COLPO DI STATO in Honduras
- Login o registrati per inviare commenti
Ne sappiamo ancora poco, comunque...
(da Repubblica di oggi)
"TEGUCIGALPA - Colpo di Stato in Honduras. Il presidente Manuel Zelaya si è rifugiato in Costa Rica.
"Sequestrati" anche gli ambasciatori di Venezuela, Cuba e Nicaragua a
Tegucigalpa, capitale honduregna. "Quello che ho subito stamane - ha
detto il presidente Zelaya giunto all'aeroporto di San José in Costa
Rica - è stato un sequestro compiuto dai militari. Hanno mitragliato la
mia casa. La mia guardia d'onore ha opposto resistenza per almeno venti
minuti, sono stato svegliato dagli spari e dalle urla. Sono stato
portato via di fatto in pigiama", ha raccontato Zelaya. I militari, ha
aggiunto, sono entrati "sparando, e ho dovuto proteggermi dai colpi: mi
hanno minacciato e puntato contro le armi". Zelaya ha concluso il
drammatico resoconto con un appello alla comunità internazionale:
"Difendete l'Honduras".
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha espresso "profonda
preoccupazione" per l'arresto del presidente dell'Honduras. "Chiedo a
tutti gli attori politici e sociali in Honduras di rispettare le norme
democratiche" ha detto il presidente Usa. "Ogni tensione deve essere
risolta in modo pacifico attraverso il dialogo". La Casa Bianca ha
respinto però con forza l'accusa di aver avutoun ruolo nel golpe: "Non
c'è stato alcun coinvolgimento statunitense in quest'azione", ha
riferito un funzionario della presidenza Usa. A puntare il dito contro
Washington era stato il presidente venezuelano Hugo Chavez."
Mio commento: sarebbe il primo golpe della storia centroamericana NON organizzato dagli USA. Non so' cosa pensare per ora. Da un lato stavolta vorrei dare il beneficio del dubbio ai gringos (se hanno eletto un presedente nero magari sono cambiati davvero...), dall'altro ho parecchi dubbi.
Per chi va in Guatemala con Vagabondo a breve e ha prenotato l'escursione a Copan: state tranquilli, Copan è molto lontano da Tegucigalpa ed è un paesino minuscolo dove non succede mai nulla. poi c'è Walter che vi protegge.
Stamattina due Vagabondi sono partiti per il Guatemala. Faranno una settimana con Walter e poi il 7 luglio devono attraversare da soli l'Honduras per andare in Nicaragua. Matteo, uno di loro, mi ha assicurato che ci scriverà per raccontarci com'è la situazione in Honduras.
Ciò non toglie che se ci fossero problemi (tipo bus pubblici bloccati) ci siamo già attrezzati per mandarli in pulmino, eventualmente senza passare per l'Honduras (facendo la Centramericana che attraversa El Salvador).
Quindi se dovete andare in Honduras e volete notizie fresche ciontinuate a leggere qui. Vi aggiorneremo costantemente.
Sarita ho avuto il tuo stesso pensiero: probabilmente si tratta del primo colpo di stato nell'America istmica a non essere stato manovrato dagli Usa...anche se non ci metterei la mano sul fuoco.
Walter ci scrive dal Guatemala:
"Pobre Honduras, ya deforestada, ya tomada por las bases foraneas,
vendida y esprimida como mi patria, solo faltaba que extrajeran de ella
la sangre de su pueblo ya empobrecido"
Ecco qui un articolo di oggi del Corriere della Sera.
Bisogna leggerlo e riflettere, riflettere....
Aspetto i vostri commenti. In un momento in cui sembra che noi italiani esportiamo barzellette di dubbio gusto, puttanate (e puttane) c'era proprio bisogno di esportare anche un golpista?
E sopratutto la frase "Senza il golpe, Micheletti non sarebbe mai arrivato alla Presidenza" mi fa pensare... Cosa deve fare per prendere il potere un "pover'uomo" che non possiede manco una televisione? Ma è ovvio, un golpe!
Colpo di stato. E l’ex presidente Zelaya prepara il ritorno in patria
Honduras, il golpista
che viene da Bergamo
Micheletti «el italiano». Dicono di lui: «È un duro»

Il presidente golpista Roberto Micheletti saluta i militari (Afp)
RIO DE JANEIRO — Un bergamasco che lavora «come un toro»,
duro, determinato e senza troppi scrupoli. Figlio di quel pezzo
d’Italia che se ne andò a cercare fortuna nelle Americhe a cavallo
dell’ultima guerra, più per cambiar aria che per necessità. Roberto
Micheletti, 65 anni, il presidente dell’Honduras che nessuno
riconosce, l’ultimo golpista fuori tempo dell’America Latina, non è
nato in Italia ma solo per caso. In quegli anni il padre Umberto era
già andato e venuto da Bergamo all’Honduras per un paio di volte,
incerto tra la propria terra e le opportunità che si aprivano in un
Paese poverissimo, dove gli stranieri più svelti potevano arrivare
facilmente al vertice del potere e della ricchezza. E sono stati i due
figli maschi, Roberto e Marco Polo, a realizzare il sogno. Con un
percorso classico: esercito, imprenditoria e politica.
Giovanissimo, Roberto si arruolò nella guardia armata
presidenziale, dove ebbe un ruolo primario in un tentativo di colpo di
Stato nel 1963. Fallito il golpe, finì brevemente in carcere. Passò un
periodo negli Stati Uniti, dove mise insieme una somma che gli
permise al ritorno di comprare una flotta di camion. Dai primi mezzi
che guidava personalmente, Micheletti e il fratello arrivarono a creare
in Honduras una grossa ditta di autotrasporti, che ancor oggi
possiedono. Ma entrambi sapevano che il vero salto si poteva effettuare
solo con la politica. Roberto è alla Camera dai primi anni Ottanta, il
fratello è già stato al governo, come viceministro dell’Agricoltura.
Entrambi in quel partito liberale che rappresenta gli interessi
dell’oligarchia del Paese ma è bravissimo a trovare i voti tra i più
poveri, grazie al maneggio dei fondi pubblici. Nel frattempo i due sono
rimasti attivi nella piccola comunità italiana dell’Honduras (sono
circa un migliaio i nostro connazionali) e Marco Polo ha tuttora una
carica nella camera di commercio italiana a Tegucigalpa.
// <![CDATA[
OAS_AD('Bottom1');
]]>
<!-- OAS AD '180x150' end -->
Senza il golpe, Micheletti non sarebbe mai arrivato alla Presidenza. È
molto conosciuto, ma non è popolare, si dice a Tegucigalpa. Alle
primarie del partito che avrebbe dovuto decidere il candidato venne
sconfitto, ma intanto era riuscito a conquistare la presidenza del
Congresso. Una posizione ritenuta fondamentale in Honduras, perché
dispone di fondi pubblici che possono essere utilizzati nei collegi,
a fini clientelari. La scorsa settimana è stata questa carica a
permettergli di diventare capo dello Stato, nel tentativo dei golpisti
di dare una parvenza di legittimità costituzionale al cambio. Come
era prevedibile, il vicepresidente ha rifiutato di succedere a
Zelaya, e così la fascia presidenziale è toccata a «el italiano».
Toccherà adesso a lui districarsi nel pasticcio internazionale creato
dal golpe. Nessun Paese ha riconosciuto il suo governo e molti
ambasciatori latinoamericani sono stati richiamati in patria per
protesta. L’Unione europea deciderà il da farsi nelle prossime ore.
Micheletti forse non aveva fatto i conti con la secca censura arrivata
anche dalla Casa Bianca. Pensava forse che i forti interessi americani
in Honduras, sempre difesi dal suo schieramento, potessero bastare a
far passare l’azione come un cambio accettabile. Nelle prossime ore
dovrà anche trovare il modo di gestire quello che promette essere un
colpo di teatro. Zelaya, oggi in Costa Rica, vuole tornare in patria,
forte dell’appoggio dell’Onu che lo considera ancora presidente
legittimo. La presidente argentina Cristina Kirchner lo accompagnerà.
Come farà Micheletti a far eseguire il mandato di cattura che — ha
ricordato — pende sulla sua testa?
United fruit? La stessa che ha trasformato nel dopoguerra Cuba in un merdaio pieno di mendicanti mentre i ricconi gongolavano negli alberghi a caviale e champagne? United fruit? La stessa che a fine 800 ha organizzato il "governo provvisorio" delle Hawaii sancendone l'annessione agli Stati Uniti contro qualsiasi norma internazionale (Unico stato dell'Unione ad annettersi contro la volonta della popolazione). Hanno fatto piu' danni loro con le loro banane che la bomba atomica, il che e' tutto dire.
Fate bene a dubitare, Chavez e' un figlio di buona...... ma non ha nulla da insegnare ai suoi avversari del nord, sanno gia' tutto.
Eh si, proprio quella >)
Ehi Nicot ma che vuol dire:
Fate bene a dubitare, Chavez e' un figlio di buona...... ma non ha nulla da insegnare ai suoi avversari del nord, sanno gia' tutto
Fino a prova contraria Chavez un golpe l'ha subito (l'11 aprile 2002), non l'ha fatto. Per lo meno non è grazie ad un golpe che è al potere, ma grazie a elezioni regolarmente vinte (ne avrà vinte una ventina dal 1998 ad oggi). Infatti Chavez si è salvato dal golpe di cui sopra dopo appena 3 giorni, grazie all'appoggio di gran parte dei venezuelani (e di una parte dell'esercito) ...
Ciao, voglio dire che gli americani in fatto di porcatine non hanno nulla da imparare da lui. Detto questo, credo che bisogna anche essere onesti e, diciamocelo fino in fondo, non e' che Chavez stia facendo proprio benissimo in Venezuela! Caracas e' una citta' invivibile, la malavita imperversa e lui ha la tendenza ad essere un populista: dice quello che la gente vuol sentirsi dire (che strano, ne conosco un altro che bazzica in posti meno lontani del Venezuela), ma non e' che la situazione sia molto migliorata da quando lui e' al potere, mi pare. Con questo non voglio dire nulla a proposito di golpe subiti o legittimita' delle elezioni, dico solo che non e' propriamente una figura di statista da premio Nobel per la pace..... o no? Dáltra parte l'hai detto tu stesso che ha vinto 20 elezioni dal 98 ad oggi, ma se guardiamo indietro di 10 anni possiamo dire che i Venezuelani ora stanno molto meglio? ha mantenuto le sue promesse? Ha lavorato bene? Mah, non so.
Insomma, a mio modesto parere non sono figure come le sue che risolveranno i problemi del sud america.
La verità è che le risorse economiche utilizzate per scopi sociali non sono mai state così ingenti. I proventi della vendita del petrolio finalmente sono destinati alla popolazione e non all'oligarchia che controllava la pdvsa, la compagnia petrolifera statale.
Le cosiddette misiones (i programmi sociali) hanno dato risultati positivi. Mision barrio adentro nel campo sanitario, mision milagro nel campo oftalmico, mision vivienda y habitat nella costruzione di alloggi destinati alle fasce sociali più emarginate, mision sucre e mision robinson nel settore educativo, mision mercal per lo sviluppo della produzione agricola e la distribuzione di generi alimentari a prezzi calmierati, mision vuelvan caras per la formazione professionale...... tutte cose che stanno migliorando la vita dei venezuelani più poveri. Se sei stato a Caracas avrai notato che nei barrios ci sono i "chioschi" esagonali che sono i moduli del barrio adentro di I° livello dove opera una coppia di medici (cubani ma non solo) oppure i mercal dove la roba costa molto meno che nei normali supermercati. Ma Chavez è anche colui che ha ideato l'Alba (alternativa bolivariana para los pueblos de nuestra america) che è un reale progetto di integrazione economica tra i paesi che vi hanno aderito. Grazie all'alba, ad esempio, il nicaragua vende a prezzi equi i suoi prodotti agricoli ed acquista petrolio oppure ottiene prestiti che servono per finanziare i propri programmi sociali come ad esempio Hambre cero (dotazione di sementi, attrezzature e animali per avviare la produzione agricola e l'allevamento) o Usura cero (microcredito)grazie ai quali combatte la fame e la poverta... Questa si che è la speranza per un nuovo sviluppo endogeno dell'america latina.
Premesso che io sono il primo a condannare la politica statunitense in Sudamerica (vedi Cuba, vedi Nicaragua e compagnia bella), tanto per dire da che parte sto, confermo però ciò che ho detto. Chavez è tutt’altro che un modello di democrazia, e a lungo andare secondo me potrebbe nuocere al Venezuela e anche al Sudamerica.
Non mettiamo la testa sotto la sabbia e facciamo finta di non vedere: belle cose le mision delle quali parli tu, ma è necessario avere anche una visione d’insieme molto più ampia: allora ci si accorgerà che la svalutazione continua a galoppare al 15% quando va bene, il debito pubblico sta diventando una voragine, la malavita continua ad imperversare, la burocrazia e la corruzione anziché diminuire aumenta, i capitali fuggono all’estero: è questa la riscossa del Sudamerica? E’ questo il modello da imitare? Se vogliamo dire che lui è meno peggio dei corrotti capi di stato prezzolati dagli Usa del passato posso essere d’accordo con te, ma, mi dispiace, non vedo nel Chavismo la soluzione dei problemi del sudamerica.
Prima di tutto confermo che ha forti pulsioni dittatoriali e questo da solo dovrebbe bastare a considerarlo una cosa negativa: la storia del referendum la sappiamo tutti, durante la campagna elettorale ha occupato quasi l’80% del tempo nella rete nazionale, insinuando che se lui avesse perso il potere l’assistenza sanitaria non ci sarebbe più stato per i ceti deboli… e, si sa, le masse ignoranti sono facili da manovrare con il populismo (nonostante tutto ha vinto solo con il 54%, questo la dice lunga….) . E’ inutile che ci lamentiamo se qui da noi un uomo solo detiene l’informazione, ma siamo poi prontissimi a perdonare un simile atteggiamento se viene da chi ci sta bene politicamente. Le cose non funzionano così. La democrazia c’è o non c’è. Non può essere né grande né piccola (qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa significa “ la più grande democrazia del mondo”: cosa vuol dire grande? Se esiste la più grande democrazia del mondo esiste anche la più piccola democrazia del mondo, spiegatemi questo concetto, perché finora nessuno ha saputo spiegarmelo: ho trovato gente che si è riempita stupidamente la bocca con questa “più grande democrazia”, ripetendo lo slogan come somari, salvo poi trovarsi in imbarazzo quando doveva spiegare il concetto: la democrazia non è né grande né piccola, al massimo può essere imperfetta, ma c’è o non c’è!).
Dunque questo signore, con le sue espulsioni di giornalisti ed europarlamentari sgraditi, con l’occupazione dei canali televisivi, con le minacce ai suoi avversari, non ha una grande propensione alla democrazia. Non bastano le mision che danno tanto lustro alla facciata, occorre portare fuori il Paese dal baratro, sotto questo aspetto non vedo grandi miglioramenti. Perché così facendo si rischia di fare il gioco delle menti più imbecilloidi degli Usa (quelle che parlano della più grande democrazia del mondo!!) le quali, sedute ad aspettare che il paese si impoverisca sempre di più, continueranno a tuonare dicendo che questo uomo è un pericolo per la democrazia! Vero, ma non va rimpiazzato con qualche altro corrotto burattino che piace a loro! Ecco cosa voglio dire: Chavez non è la soluzione, Chavez; se continuerà a comportarsi così, sarà solo una delusione, altro che una speranza!
Pacatamente (come direbbe Veltroni) vorrei fare qualche considerazione:
1. informazione: Chavez non controlla tv e giornali. La maggior parte di TV e giornali sono contro di lui.
2.populismo: l'avversario di Chavez alle passate elezioni si chiama manuel rosales; la sua proposta principale in campagna elettorale fu l'istituzione di una carta di credito prepagata da distribuire ai poveri con un importo stabilito di anno in anno dal governo (la carta era di colore nero e si chiamava "mi negra"). Più populismo di così è difficile da immaginare..
3. sistema sanitario: ahimè è verissimo, senza Chavez e i 10.000 medici cubani e i medicinali importati da Cuba addio servizio sanitario gratuito e funzionale per tutti...
4.democrazia: quale? quella di andres perez che c'era prima oppure la democrazia partecipativa (ley de los consejos comunales) vigente dal 2006? Quella che causò morti nelle strade ("Caracazo" 27/02/1989 un centinaio di morti grazie a Andres Perez, 11/04/2002 diversi morti grazie a Pedro Carmona Estanga) oppure quella che riconosce dignità e diritti anche alle popolazioni indigene e garantisce che le risorse del petrolio appartengono al popolo venezuelano, non più ad una ristretta oligarchia. Ah, un piccolo dettaglio: alle passate elezioni del 2006 Chavez impose l'adozione delle macchine captahuella per registrare le impronte digitali di tutti coloro che si recavano a votare ed evitare brogli, mentre manuel rosales arrivò persino a minacciare di ritirare la propria candidatura qualora fossero state rese obbligatorie quelle macchinette (chissà perchè...
)
5.corruzione e svalutazione: è vero questi sono due problemi che il governo si è impegnato a eradicare. Il primo credo sia dovuto al fatto che in Venezuela la Rivoluzione (intesa come un processo di cambio radicale portato avanti democraticamente) la sta facendo una classe politica in gran parte borghese, che l'amministra senza aver combattuto nella sierra, forse senza crederci fino in fondo. Per questo molti di coloro che appoggiano Chavez non hanno molta fiducia (questa fu la mia impressione) per il resto della classe politica chavista.
6. la criminalità imperversa... dove? a Caracas? Tu cammineresti da solo di notte per le vie di Città del Messico? e di Rio? e di Lima? e di Bogotà? e di Città del Guatemala? e di San Salvador? e di Managua? Bè, forse a Managua, magari non proprio di notte, magari di sera sì...
7. I capitali fuggono all'estero.... Ah si e che dovrebbe fare l'america latina per trattenerli questi capitali, abbassare le brache, girarsi di spalle e chinarsi leggermente? Che se ne vadano 'sti capitali, que se vayan todos, gridavano gli argentini dopo il disastro del 2001-02
Secondo me il modello chavista non è perfetto, ma è interessante e ha molti meriti enormi (l'Alba è uno di questi, forse il più straordinario) ma trovo che sia una bestialità accostare Chavez alla politica del più grande stato canaglia della contemporaneità
Ciao, altrettanto pacatamente ti rispondo. Vedo che ti piace fare esempi, allora farò lo stesso.
1) Giusto, lui i giornali e le televisioni le chiude! Televisioni contro di lui? Certo, RCTV era per esempio contro di lui e l’ha chiusa nel 2007 (il contratto scadeva nel 2022). Ed ora rischia la stessa fine Globovision, mentre Radio Caracas TV l’ha già chiusa. Bell’esempio di democrazia. Stai dicendo la stessa cosa che Berlusconi dice sulle TV e i giornali qui in Italia. Ti risulta che tutte le TV siano contro Berlusconi? La “ ley de responsabilidad Social en radio y television” del governo Chavez sancisce l’obbligo di trasmettere un’informazione “vera e opportuna” . La storia ha sempre insegnato che quando si sente l’obbligo di fare una legge su come deve essere l’informazione puzza molto di dittatura. Io sono d’accordo, non so tu.
2) Ho forse detto che i suoi avversari non erano populisti? Non cadiamo negli errori di giustificare una persona perché è meno peggio. Lui è un populista, che ti piaccia o no, e mi pare di non essere l’unico a dirlo. Lo sono anche i suoi avversari. E allora? Questo forse lo giustifica?
3) Servizio sanitario: non sono riuscito a trovare da nessuna parte una dichiarazione di un suo avversario politico (nella fattispecie Rosales) che sostenesse che intendeva eliminare il servizio sanitario nazionale, se eletto. Forse tu mi puoi aiutare, oppure le tue certezze vengono dalle dichiarazioni di Chavez? Certo, è stato lui ad introdurlo, gli va reso il giusto merito, su questo te ne do atto.
4) Vedi risposta del punto 1 . La democrazia c’è o non c’è. E’ inutile che mi fai esempi di gente peggiore di lui (almeno dal tuo punto di vista). Ho forse mai detto che i governi fantocci americani sono più democratici? Ho forse mai sostenuto che i suoi avversari sono più democratici? Quando uno espelle dal paese voci contro di lui (ultimo esempio l’Eurodeputato Herrero) non mi pare molto democratico. Dal 98 ad oggi sono 6 i giornalisti assassinati e più di 100 i casi di aggressioni e intimidazioni denunciate. A proposito, prima di lui anche Gheddafi aveva perseguito la politica de “i proventi del petrolio al popolo libico”. Altro personaggio modello di libertà e democrazia. Forse questo lo esime dal dovere di essere democratico? La Libia è uno dei paesi dell’Africa dove non si conosce la fame. Però mi pare che gli abitanti paghino in cambio un alto tributo in termini di libertà personale. Una alternativa a tutto ciò, proprio no? Mi dirai: la Libia non è il Venezuela. Certo, sono d’accordo con te, ma è un esempio di come non basta far credere di volere il bene del popolo…
5) Ah, ecco la causa di tutti i mali, la solita classe politica borghese che non ha combattuto sulla Sierra. Questi discorsi fanno solo male alla sinistra moderna: Veltroni, da te citato, dovrebbe saperlo molto bene. Resta il fatto che come dici tu, Chavez si è “impegnato” a sradicarli. Non puoi purtroppo dire altro perché finora risultati zero e non mi risulta che sia da poco al potere e non abbia potuto agire.
6) La mia vicina di casa, Venezuelana di Caracas sposata con un italiano, se ne è andata dopo la terza rapina in un anno. Due anni fa ha perso il fratello, ucciso in strada da un proiettile vagante. Perché non vai a dirlo a lei che a Rio è la stessa cosa? Non mi risulta che si rischi la rapina nella strada che va dall’aereoporto alla città a Rio o Città del Messico, pe esempio. A Caracas sì. Se vai a vederti le classifiche delle città più pericolose del Sudamerica, solo Bogotà contende il primato a Caracas. Ti giuro, non sono stato io a stilare queste classifiche!
7) Bene, ottima la tua ricetta per risolvere il problema della fuga dei capitali all’estero. Allora lasciamo che fuggano, l’importante è che ci siano i 10.000 medici cubani. Perchè, si sa, queste ricette hanno sempre funzionato nel passato. Ma dalla storia non vogliamo mai imparare nulla. Pur di non calare le braghe, mandiamo in malora l’economia nazionale. Davvero pensi che calare le braghe sia l’unica soluzione alternativa? Allora avanti, al grido di Hasta la victoria siempre!
Se mi permetti concludo dicendo che non ho mai fatto la bestialità di accostarlo al “ più grande Stato canaglia” : ti inviterei a leggere attentamente i miei interventi, saper ascoltare è una grandissima dote. Dimmi quando ho accostato Chavez agli Stati Uniti. Dimmelo, perché o sono ubriaco io o tu hai dei difetti di comprensione. Mi spiace dover discutere con una persona che ha sicuramente molte idee in comune con le mie, a volte mi sembra di far la figura del berlusconiano (vade retro Satana); però, ragazzi, un po’ di pragmatismo ma soprattutto un po’ di imparzialità non farebbe male. Chavez ha insani impulsi dittatoriali. Lo dico di nuovo, se non si è capito. Gli Stati Uniti hanno condotto e conducono una politica insana e impregnata di colonialismo e di ingerenze in tutto il Sudamerica. Lo dico di nuovo se non lo si è capito.
Non nego che Chavez voglia in buona fede il bene del suo popolo più di altri corrotti politici, non nego che sia non solo probabile, ma certo, che ci siano forti attacchi contro di lui manovrati dagli Stati Uniti, non nego che abbia fatto delle cose buone, ma ciò non deve impedirci di vedere ciò che accade e di sentire ciò che questo signore dice. Io ho solo detto che è un populista e non ama molto la democrazia. Perché è di vera democrazia che hanno bisogno gli Stati sudamericani.
Senza rancore, anche perché se tu credi in Chavez sei liberissimo di farlo. Mi girerebbe molto di più se mi dicessi che credi in Bush, intendiamoci!! E dico inoltre: se l’alternativa è un governo fantoccio Usa, forza Chavez!
P.s. una piccola precisazione a quello che hai detto nel primo intervento: Il signor Chavez un colpo di Stato lo ha anche fatto, nel 1992, non l’ha solo subito. Il fatto che gli sia andata male, non cancella il fatto che lo abbia organizzato. Scusate se sono stato prolisso.Ciao
Ho cancellato il mio intervento da qui, volevo aprire un nuovocommento a proposito di questo avvenimento purtroppo dimenticato dopo un primo interessamento superficiale da parte della nostra stampa. Vedi nuovo argomento "ricordate il colpo di stato in Honduras?"


Casa Ranzini, GURU, Le fan del Belloccio, Tour Leader Vagabondo, Vagabondi napoli e dintorni, Vagabondi Romani
Dichiarazione di Ortega (presidente del Nicaragua) poco fa:
"El presidente de Nicaragua, Daniel Ortega,
convocó a sus pares de Centroamérica a una cumbre de emergencia en
Managua "si es posible" este mismo domingo, para exigir la restitución
del presidente hondureño Manuel Zelaya.
"Dada la situación de emergencia que está
atravesando el pueblo hondureño (pensamos) adelantar" la reunión del
Sistema de Integración Centroamericana (SICA) que estaba programa para
el lunes "para hacer un frente de lucha centroamericano" que "permita
restituir al presidente Manuel Zelaya", anunció Ortega a través de la
oficialista Radio Ya.
Se tratará de "convocar de ser posible hoy
mismo (domingo)" a los presidentes de la región para revertir el golpe
militar en Honduras, "un acto terrorista contra la institucionalidad"
democrática en América latina, agregó.
Ortega afirmó que Zelaya le aseguró
-telefónicamente- no haber pedido asilo a Costa Rica, sino haber sido
trasladado a fuerza en un avión de las fuerzas armadas hondureñas.
Zelaya sigue siendo el "presidente legítimo" de Honduras, dijo.
(da "La Prensa" - Nicaragua)
In questi anni il "Fronte di lotta centroamericano" di cui parla Ortega è riuscito, con metodi assolutamente democratici (in molti paesi - ad esempio il Guatemala - ci sono state le prime elezioni regolari - nel senso di senza brogli e senza minacce di embarghi dagli USA - da 30 anni a questa parte) a risollevare la testa e a fronteggiare tutte quelle multinazionali che sono padrone del centroamerica e di tutte le sue risolse. Anche in Sudamerica ce la stanno facendo!
Non tutti conoscono il vero significato del termine "Repubblica delle banane". Questo perchè da noi nessuno ce l'ha mai spiegato.
In Centro America tutti i paesi sono stati delle Repubbliche delle banane. Alcuni, come la Costa Rica, lo sono ancora a tutti gli effetti.
Non tutti sanno che quando gli USA armarono i sanguinari Contras in Nicaragua non erano animati da spirito anticomunista, in realtà difendevano solo i loro interessi economici. La United Fruit era padrona di tutto il Nicaragua e installava dittatori a suo piacimento. Poi sono arrivati i Sandinisti e hanno detto no. Si sono ripresi le piantagioni cercando di nazionalizzarle.
Anche l'Honduras è una repubblica della banane. Ma sta, o meglio stava, cercando di fare passi importanti per togliersi dalle palle le multinazionali.
Lo so, sembra assurdo ma le banane valgono più del petrolio!