Kenya

Il Kenya è un po’ “la porta” dell’Africa Nera per il Vagabondo che vuole cominciare ad esplorare questo affascinante e complicato continente. Il Kenya è considerato dagli antropologi “la culla dell’umanità”, e la parola “safari” nasce dallo swahili e vuol dire “viaggio”.
Il Kenya non solo é il “cuore” dei safari africani, ma è uno dei paesi dell’Africa nera dove è meno complicato viaggiare e dove si possono trovare più strutture adatte a tutte le tasche e gusti, anche ai Vagabondi!!! Il Kenya offre anche una varietà di paesaggi e mete interessanti: dai parchi faunistici (e nulla è in grado di prepararci alla maestosa visione degli animali selvatici, magari un incontro ravvicinato con un leone!!), spiagge incontaminate, barriere coralline, montagne innevate e foreste (ebbene sì: il Kenya non è solo savana!!!), splendidi laghi e antiche città swahili.

  • Viaggi di Vagabondo
    Kenya per indipendenti

    Piccoli e grandi safari i in giro per i parchi del Kenya con camion fuoristrada col tetto aperto. Si dorme in lodge e/o tende. Per tutti i gusti e tutti i budget. Parchi: Tsavo West, Tsavo East, Amboseli, Aberdare, monte Kenya, Masai Mara, Samburo e lago Nakuru.

  • Viaggi di Vagabondo
    Kenya con bambini

    Il Kenya è un po’ “la porta” dell’Africa Nera per il Vagabondo che vuole cominciare ad esplorare questo affascinante e complicato continente. Il Kenya è considerato dagli antropologi “la culla dell’umanità”, e la parola “safari” nasce dallo swahili e vuol dire “viaggio”.

    Il Kenya non solo é il “cuore” dei safari africani, ma è uno dei paesi dell’Africa nera dove è meno complicato viaggiare e dove si possono trovare più strutture adatte a tutte le tasche e gusti, anche ai Vagabondi!!! 

     
  • Viaggi di Vagabondo
    Kenya on the road

    Un viaggio di 11 o 18 giorni che vi farà vivere il Kenya autentico: la stupenda Rift Valley, il Lago Nakuru, la foresta a Kakamega, il Masai Mara, per poi finire a riposarsi sulla bianca spiaggia di Tiwi.

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Dritte e consigli per viaggiare

Profilassi antimalarica: si o no? - di Pollita

VAGABONDO CONSIGLIA: in questi casi di profilassi non obbligatorie raccomandate da alcuni e sconsigliate da altri, vi consigliamo di informarvi bene prima di decidere.
E' una scelta molto personale, che dipende anche dal vostro stato di salute e dalla vostra tolleranza ai farmaci antimalarici, che a volte possono dare effetti collaterali.
Noi ci limitiamo a darvi informazioni e illustrarvi i pro e i contro della profilassi antimalarica. Ma la scelta se farla o no deve essere vostra.
La malaria in Africa c'è e quindi vanno prese delle precauzioni: repellente, coprirsi gambe e braccia all'alba e al tramonto, farmaci antimalarici.
Ci sono due scuole di pensiero tra i viaggiatori: quelli che fanno l'antimalarica e quelli che non la fanno. Qui sotto vi presentiamo l'opinione della tour leader Pollita, che è tra quei viaggiatori che non la fanno. E' solo un'opinione, che non deve influenzarvi ma informarvi. Anche nello staff di Vagabondo c'è chi è d'accordo con Pollita (per esempio Sarita) e chi non lo è e preferisce assumere Malarone nei suoi viaggi africani.
Ci teniamo poi a precisare che l'artemisina NON è riconosciuta da tutto il mondo scientifico come efficace contro la malaria.

Pollita ci scrive... (dal suo viaggio in Kenya)
Allora, questa é una domanda difficile perché non sono un medico e non voglio sostituirmi a chi di dovere. Indubbiamente non bisogna nascondersi dietro un dito: la zanzara anofele in Africa c'é...ci sono maggiori probabilità di trovarla nei parchi (presenza degli animali) - in foresta (Kakamega) e un po' sulla costa.

Qualsiasi centro in Italia ti dirà che é necessaria la profilassi e che tipo di profilassi fare. Io posso solo raccontarti la mia esperienza e come mi regolo io.

Premesso che chi vive in Africa la malaria prima o poi la prende (mio fratello ci vive da 10 anni e ne ha fatte 4) per un periodo breve come il nostro io non la faccio. Ti posso anche dire che ho portato anche mia figlia in Africa, la prima volta é stato proprio in Kenya e aveva 2 anni e 1/2 e non le ho fatto profilassi. Il motivo per cui non la faccio (e tieni conto che io sono favrevole ai vaccini, io personalmente ho febbre gialla e epatite A) é che non é un vaccino, non copre al 100% e può dare problemi al fegato, con la profilassi rischi di stare anche male...

Un'altra cosa che gli italiani (compreso i centri vaccinazioni) non sanno é che esiste una sostanza in commercio già da quasi 40 anni che si chiama artemisina. Recentemente l'hanno "scoperta" anche le grosse industrie farmaceutiche multinazionali e la stanno commercializzando in Africa , in genere in associazione con un altro antimalarico tipo clorochina a modiachina. Una confezione costa 7-8 euro. Questo farmaco preso quando insorgono i primi sintomi di malaria la debella nel 97-98% dei casi (se non sei proprio sfigatissimo!!!). Ah, non é efficace se stai facendo la profilassi!!

Se in Africa muoiono ancora tante persone (soprattutto bambini) di malaria é perché:
- non usano le zanzariere (fondamentali), pensa che quando gliele hanno date in passato le usavano per fare i veli da sposa...
- non sanno che esistono questi farmaci o non se li possono permettere
- spesso vivono nei villaggi a distanza dai medici e dagli ospedali.

Io quindi personalmente mi regolo così:
- prendo tutte le precauzioni possibili per non essere punta: repellente forte, manica lunga e pantalone lungo quando cala la sera, zampirone in camera, spray intorno alla tenda e soprattutto zanzariera (a volte lo spray lo metto anche sulla zanzariera) - nota che queste sono rpecauzioni che devi prendere a prescidere)
- compro una confezione di artemisina il primo giorno e me la tengo ben stretta fino a circa 1 mese dopo dal ritorno
- incrocio le dita...
- nel caso mi venisse febbre anche al ritorno subito il test e poi cura con artemisina

Però ti ripeto non voglio sostituirmi a un centro per la profilassi del viaggiatore.
Ti riporto semplicemente la mia esperienza e come mi regolo io. A questo punto spero di averti dato qualche elemento in più per decidere, tutto qui!

Ah, questi consigli me li ha dati mio fratello la prima volta che sono andata in Africa, siamo andati proprio da lui in kenya.

L'efficacia dei derivati dell'artemisina nella cura della malaria
L'artemisina è il principio antimalarico isolato dagli scienziati cinesi nel 1972 dalle foglie della Artemisia Annua, un arbusto usato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il trattamento della febbre e della malaria.
I primi studi fatti in Cina nel 1972 hanno mostrato un'eccellente azione contro il Plasmodium Falciparum.
L'artemisina rimuove velocemente i parassiti, elimina rapidamente i sintomi associati alla malaria, può ridurre potenzialmente la trasmissione dell'infezione, previene il procedere verso la malaria cerebrale, è efficace in aree con resistenza ai farmaci e ha una buona tollerabilità.

Efficacia e innocuità riconosciute
I derivati dell'artemisina (Artesunato o Arthemeter) hanno un'azione più rapida e sono da 5 a 10 volte più efficaci degli altri antimalarici.
Paragonati al chinino nel trattamento della malaria severa, i derivati dell'artemisina hanno ottenuto:
- un abbassamento più rapido della febbre
- una minore mortalità dei malati
- una sparizione più rapida dei parassiti
I derivati dell'artemisina rimangono presenti nel corpo solo per brevi periodi di tempo, caratteristica che rende minimo il rischio di apparizione di resistenza al farmaco.
Intervengono sui gametociti (la forma sessuata del parassita, responsabile della trasmissione): riducendone il numero, possono diminuire la trasmissione del parassita. Tale diminuzione, in periodo epidemico, potrebbe "interrompere" la propagazione della malattia e diminuire la trasmissione della resistenza.
In generale i derivati dell'artemisinina non hanno effetti collaterali, ma non sono raccomandati alle donne nei primi tre mesi di gravidanza.

Utilizzo delle combinazioni terapeutiche
Oggi la soluzione terapeutica più efficace nella cura della malaria è una combinazione che associa un derivato dell'artemisinina e un antimalarico classico ancora efficace (clorochina, Fansidar o amodiachina), la cui scelta dipenderà dal livello di resistenza esistente.
Tale combinazione può produrre diversi vantaggi: il derivato dell'artemisina permette di eliminare rapidamente un numero significativo di parassiti, tra i quali i parassiti resistenti. Il secondo antimalarico, la cui azione è più lunga, elimina poi la debole parassitemia restante. Associando due molecole i cui meccanismi di resistenza sono diversi, si diminuisce ulteriormente il rischio di comparsa di una resistenza

Per chi si reca in paesi dove la malaria è endemica è fondamentale disporre di un'informazione aggiornata sui pericoli di contagio e adottare adeguate misure profilattiche, ma questa situazione pone anche in evidenza il problema dell'adeguamento dei protocolli terapeutici italiani alla nuova realtà della malattia: il chinino, somministrato in Italia nei trattamenti antimalarici, spesso non da risultati, visto che in moltissimi paesi dove la malattia è endemica si è ormai sviluppata una resistenza a questo farmaco. I derivati dell'artemisina come l'Artemether o l'Artesunato, riconosciuti da più parti (dall'Organizzazione Mondiale della Sanità a Medici senza Frontiere) come i ritrovati attualmente più efficaci per combattere la malattia, non sono inclusi nei protocolli italiani, sebbene la "Guida all'uso dei farmaci 2003", distribuita dal Ministero della Sanità a tutti i medici e farmacisti, sostenga a pag. 261. "Nei casi di difficile soluzione, dovrebbe essere chiesto il parere di uno specialista, poiché altri farmaci come l'Artemeher, somministrato per via intramuscolare e l'Artesunato, somministrato per via endovenosa, possono essere disponibili in casi particolari". Se il Ministero della Sanità è a conoscenza dell'efficacia di questi farmaci, perché non li introduce nei protocolli terapeutici italiani al posto di altri meno efficaci?

Scritta da: vagabondo

Sui nostri viaggi in questo paese

di Patrizia (Pollita)
I viaggi di Vagabondo vogliono farci conoscere il Kenya autentico, non certo i resort a 5 stelle di Malindi!!! E non si tratta neppure di un classico safari da turisti che non vogliono rinunciare alle comodità di casa propria andando a dormire in lodge di lusso o in tende che della tenda hanno solo il nome…

Molti turisti seguono lo stesso schema: 4-5 giorni in un parco (di cui il più famoso e bello è il Masai Mara) per poi spostarsi a Malindi per un po’ di mare, al massimo a Watamu.

Ma il Kenya è molto di più: innanzi tutto non è...

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  • Capitale: Nairobi
  • Popolazione: circa 31.500.000 (poco più di mezza Italia)
  • Superficie: 582.646 Km2 (quasi il doppio dell'Italia)
  • Fuso orario: +2h rispetto all'Italia; +1h quando in Italia vige l'ora legale.
  • Lingue: Inglese, kiswahili; sulla costa è diffuso l'italiano.
  • Religioni: Cristiani (60%), musulmani (10%) animisti/seguaci di religioni tradizionali (28%), altri (2%).
  • Moneta: Scellino kenyota (KES o Ksh)
  • Prefisso per l'Italia: 0039
  • Prefisso dall'Italia: 00254

Clima: quando andare?: 

Esistono due stagioni umide: da marzo a maggio (grandi piogge) e da ottobre a dicembre (piccole piogge); subito dopo quest'ultima, da gennaio a febbraio, c'è la stagione migliore per visitare il paese, ma anche la più affollata e costosa. Anche l'altra stagione secca, da giugno a settembre va bene per un viaggio. Nelle stagioni delle piogge si può lo stesso visitare il paese, a prezzi molto più bassi, e godere dei tramonti più belli! Però è più difficile vedere gli animali che si nascondono nell'erba alta. L'escursione termica sull'Altopiano è piuttosto elevata, portare vestiti caldi.

Documenti necessari: 

Passaporto, con validità residua di almeno sei mesi e almeno una pagina completamente libera: la pagina viene timbrata con la durata del soggiorno richiesto: controllate l'esattezza della data sul timbro apposto in quanto il suo rispetto è considerato della massima importanza. Il visto è obbligatorio e si ottiene o all'ambasciata in Italia o all'aeroporto, in aeroporto l'euro dovrebbe essere accettato ma è bene essere pronti a pagarlo anche in dollari (25 dollari al momento in cui scriviamo).