Libri di Viaggio in Thailandia
La ricerca di un altrove incontaminato è una delle fissazioni più antiche e perniciose cui vada soggetta la mente occidentale. Ma se nelle forme lievi può essere lenita grazie alle cure dell'industria turistica (che presto vanterà il più alto fatturato al mondo), in quelle virulente va curata alla radice, come tenta di fare qui Lawrence Osborne - pur sapendo che, per quanto lontano uno fugga, troverà sempre un tour operator ad aspettarlo. Così, individuata sulle carte (o meglio, in una spassosissima esplorazione di siti web) una meta possibile, l'isola di Papua Nuova Guinea, Osborne parte per un viaggio che sarà diverso da qualsiasi altro, e più di qualsiasi altro sgangherato e divertente. Comincerà con un'esplorazione di altrove molto contaminati (la Dubai che gli sceicchi stanno tramutando in un immenso parco a tema, le Andamane semidistrutte dallo tsunami e in procinto di essere ricostruite come le nuove Maldive, la Thailandia vista attraverso l'enorme città della salute e del fitness dove l'autore trascorre un breve ma surreale periodo) e si concluderà in un'immensa isola tra cieli verdi, fiumi fucsia e vulcani attivi, dove, cadute una a una tutte le paranoie da contatto con l'ignoto, Osborne si ritroverà nudo, coperto di strane farfalle e felice nel pieno di un'orgia tribale - avendo comunicato al lettore la sua stessa, irrefrenabile smania di viaggiare comunque, anche in un mondo che stiamo trasformando nell'allucinata e pacchiana caricatura delle nostre fantasie. Da (www.bol.it)
Charles Baudelaire e Graham Greene, rispettivamente padri nobili del flaneur metropolitano e dell'occidentale incline a perdersi nel primo Oriente a disposizione, sarebbero stati entrambi fieri di quel loro imprevedibile, inclassificabile, incorreggibile erede che risponde al nome di Lawrence Osborne. Di fatto, però, il programma da cui Osborne parte stavolta ha pochi precedenti: raccontare alcuni periodi nella vita che un uomo "senza una carriera, senza prospettive, senza un soldo" decide di passare in una città scelta quasi a caso - Bangkok. Quanto poi succede a Osborne (mangiare al ristorante No Mani, dove i clienti vengono provvisti di bavaglino e imboccati; passeggiare la notte per il mattatoio della città, fra scannatori strafatti di droghe sintetiche che massacrano animali nel modo meno pulito e indolore; ritrovarsi in una stanza con due ragazze vestite da poliziotto) è già di per sé materia per il romanzo che questo libro, in origine, era. Ma, quasi fra le dita del lettore, le storie che si intrecciano fra le pagine, e la voce che le racconta, diventano molto di più: il disperato profilo di alcuni espatriati giunti fin lì per cancellare, all'ultimo momento o quasi, tutta la loro vita precedente; l'autoscatto di uno scrittore sorpreso nel goffo, scatenato e non resistibile tentativo di innalzarsi allo stato di natura; lo schizzo di una città diversa da ogni altra, che è prima di tutto una nuova, fantasmagorica e in larga parte ancora inesplorata forma di vita. Da (www.bol.it)
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