Giovedì 3 Novembre Greenwich - Uomini di Dio
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Ciao a tutti,
che ne direste di vedere domani, mercoledì 27ottobre, "Uomini di Dio"?
E' un film poco pubbliccizzato, presentato a Cannes nel 2010, ma molto bello e difficile!
In più, proprio per la sua difficoltà e bellezza, potrebbe anche essere uno spunto per una bella ed animata conversazione post cinema!!! 
Si fà!?
Eccovi di seguito la trama e la recensione
Trama: in un villaggio algerino sorge un convento di
monaci cristiani, perfettamente integrato con la comunità locale. La
quiete del villaggio viene però turbata da fatti di sangue compiuti da
integralisti islamici, che mettono a repentaglio anche la sicurezza dei
monaci. Questi ultimi si interrogano allora sul da farsi: andarsene o
rimanere al convento rischiando di essere uccisi? Sceglieranno di
rimanere.
Recensione – Film importante e difficile; materia
delicata e quanto mai attuale, maneggiata con cautela e senza inciampi
da Beauvois. Film asciutto, lento, intimo; documento spietato dei
crimini che possono essere compiuti in nome di una fantomatica fede
religiosa ed al tempo stesso crudo ritratto del tormento spirituale che
può derivare dalla fede stessa. Film complesso e composito che si snoda
narrativamente attraverso una riflessione politica iniziale, sullo
spaccato di una comunità abitata da persone di fede diversa ma
perfettamente integrate tra loro, ed una riflessione religiosa, in cui
si inserisce la vicenda umana dei monaci, che farà da sfondo alle fasi
successive del film.
Anzitutto la riflessione politica. La popolazione musulmana di un
villaggio algerino vive in piena sinergia con un gruppo di monaci di un
convento cristiano, che rappresentano una risorsa fondamentale per la
comunità locale garantendo assistenza medica (il convento è l’unico
presidio sanitario della zona), sostegno nella coltivazione dei campi e
rappresentando un costante punto di riferimento e confronto per la
comunità stessa. Quasi una sorta di sincretismo tra le due culture e le
rispettive religioni consente a cristiani e musulmani di convivere
pacificamente, condividendo gli stessi spazi, così come ai Fioretti di
San Francesco ed al Corano di rimanere aperti sul medesimo tavolo di
lavoro, quello di Christian, capo dei monaci e studioso di testi sacri.
Ma la riflessione religiosa e la vicenda umana dei monaci prendono il
sopravvento quando sulla comunità si affaccia minaccioso lo spettro
dell’integralismo islamico. La quiete della comunità comincia allora ad
essere scossa dai primi fatti di sangue. La situazione precipita quando i
croati che lavorano in un vicino cantiere vengono trucidati dagli
integralisti. La sicurezza dei monaci è ora a repentaglio. Bisogna
prendere una decisione: andarsene o rimanere. È qui che interviene una
fase di acuto tormento nel gruppo di monaci, dapprima spaccato sulla
possibilità di restare o
partire, quindi compatto nel voler continuare la propria missione al
convento: a che servirebbe la religione se dovesse indietreggiare di
fronte alle armi? Inoltre, la vera missione di chi ha già donato la
propria vita a Dio non può certo essere quella di preservarla con la
fuga.
Il destino inesorabile è però dietro l’angolo. Il ritorno di un
confratello dalla Francia, che porta con sé ostie, una lettera e del
formaggio, segna un effimero momento di speranza, dietro il quale si
nasconde un timore che diventa sempre più consapevolezza
dell’ineluttabile risvolto tragico. Così, anche gli attimi di serenità
regalati dalla presenza di due bottiglie di vino e da un brano di musica
inserito nel mangianastri per la cena lasciano l’amaro in bocca e ci
mostrano, in un susseguirsi di primissimi piani che si soffermano sui
volti e sugli sguardi smarriti dei monaci, la trasformazione della gioia
in dolore, della speranza in sgomento. Non a caso, la musica è Il lago
dei cigni di Tchaikovsky, che se da un lato rievoca un’ancestrale idea
di focolare domestico per il richiamo alla tradizione musicale ed alla
cultura occidentale, dall’altro appare presagio di morte. Uomini di Dio è
un film parlato, dove i dialoghi e i monologhi contano: ricostruiscono
dubbi e angosce dei protagonisti, scandiscono delicati passaggi
interiori e fanno da chiusa alle riflessioni finali dei monaci ormai
prigionieri dei loro carnefici: ad uccidere non è la comunità musulmana,
non è la religione islamica, ma uno sparuto drappello di integralisti
che ha travisato l’essenza stessa del Corano.
Merita, da ultimo, di esser ricordata l’inquadratura in cui i monaci
vengono sospinti verso il martirio; una sorta di via della croce, di
cammino alla volta del Golgota che vede la colonna di monaci ed
integralisti allontanarsi nella neve perdendosi nella nebbia
dell’orizzonte in una naturale dissolvenza.
Presentato in concorso a Cannes 2010 (Gran Prix du Jury), è tratto da un
fatto di cronaca avvenuto in Algeria nella seconda metà degli anni ’90.
Cara la mia Penelope,
sii un poco Circe e un poco Sirena e dirotta le amiche su questo film!!!
Che non penso se ne abbiano a pentire!!!
il film sembra interessante ma..... 
mi tocca il tour romano mangereccio con amici di passaggio a Roma!! Capisci a me!
Nima,
a Penelope lo dici, sii un po' Circe e un po' Sirena??? Roba da strangolare Ulisse con la tela!
... ehhh cara la nostra Lalabel di fronte all'alternativa gastronomica ti capiamo a te!!!
Per quel che riguarda Peneloce aspirante Circe e un poco Sirena, e che sarà stato mai aspettare il proprio fedele (?) marito per un ventanni!?
Sei o non sei la sintesi di bellezza, regalità, pudore, fedeltà e astuzia?
Che poi proprio quando pensavi di mettere su una nuova vita che ti succede?
Il fedelissimo (?) marito ritorna dopo venti anni, fa fuori i Proci che avevano osato, sempre dopo solo venti anni, provare a chiederti in moglie e, dulcis in fundo,
fa lavare il loro sangue alle serve infedeli (tali in quanto avevano osato dubitare del suo ritorno) prima di accoppare anche loro!!!
Mica ci pensa lui a come farai ora a pulire Itaca senza di loro!?
Lui è stato a gozzovigliare a Troia e mica lo sa che non è facile al giorno d'oggi trovare delle collaboratrici domestiche fidate e brave!!!
Ahhh la letteratura classica a quali bei mondi antichi e idilliaci ci riporta!!!
O tempora O mores!!!
Aspettare il marito fedifrago per 20 anni? Meno male che sono Penelope, sì, ma Pitstop!
... ma lui combatteva per una grande causa, "Portare la democrazia in Medio Oriente"!!! 
E poi non c'era il Tom Tom e il Mar Mediterraneo è grande e pieno di insidie!!!
E' vero che, a occhio e croce, Troia - Itaca andate e ritorno, anche con le navi dell'epoca,
in due mesi al massimo la facevi però sai,
mica era così facile trovare la strada per casa dopo dieci anni di vita da single!!!
Se no inizierebbe ad essere arduo sostenere che Ulisse era il più intelligente nell'allegra comitiva dell'Iliade e dell'Odissea!!!
"... ma date anche a me il lucido arco, perché in mezzo a voi
provi la forza delle mani, se per caso ancora in me
è vigore, quello che un tempo avevo nel corpo agile,
o se già la rovina e la trascuratezza l'han perduto".
Così disse, ma quelli se ne sdegnarono terribilmente
temendo che riuscisse a tendere l'arco lucente,
e Antinoo lo insultava e lo rimproverava aspramente:
"Ospite pazzo, la tua mente è instabile;
non sei contento che mangi tranquillo in mezzo a noi
generosi, e non ti manca cibo, e inoltre ascolti
le parole e i discorsi nostri? Nessun altro
mendicante straniero ascolta le nostre parole.
Il dolce vino ti sconvolge...
... a te immensa disgrazia predico, se l'arco
dovessi riuscire a tendere; mai più troverai amicizia
nella nostra città, anzi te con nave nera
al re Echeto, sterminatore di tutti i mortali,
manderemo..."
Ma ribatté a lui la saggia Penelope:
"Antinoo, non è bello né giusto insultare
gli ospiti di Telemaco, che giungono in questo palazzo.
Hai forse paura che se l'ospite il grande arco di Odisseo
riuscirà a tendere fidando nelle sue mani
mi porti a casa sua e mi prenda in sposa?..."
A lei rispose Eurimaco figlio di Polibo:
"Saggia Penelope, figlia di Icario...
ci vergogneremmo piuttosto delle parole di uomini e donne
che un qualunque vigliacco acheo possa dire
'uomini alquanto deboli la sposa di un grande uomo
pretendono, e non sono in grado di tendere il suo arco lucente.
Un mendicante qualsiasi, un vagabondo
senza sforzo ha teso l'arco e ha trapassato il ferro'
Così potranno dire, e per noi sarà la peggiore accusa"
E a lui rispose la saggia Penelope:
"Eurimaco, mai presso il popolo buona fama
potrà avere chi mangia e disonora la casa
di un grande uomo..."
...il porcaio portando l'arco attraverso il salone
lo mise nelle mani del forte Odisseo, standogli presso...
quello già preso l'arco
lo girava e rigirava e lo saggiava qua e là
se i tarli avessero mangiato le punte, quando il signore era lontano.
Allora alcuni vedendo questo dicevano ai vicini:
"Doveva essere un esperto, un conoscitore di archi..."
Così dicevano i pretendenti; intanto il saggio Odisseo
dopo aver esaminato e saggiato l'arco da ogni parte...
senza sforzo tese il grande arco
e prendendola con la mano destra provò la corda
che bene cantò, come garrire di rondine.
Ma i pretendenti ne ebbero grande scoramento, e tutti colore
mutarono; forte tuonò Zeus per dare un segnale...
Prendendo l'arco nel mezzo tirò corda e cocca
e da lì dov'era, seduto sullo sgabello, lasciò la freccia
dritto mirando, e di tutte le asce non mancò
il primo anello...
Quindi il saggio Odisseo si spogliò dei cenci,
saltò nel mezzo della grande porta tenendo l'arco e la faretra...
"Questa gara inane è finita,
adesso altro bersaglio, al quale mai tirò un uomo,
proverò, se così vuole la sorte, se mi è benigno Apollo"
Così disse, e Antinoo mirò con l'acuta freccia...
la punta passò dritta la gola morbida...
"Straniero, fai male a colpire gli uomini, mai più farai
gare; adesso ti è certo destino il baratro della morte..."
Così diceva ognuno, perché erano convinti che senza volere
avesse ucciso l'uomo: stolti, ignoravano questo:
che tutti loro aveva ormai raggiunto la rovina finale.
E guardandoli con ira disse il saggio Odisseo:
"Cani, non pensavate che potessi tornare a casa,
da Troia; per questo mi mangiate la casa
e corteggiate la mia sposa me vivente
senza aver timore degli dei..."
Così disse, e verde terrore si impadronì di tutti...
Chi legge per la prima volta le digressioni, leggermente fuori tema,
dei post precedenti non si spaventi!!!
L'idea iniziale di vedere il film esiste ancora!!!
Si era semplicemente un attimino divagato ...
Per cui, come scritto sul thread di "Vagabondi di Roma",
tutti giovedì sera a vedere "Uomini di Dio", Greenwich (Via G. Bodoni, 59, Testaccio),
per lo spettacolo delle 20:15!!!
Essendo il Greenwich cinema radical-chic non numera i posti automaticamente
, per cui
appuntamento alle 19:45 / 20:00 davanti all'ingresso.
venghino siori venghino!!!
Ciao a tutti,
purtroppo stasera devo darvi buca..... impegni improrogabili.... 
alla prossima, buona visione!
Paola


Casa Ranzini, planet trekking , Vagabondi Romani
Poffperbacco, profeta, domani sono di cinema con le mie adorate colleghe! Vediamo se riesco a dirottarle dalla commedia all'approfondimento politico!