6 gennaio 1887 venne infine incorporata nell’impero etiope da Menelik II.
Il centro storico di Harar, racchiuso dalle sue mura, ospita numerosissimi luoghi sacri islamici. I più importanti sono Medhane Alem e la moschea cinquecentesca di Jami. Qui si trova anche un frequentatissimo mercato.
Tra gli edifici più visitati, la casa-museo di un mercante indiano, nota come "casa di Rimbaud" e la casa del Ras Makonnen, dove visse da bambino Haile Selassie I.
Escursione pomeridiana al monumento geologico di Babile, detto "valle delle meraviglie" o “valle di marmo”, per le curiose formazioni geologiche. Qualora fossimo fortunati potremmo anche vedere gli elefanti che popolano la riserva omonima.
Secondo pernottamento ad Harar.

15 ° giorno: Harar  - Addis Abeba
Ritorno ad Addis Abeba (Nel tragitto faremo varie fermate in luoghi interessanti) per il volo che abbiamo in serata.

La quota comprende:
• Voli internazionali incluse tasse aeroportuali (franchigia bagaglio 20kg)
• Hotels 3 stelle, camera doppia e prima colazione
• Bus con autista
• guida locale parlante inglese
• Tour leader di Vagabondo (che tra l'altro vi traduce le spiegazioni della guida se non capite l'inglese)
• Gita in barca sul lago Tana
• Ingressi a parchi e musei
• Assicurazione medico bagaglio

Non comprende :
• I pasti (calcolate 15 euro al giorno)
• Permessi per macchina fotografica in alcune chiese e musei se qualcuno vuole usarla.
• Mancetta a chi vi guarda le scarpe (in alcune chiese si entra scalzi)
• una Mancia alla vostra guida e al vostro autista se vi sono piacuti
• Visto di ingresso all’arrivo all’aeroporto (20 USD - da portare in dollari e pagare direttamente lì).

• supplemento singola 20 euro a notte (ma è possibile cercare un compagno di stanza nel gruppo).



Al momento non sono previste date di partenza per questo viaggio. Per qualsiasi info contattate Sarita


Qui ci si può presentare ai vostri compagni di viaggio, richiedere informazioni e cercare compagni di stanza.

Ritratto di Nima
Off-line
Dal: 2 Dic 2009
Post:
Ciao a tutti, ma chi è

Ciao a tutti,

ma chi è questo tour leader vagabondo dal nome strano!?

Ma è un nickname? Se non è un nick e finisce in "a" allora sarà un maschio una femmina ... !? Boh!!!     Timido, imbarazzato

Forse che per ovviare a tutto ciò la migliore presentazione iniziale potrebbe essere  ...

... quella di leggere cosa sta scritto sul mio profilo di vagabondo!? Occhietto

Ed allora eccovela di seguito:

 

Sono nato in una notte di fine estate del 2536 (o
forse era
il 1356, interessante vero come in base alle consuetudini umane si possa
nascere e vivere nel futuro asimoviano e al contempo nel Medioevo!?)
laddove la
terra, quale nastro di intenso smeraldo, si congiunge con un cielo d’un
turchese sfavillante e un mare plumbeo di profondità misteriose.

All’età di tre anni seguendo il Cammino che negli ultimi due secoli
aveva
portato la mia famiglia a spostarsi attraverso varie terre; scendendo
dalle
cime innevate dell’Azerbaijan ai Templi del Fuoco del Mar Caspio per
giungere
infine alle foreste e alle lagune del Gilan, mi sono trasferito nella
Città Eterna.

Nella mente dei miei genitori vi avremmo passato il tempo necessario a
terminare i loro studi, ma il Destino aveva altro in serbo per noi!

E così, come la
Rivoluzione Bolscevica , 60 anni prima aveva segnato la storia
dei miei progenitori, ora la Rivoluzione Islamica avrebbe segnato la
mia!

Morale della favola, passammo dieci anni in Italia!

Lato positivo della cosa? Visitammo lo Stivale in lungo e in largo!

Altro lato positivo? Crescendo in un ambiente cattolico ma provenendo da
una
famiglia sciita laica e frequentando molti ebrei non tardai a capire una
cosa:
ovvero che, se è vero che siamo come tanti fiori dai mille profumi e
colori,
tuttavia abbiamo origine tutti da un Unico Giardino!

…gli anni passarono, i problemi furono superati e iniziai a viaggiare
per il mondo…

Chi o cosa sono diventato oggi?

Mi piace immaginare di essere come un albero (evito il Cipresso che
nella
letteratura persiana simboleggia vita e forza – avete presente il
disegno
kashmir? – ma che in Italia porta alla mente pensieri ben più lugubri e
gravi
Occhietto ) dalle forti e profonde radici piantate nella nera terra d’Oriente
ma con
fronde fruttifere ben aperte nei cieli d’Occidente!

Una sintesi di due delle civiltà fra le più importanti e feconde, un
“doppio
genoma” che possa fornire quel livello di conoscenza in grado di
superare il
preconcetto diffuso di un Oriente e di un Occidente visti come due
entità
filosofiche e spirituali opposte se non addirittura ostili.

…e qui per ora mi fermo, lasciando il resto a chi desideri avere il
ghiribizzo
di conoscermi e farsi conoscere!

 

 

Ritratto di Nima
Off-line
Dal: 2 Dic 2009
Post:
Ed eccovi il programma di

Ed eccovi il programma di questo fantastico viaggio alla scoperta della più antica civiltà autoctona africana;

venti secoli di storia cristiana, ebraica e islamica, ottanta e più etnie,

una terra di paesaggi unici e segreti inenarrabili.

In una sola parola … Etiopia, la terra ove è custodita l’Arca dell’Alleanza.

 

Giorno 01: Addis Ababa.

Accoglienza all'aeroporto e trasferimento alla sistemazione
in hotel ad Addis Ababa.

 

Giorno 02: Addis Ababa

Capitale fra le più alte al mondo che, con i suoi 2300 metri e i quasi
quattro milioni di abitanti ci offre una assaggio dell’immenso paese che ci
apprestiamo a vedere.

Visita della Piazza, il quartiere coloniale italiano, del
Merkato, uno dei più grandi d’Africa, del Museo Nazionale con interessanti reperti
e lo scheletro di Lucy, la nonna dell’umanità risalente a quattro milioni di
anni fa e della Chiesa della Trinità, le cui pareti sono arricchite di
splendide vetrate artistiche che riproducono il Vecchio e Nuovo Testamento.

 

Giorno 03: Addis Ababa – Bahar Dar

In mattinata partenza per Bahar Dar passando attraverso
villaggi caratteristici ove avremo modo di osservare momenti di vita quotidiana
della popolazione locale.

Lungo la strada visiteremo l'interessante Monastero di Debre
Libanos uno dei luoghi più sacri dell’Etiopia, e dopo una rapida discesa di
altitudine arriveremo al Ponte Portoghese, il primo ponte costruito in Etiopia.

Poi passeremo attraverso la spettacolare gola denominata
"Gorge del Nilo Azzurro"; tale canyon è considerato più amplio di
quello del Colorado.

Pernottamento a Bahar Dar, sulla costa meridionale del lago
Tana.

 

Giorno 04: Bahar Dar

Il lago Tana è la fonte del Nilo Azzurro. Visita alle famose
Cascate del Nilo Azzurro (larghe 400 e alte 50 metri) ubicate tra
boschi dalla fitta vegetazione e uno scenario spettacolare a 35 chilometri dalla
città. La portata delle cascate è stata notevolmente diminuita dalla recente
costruzione di una centrale elettrica a beneficio degli agricoltori locali.

Nel pomeriggio ci imbarcheremo per visitare il lago Tana, il
più grande speccio d’acqua del paese a 1860 metri
sull'altopiano, e le sue trenta isole.

Il loro numero varia a seconda del livello dell'acqua.
Alcune di loro sono abitate, con monasteri e tombe di antichi imperatori. I
monasteri più famosi sono quelli di Kidene Mehret, Kebran Gabriel (dove le
donne non possono entrare) e Debre Maryam.

I paesaggi molto suggestivi e dai colori vividi hanno
contribuito a creare molte leggende sul sito. Interessante la vita che si
svolge sul lago con i pescatori dalle tipiche barche di canne di papiro.

Nel pomeriggio visita alla città (mercato e area
monumentale) adagiata sulla riva meridionale del lago. Nei pressi della piazza
centrale è la casa di Pedro Paez, il celebre missionario spagnolo che ha lasciato
scritti molto interessanti delle sue avventure in terra etiope (secolo  XVI). Pernottamento a Bahar Dar.

 

Giorno 05: Bahar Dar – Gondar

In mattinata partenza in pullman costeggiando il Lago Tana
per poi attraversare passi montani e bellissime vallate fino a raggiungere
Gondar, capitale imperiale del paese dal 1632 al 1886. Fino al XVI secolo gli
imperatori non avevano una dimora fissa, trasferendo la loro corte in
accampamenti di grandi dimensioni, di città in città, a seconda della stagione.

È quindi sconosciuta la motivazione che porto Re Fasilidas
il Grande a decidere di costruire, ai piedi dei maestosi monti Siemen, la
propria capitale all'inizio del XVII secolo, dotandola di chiese e palazzi. E i
suoi eredi, per non essere da meno, ne aumentarono lo splendore.

Vedremo alcuni resti di edifici di quell’epoca assieme ad
altri posteriori costruiti seguendo il cosiddetto “stile di Gondar": su
una base locale araba si integrano elementi di barocco portoghese più
competenze edilizie indiane. La città conserva un complesso architettonico
fortificato (Patrimonio dell’Umanità): castello, chiesa, abbazia e biblioteca.
Da vedere il Royal Enclosur con i suoi 6 castelli ed altri edifici, la piscina
dell'Imperatore Fasilidas, ancora oggi usata nella festa dell'Epifania copta di
metà gennaio (Timket), la
Chiesa Debre Birhan Selassie, appollaiata sulla cima di una
collina, con il più famoso soffitto in Etiopia dipinto con centinaia di volti
di angeli e bellissimi affreschi alle pareti in perfetto stato di conservazione,
che rappresentano scene bibliche e di vita etiopica.

 

Giorno 06: Gondar – Aksum (Axum)

Giornata di trasferimento sulla strada per Axum, passando
attraverso il panoramico paesaggio degli altopiani di Semien. Superando i passi
montani arriveremo in splendide vallate da dove potremo ammirare scenografiche
montagne ricoperte di fitta vegetazione. Tramite l’arduo tracciato, frutto
della maestria ingegneristica italiana di inizio ventesimo secolo scenderemo
nella Valle del fiume Tekeze, fino a raggiungere Axum, dove pernotteremo e
cercheremo di scoprire se davvero qui … c’è l’Arca dell’Alleanza!

 

Giorno 07: Axum,

La più antica delle città storiche del nord dell'Etiopia (IV
secolo a.C). La città fu capitale di un regno che da tempi antichissimi e fino
al VII secolo d.C. esercitò la propria influenza sui paesi limitrofi: la
regione del Nilo, l’Etiopia e il Sudan settentrionale, le rive del Mar Rosso
fino all’Arabia meridionale. Ricordi di questo impero sono contenuti persino
nel sacro Corano.

La città è il luogo di nascita della leggendaria Regina di
Saba e di Menelik I, il figlio natole dalla relazione con re Salomone. Si
visiterà il suo palazzo ed i suoi bagni, poi si andrà alla Chiesa di Santa
Maria di Sion, dove sembra sia contenuta l'originale Arca dell'Alleanza,
portata da Israele da Menelik I. In questa chiesa purtroppo possono entrare
solo gli uomini ed il prete, custode del "tabot" (così è conosciuta
l'Arca), è l'unica persona che può vederla. Ci sarà davvero?

Infine visita al Parco delle Steli (grandiosi monumenti
funerari monolitici testimonianza della superiorità architettonica che l’impero
assumita poteva vantare su tutte le civiltà dell’Africa subsahariana). Axum è
anche il luogo in cui nel IV secolo il cristianesimo fu dichiarato religione di
stato ed è quindi la città ortodossa più santa dell'Etiopia, meta di numerosi
pellegrinaggi.

Secondo pernottamento ad Axum.

 

Giorno 08: Axum – Mekele

Partenza presto per Mekele ove visiteremo le chiese rupestri
sparse fra le rocce delle “ambe”, le montagne dalle cime piatte, in cavità, in
grotte o scalpellate nelle forti e smisurate rocce del Tigrai. Le prime chiese
furono scoperte casualmente nel 1868 ma solo durante l’occupazione italiana si
assistette a una ricerca e studio sistematici. Tra le chiese più
caratteristiche quella di Wukro Cherkos con il soffitto affrescato e quella di
Abrha We Atsbeha, che inerpicata su uno spuntone roccioso è stata costruita
all’interno di una caverna naturale. Interessante anche la moschea Negasi in
Wukro. Sempre a Wukro visiteremo padre Angelo Olaran che gestisce un progetto
di sviluppo in Etiopia (Etiopiautopia).

Pernottamento a Mekele.

 

Giorno 09: Mekele – Lalibela

Trasferimento via strada fino a Lalibela per Korem. Faremo
delle fermate nei villaggi che incontreremo passando attraverso i panorami
montagnosi della gente locale, gli Amhara. Lalibela, “la Gerusalemme
d'Etiopia”, è una città remota e leggendaria, persa sull'altopiano etiope a
quasi tremila metri d'altezza. Qui il re Gebre Mesqel Lalibela nel XII secolo
fece costruire una cittadella della fede con undici chiese monolitiche scavate
interamente nella roccia e collegate fra di loro da una rete di gallerie
sotterranee.

Pernottamento a Lalibela.

 

Giorno 10: Lalibela

La Gerusalemme Nera, nonostante sia il principale sito turistico
internazionale del paese ha mantenuto lo stile di vita tradizionale etiope. È
anche meta del turismo nazionale, soprattutto durante la celebrazione della
Pasqua e dell'Epifania. Una seconda Terra Santa. Dichiarato Patrimonio dell'Umanità
per la sua stupenda serie di undici chiese rupestri scavate nel basalto grigio
e scolpite in arenaria rossa. Sono messe in comunicazione da gallerie aperte
alla luce, anche attraverso il tetto, o attraverso stretti passaggi e gallerie.
Alcune sono decorate con figure scolpite e dipinti murari ricreanti scene
bibliche e altri motivi di derivazione 
bizantina o geometrica. Altre sono grotte naturali, semi-monolitiche,
allargate in basso e scolpite. Vi sono altresì piccoli fori in cui vivono
eremiti e anche catacombe. Un set straordinario, tanto inaspettato quanto
affascinante. Le date relative ai lavori di scavo delle chiese sono molto
vaghe: a seconda delle fonti le si pongono tra l'XI e il XIII secolo. Si dice
che la loro costruzione durò solo 25 anni. Gli studiosi non sono in grado di
decifrarne il mistero, ma i credenti hanno una propria teoria: una coorte di
angeli completava di notte le opere che i carpentieri iniziavano di giorno. Ciò
che è innegabile è che vi si respiri uno spirito profondamente religioso,
impregnato di radici medievali ed ascetiche.

Secondo pernottamento a Lalibela.

 

Giorno 11: Lalibela – Kombolcha

In mattinata ci incamminiamo in direzione di Kombolcha,
attraverso passi montani, stupende vallate, coltivazioni di frutta tropicale e
visitando diversi villaggi fra i quali Bete Hor, Dilb, Weldiya e Dese fino ad
arrivare al lago/cittadina di Hayk ove si visiterà la chiesa di Debre
Estifanos, risalente al XIII secolo. Un bellissimo panorama ricco di
vegetazione domina il lago. Proseguimento e arrivo a Kombolcha, sistemazione in
hotel e pernottamento.

 

Giorno 12: Kombolcha – Awash

Trasferimento verso il Parco Nazionale di Awash. Nel 1980 la
valle dell'Awash è stata inserita fra i Patrimoni dell'Umanità, per via del
grande numero di fossili ritrovati e per la loro notevole importanza per la
storia dell'evoluzione dell'umanità (qui nel 1974 venne ritrovato lo scheletro
di Lucy). La valle dell'Awash è tradizionalmente abitata dalla popolo degli
Afar; nel corso del tragitto ne visiteremo diversi villaggi.

Pernottamento ad Awash

 

Giorno 13: Awash – Harar

Partenza per Harar. Nel corso del tragitto ci fermeremo a
visitare i mercati del chat (pianta inebriante usata in tutto il Corno d’Africa
e nello Yemen) e ad ammirare l’esibizione degli uomini – iena. Questi uomini,
di notte, danno da mangiare, direttamente dalle proprie mani, cibo alle iene
che infestano i dintorni di Harar. Tale spettacolo, nato negli anni sessanta a
beneficio dei turisti, origina da un'antica tradizione locale, che si teneva però
solamente una volta l'anno.

Per numerosi secoli Harar è stata un importante centro
commerciale fra l'Etiopia, il Corno d'Africa e la penisola arabica. Dal 2004
Harar Jugol è Patrimonio dell'Umanità. Essa è considerata dagli etiopi come la
quarta città santa dell'Islam, con 99 moschee, tre delle quali risalgono al X
secolo, e 102 luoghi sacri.

La popolazione di Harar è composta da numerosi gruppi
etnici, tra cui Amhara, Oromo, Somali, Gurage e Tigrini, anche se all'interno
delle mura della città è predominante l'etnia autoctona degli Harari.

Pernottamento ad Harar.

 

Giorno 14: Visita a Harar

Chiamata Gey ("la città") dai suoi abitanti, Harar
venne fondata fra il VII e l'XI secolo, a seconda delle fonti, ed emerse come
centro principale della religione e cultura islamica nel Corno d'Africa. Al XVI
secolo risale la sua cinta muraria (Jugol), alta 4 metri e dotata di cinque
porte d’accesso. La città rimase indipendente fino al 1875, quando venne
conquistata dall'Egitto. È in questo periodo che Arthur Rimbaud vi si trasferì.
Il 6 gennaio 1887 venne infine incorporata nell’impero etiope da Menelik II.

Il centro storico di Harar, racchiuso dalle sue mura, ospita
numerosissimi luoghi sacri islamici. I più importanti sono Medhane Alem e la
moschea cinquecentesca di Jami. Qui si trova anche un frequentatissimo mercato.

Tra gli edifici più visitati, la casa-museo di un mercante
indiano, nota come "casa di Rimbaud" e la casa del Ras Makonnen, dove
visse da bambino Haile Selassie I.

Escursione pomeridiana al monumento geologico di Babile,
detto "valle delle meraviglie" o “valle di marmo”, per le curiose
formazioni geologiche. Qualora fossimo fortunati potremmo anche vedere gli
elefanti che popolano la riserva omonima.

Secondo pernottamento ad Harar.

 

Giorno 15: Harar – Addis Ababa

Trasferimento ad Addis Ababa. Nel tragitto faremo varie
fermate in luoghi turistici.

Pernottamento a bordo.

 

Giorno 16 Addis Ababa.

Trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia.

 

 

 Il prezzo comprende;

                      

Doppia in Hotel sistemazione con prima colazione.

Trasporti su strada in classe economica / durante il Tour
comprende  il carburante e il pagamento
dell’autista

Guida professionale in lingua inglese (forse anche in
italiano) durante il tour.

Le entrate dei luoghi da visitare.

Tasse.

 

Il prezzo non include: 

Voli internazionali e nazionali.

Tassa per macchine fotografiche e videocamere. 

Le spese personali come Internet, alcol e lavanderie.

Visti.

 

Ritratto di Nima
Off-line
Dal: 2 Dic 2009
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Per coloro i quali pensavano che Cristo fosse biondo ...

... e con gli occhi azzurri!!! Smile))

La bellezza di scoprire come tutti i popoli raffigurino la propria divinità secondo i propri tratti somatici!!!   Re

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