Ovvero: IL MALI FACILE, IN FONDO A SINISTRA...
Le semplici note che posso ricavare dal mio diario di due viaggi in Mali, l’ultimo dei quali nel dicembre 2004, non hanno la presunzione di sovrapporsi alle pubblicazioni prestigiose, tipo Lonely Planet e altre; molti di questi scritti, validi dal punto di vista geo politico turistico, non contengono però le giuste indicazioni per andarci via terra, non essendo pensati per chi viaggia con un mezzo proprio, e risultano quindi carenti di informazioni concrete a livello di visti, frontiere di accesso, stato delle piste, sicurezza dei luoghi, ecc.
Le note che seguono sono quelle di un viaggiatore indipendente, che sceglie ogni meta al di fuori dei tour organizzati e che preferisce studiare e preparare l’avventura (da non confondere con il rischio), utilizzando anche le informazioni di altri viaggiatori dello stesso stampo incontrati sulle rotte di altri Paesi scarsamente visitati con auto e moto propria.
Per entrare nella realtà dell’Africa occidentale, consiglio di leggere il bel libro di Marco Aime “Viaggio in Mali e Burchina” edito dalla EDT.
La carta Michelin è la n° 741, purtroppo non aggiornata, scala 1/4.000.000.
Potete anche leggere, su questo stesso sito, il mio articolo “I grandi raid 4x4 Marocco Mauritania e Senegal”, in corso di aggiornamento.
PROBLEMI DI SICUREZZA
Partendo dal concetto che, nel mondo d’oggi, niente è sicuro, neanche a casa propria o fuori l’uscio, posso serenamente affermare che un villaggio sperduto nel buio di una notte nella savana del Mali, dove ombre silenziose si spostano con occhi di gatto, è certamente più sicuro di tanti quartieri delle nostre città europee. I generici inviti all’attenzione in metropoli come Dakar, Nairobi e Milano by night si equivalgono; è anche vero che nel mondo africano dei nostri giorni esistono le ben distinte realtà di disagio metropolitano e di povertà nei villaggi, alle quali corrispondono differenti teorici gradi di sicurezza.
Prudenza, per concludere, ma nessuno potrà togliermi dalla testa che i concetti di rispetto e di bontà sono molto meno presenti a casa nostra; da questo punto di vista la “civiltà africana in Africa” è ben diversa dal comportamento di alcuni extracomunitari all’estero e rimarrete sorpresi ritrovando “laggiù” molti valori morali da noi perduti.
COSE DA VEDERE IN MALI
Trattandosi di un territorio molto esteso, tutto dipende dagli interessi, motivazioni e sensibilità individuali. Dal punto di vista paesaggistico, sono stato colpito dalla bellezza della savana dopo la stagione delle piogge, con alcuni enormi baobab, teck e fromagers che ancora resistono alla continua deforestazione, vera piaga del Sahel; ho anche avvertito la maestosità del lento avanzare dei due grandi fiumi, il Niger e il Senegal, ma sono rimasto più che altro coinvolto dall’elemento umano con le differenti straordinarie etnie che convivono in questo mite lembo d’Africa senza sbocchi sul mare ma con tanta voglia di aprirsi al turismo e con notevole apprezzamento del cliente italiano!
Difficilmente, e per fortuna, il turismo di massa arriverà in Mali ma, grazie alla strada in costruzione in Mauritania, tanti camperisti presenti da anni in Marocco in inverno, scenderanno a sud.
QUANDO IN MALI
Sono sconsigliabili i mesi da maggio ad ottobre perché la stagione delle piogge trasforma molte strade in … affluenti dei fiumi. Da tenere anche presente che nelle regioni più orientali (villaggi Dogon e alto Niger), le temperature in febbraio e marzo superano spesso i 40°. A mio avviso, il periodo ideale rimane il trimestre novembre/gennaio quando, oltretutto, la profilassi antimalarica diventa una semplice, utile precauzione. Inoltre, teniate presente che in primavera l’attraversamento della Mauritania vi comporterà vento, sabbia e caligine.
TIPO DI VEICOLO PER IL VIAGGIO
Scartando le caravans, i mansardati e i motorhome, il giro è fattibile in auto o con un robusto furgone attrezzate per il campeggio libero (tipo Mercedes 307 o simili), oppure con moto enduro, se siete esperti di piste a volte sabbiose. Chiaramente, la vettura ideale è il fuoristrada, con piastre per possibili insabbiamenti, riserva d’acqua e di carburante per coprire i circa 600 km di attraversamento della Mauritania. Per il resto del viaggio non avrete problemi di carburante, sempre reperibile, magari un po’ più caro, anche in tanti villaggi minori, spesso venduto in bottiglie o lattine.
Contrariamente a quanto si può pensare, un viaggio in Mali è oggi di facile attuazione e lo sarà di più fra un anno quando, inshallah, verrà completato il tratto fra la frontiera marocchina e la capitale mauritana Nouakchott.
Nel febbraio 2005, dei circa 600 km, ne risultavano asfaltati la metà; la pista che rimane è però ben segnalata ed è percorribile dai veicoli sopra indicati senza bisogno di guide come in passato.
Viaggiare in Africa nera NON E’ comunque per tutti; un ottimo equilibrio psico-fisico, una grande determinazione e capacità di adattamento possono fare di questo percorso un’esperienza indimenticabile. Basta sapere che gli agi del Marocco non li ritroverete “laggiù”.
LE TAPPE DI AVVICINAMENTO AL MALI
Devono necessariamente partire da Casablanca, dove potrete pernottare al Camping International OASIS, Av. Omar El Khayan, Quartier Beausejour. Per arrivarci, prendete la tangenziale di Casablanca e uscite a Hay Hassany, quindi secondo semaforo a sinistra e semaforo successivo a destra. Il camping lo troverete a 200 metri seminascosto dietro un piccolo mercato ortofrutticolo.
Il Consolato della RIM (Republique Islamique de Mauritanie) si trova a 400 metri dal camping in rue El Jadida 382 tel. 37373/57878 (prefisso Marocco 00212); è sempre chiuso il venerdì e la domenica, a volte anche il sabato. Meglio telefonare, per evitare la noia di tre giorni a Casablanca; se arrivate in Marocco a fine settimana, vi consiglio di visitare piuttosto Rabat, Fes o Meknes.
Il costo del visto, salvo cambiamenti, è di 200 Dh (dirham) a persona per ogni ingresso ed è opportuno chiederlo double, cioè doppio, vale a dire anche per il reingresso in Mauritania al ritorno (al cambio un euro = poco più di 10 Dh): Il visto è ottenibile anche in frontiera, ma costa molto di più, fino a 30 euro a persona e 20 per la macchina per ciascun ingresso.
Non è finora necessario, in Marocco, Mauritania e Mali, il Carnet de passage en douane, che però è preferibile avere in Senegal, per evitare la procedura del cosiddetto “pass avant”, permesso di importazione temporanea concesso in frontiera per 5/8 giorni e rinnovabile poi ogni 15 giorni esclusivamente alle dogane di Saint Louis, Dakar, Kaolac, Ziguinchor e Tambacounda. Viaggiare in Senegal col pass avant scaduto comporta il rischio del sequestro del mezzo. Attenzione! Se il vostro veicolo ha più di cinque anni, non è possibile introdurlo in Senegal, salvo sottostare a una serie di vessazioni assurde e disgustose. Scrivo tutto ciò affinché possiate pianificare attentamente il vostro rientro che può avvenire sia attraverso la Mauritania che attraverso il Senegal; entrare però in questo Paese senza visitarlo non ne vale la pena, oltretutto la strada da Kayes a Dakar e, peggio, la Kayes Rosso sono in condizioni disastrose. Si dice che questo stupido sistema dei pass avant dovrebbe cambiare, ma non si sa quando.
Il Mali ha intelligentemente saputo accogliere la corrente di traffico di cui beneficiava il Senegal e facilita attualmente il turista motorizzato; speriamo che non cambi.
Torniamo adesso in Marocco, dove avete ottenuto il visto per la Mauritania lasciando il passaporto al consolato alle 9 del mattino per ritirarlo normalmente nel primo pomeriggio. Partite da casa ben forniti di foto tessera e di almeno una dozzina di fotocopie della pagina del passaporto con i dati del rilascio; queste, che chiamano fiches, vi saranno spesso richieste per strada ai posti di controllo e alle frontiere e, non avendole, perdereste del tempo per la registrazione dei vostri dati da parte dei solerti ma a volte troppo lenti funzionari. Necessaria anche qualche fotocopia del libretto di circolazione. Cercate di estendere al Marocco la vostra assicurazione italiana perché è diventata cara.
VERSO IL SUD
Partendo da Casablanca, col percorso più diretto via Marrakech e Agadir, arriverete a Dakhla dopo circa 2250 km. Nuove tappe, non illustrate nel precedente mio articolo sul Marocco, sono possibili alla Plage Blanche al campement Le dromaidaire; a ovest di Guelmime, a Boujoudour (sulla promenade al mare, quindi a sinistra vicino ad uno stabilimento balneare con custode; a Tarfaya, sulla passeggiata al mare vicino la moschea e nella zona di Tan Tan nella baia sull’oceano sempre piena di camper.
Sarà utile sapere che 95 km dopo Tan Tan ed esattamente a Oued Elounaar, station service PNA, comincia la disponibilità del carburante detassato a 3,12 Dh per il gasolio e 5 la super, contro rispettivamente 6 e 10 Dh nei distributori nelle altre zone in Marocco. Ciò è dovuto alla politica di aiuti del governo alla zona saharaoui (e per zittire i dissidenti ex Polisario ormai inoffensivi) nell’ex Sahara occidentale spagnolo, dove il controllo del Marocco è assoluto, in quella che è, a mio avviso, la zona più tranquilla della nazione, anche per l’indole del popolo saharaoui. Qui, tanti generi alimentari sono detassati, come carne, riso, ecc; se avrete bisogno di acqua potabile per i vostri serbatoi, l’acquedotto di Dakhla ve ne venderà 1000 litri con 10 Dh!
DAKHLA E INGRESSO IN MAURITANIA
In questa tranquilla e un po’ ventosa ultima cittadina del Marocco si respira un’aria di frontiera, con tante vecchie Land Rover pick-up che trasportano di tutto: mauritani in candide tuniche ricamate, donne velatissime e con bellissimi voile che dovrete assolutamente acquistare, montoni, masserizie e cammelli. La penisola di Dakhla ha l’unico mare interno ben riparato del Marocco, dove è possibile fare il bagno senza dover essere surfisti da Atlantico. Alla Plage Trouk, 40 km a nord della città, esiste un’area di sosta gratuita sempre piena di camper, vero paradiso dei pescatori con canna provenienti da mezza Europa. Il passatempo giornaliero può essere il wind surf, oppure la passeggiata sull’arenile nelle ore di bassa marea, ben tre chilometri; imparerete ad estrarre dalla sabbia i cannolicchi (che chiamano couteaux) con la tecnica del pizzico di sale nel buco di respirazione del mollusco e farete spaghettate solenni! Nove chilometri prima della Plage Trouk, addossato alla montagnetta, c’è la Source Asmaa, acqua sulfurea a 30 gradi; sei chilometri prima di arrivare in città troverete il Camping Moussafir, ma lungo le falesie sul mare interno stazionano tranquillamente in campeggio libero turisti di tutta Europa. A Dakhla vi consiglio di visitare il Marchè Central, famoso per l’abbondanza di pesce a prezzi da sballo (un’orata o un sarago di 7/800 gr li pagherete 25 Dh, le sogliole 35 Dh al chilo, seppie e calamari 50 Dh, ombrina a 40, polipi circa 75, pesce spada e triglie a 40, ecc. ecc.)
Un bravo meccanico elettrauto è Rihani Abdslham, a fianco dell’Agenzia voyages Soupratours; per eventuali saldature andate con fiducia al Garage Soudure di Assan Rhimms, che mi ha costruito un serbatoio supplementare di gasolio con 700 Dh: a Dakhla tutti riparano qualcosa, prima a dopo il viaggio: ho spesso riverniciato lo chassis con antirombo a 400 Dh, le carrozzerie sono convenientissime.
Dopo una bella grigliata di pesce sulle spiagge o un pranzetto al ristorante Casa Luis, cocina española, siete pronti per il grande balzo verso la frontiera Bir Guendouz.
Fate il pieno in città e rabboccate ai distributori che troverete per strada, in quanto in Mauritania il carburante è più caro; altro motivo per arrivare col massimo pieno in frontiera è la possibilità di evitare l’ingresso a Nouadhibou, primo paese mauritano che non ha particolari attrattive, a parte la baia con le navi arenate e … la vergogna di avere ancora sette chilometri di pista in perenne sistemazione, nonostante i miliardi piovuti dal cielo della Comunità Europea, Egitto, America, Giappone e da tante parti del mondo per “favorire” le licenze di pesca.
Dopo aver fatto frontiera, se dovete pernottare, potete farlo vicino alla polizia se avete l’autonomia di carburante, altrimenti sarete costretti ad andare a Nouadhibou, al camping La baie du Levrier o ad altri; sappiate che fra la prima città della Mauritania e la capitale Nouakchott, esiste semplicemente il nulla di 500 km.
Arrivati alla capitale, dopo il primo rondò, troverete a sinistra l’Auberge Sahara, ottimamente gestito dalla bella Kania, moglie di Sidi Bary, nota guida del deserto (tel. 6623181/63633700 GPS N 18.06.156’ W 15.59.824’).
Troverete camere pulite, bagni di standard europeo, possibilità di rimessaggio del vostro veicolo ed anche una grande tenda mauritana in giardino, per i budget più ridotti. Chi volesse dormire in riva al mare, può farlo al Terjit Vacances; per andarci, dopo il terzo rondò girerete a destra fino al porto, il camping lo troverete subito dopo, con la sua accoglienza glaciale, toilettes in stato pietoso e frequentazioni notturne di innamorati nei bungalow. Se, arrivando a Nouakchott, doveste decidere di fare subito il cambio degli euro, sempre al terzo rondò girate a sinistra fino al 2° semaforo; nel mercato adiacente troverete tanti cambiavalute per gli euro che, all’epoca del mio viaggio, valeva 360 ouguyia per l’ufficiale e fino a 410 in nero. Usate discrezione nel secondo caso perché si tratta di una operazione illegale anche se diffusissima.
L’ASSICURAZIONE
Costa circa 4000 Oug (12 euro circa) per 5 giorni, ma varia a seconda dei cavalli fiscali e del tipo del vostro veicolo.
INTERNET
Un cyber caffè si trova nei pressi del semaforo precedente quello del mercato.
VISTO PER IL MALI
All’Ambasciata di Nouakchott sono molto gentili e ve lo daranno rapidamente (chiuso il venerdì, a volte aperto sabato e domenica), al costo di 12 euro.
OFFICINA MECCANICA
Fra le tante, posso segnalare, nei pressi dell’Ambasciata suddetta, il Garage Express, con personale molto qualificato.
PREZZO GASOLIO
L’ho trovato rincarato a dismisura in un anno, da 102 a 156 Oug al litro.
GENERI DIVERSI
A parte i bellissimi veli in vendita al mercato a circa 2500 oug e pochi oggetti di artigianato, troverete tutto generalmente caro e di qualità scadente, un vero disastro in una Nazione ricchissima di giacimenti minerari e pesca, dove però il reddito è mal distribuito.
Scritto da:
Nicola Lo Re

Note: