Mangiare fuori.
“Italiani e greci hanno salvato gli australiani da manzo e patate!” questo detto dei nostri amici di Sidney la dice lunga sulla cucina locale.
I primi coloni, con l'imperturbabilità tipica degli inglesi, hanno riproposto la cucina britannica con totale noncuranza del fatto di vivere in un paese temperato caldo e tropicale. Poi, fortunatamente, sono arrivati gli italiani ed i greci con una cucina mediterranea decisamente più adatta al clima locale.
Ai giorni nostri il vero piatto tipico australiano consiste in gigantesche bistecche alla brace, tanto che i parchi pubblici (anche quelli di città) sono sempre dotati di barbecue!
Il locale tipico è un incrocio fra un pub ed una rosticceria, dove, fra birre e piatti alla brace, vi consiglio le patate weges (o wedges, non ricordo bene): si tratta di patate tagliate a spicchi e cotte (un incrocio fra fritto ed arrostito) con tantissime spezie.
La cucina aborigena viene oggi ripresa in alcuni ristoranti (solitamente cari), noi non abbiamo avuto l'occasione di sperimentarla.
Come ho detto ristoranti italiani e greci sono ovunque e di qualunque prezzo (quando vado all'estero cerco di non mangiare italiano, ma qui è diverso: la cucina australiana è un mix di tradizioni di cui la parte italiana è una delle fondamenta).
Negli ultimi decenni l'immigrazione asiatica ha portato al boom della cucina orientale, che qui viene meglio che da noi, probabilmente in quanto il clima e la vicinanza con l'Asia permettono ai ristoratori di trovare ingredienti migliori e più freschi (ho molto apprezzato una cena thai, mentre di solito non mi piace affatto).
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Comprare cibi e bevande.
Mango! Il mango che si trova in Australia è una cosa sublime, che non ha nulla in comune con quello che si trova da noi: il mango australiano arriva fresco dalle coltivazioni del Queensland e se ne sente il profumo a due metri di distanza...
Il mango si trova in estate (novembre-marzo).
In generale un viaggio in Australia è un ottima occasione per sperimentare frutti tropicali dall'aspetto stranissimo che da noi non arrivano o non sanno di nulla.
Ovviamente la carne fresca non manca e i barbecue dove cuocerla sono ovunque, anche negli ostelli (non c'è, invece, una tradizione verso la norcineria in generale).
Anche se volete cucinarvi italiano non avrete problemi: gli ingredienti cui siamo abituati si trovano quasi tutti e la pasta Barilla arriva anche nei paesini più sperduti.
Da EVITARE assolutamente è l'olio di canola: a quanto ho capito si tratta di un sedicente surrogato dell'olio di oliva ottenuto torturando chimicamente delle barbabietole canadesi. C'è un gran dibattito sul fatto che sia nocivo o no, ma sul fatto che sia cattivo non credo ci sia molto da dibattere (noi lo abbiamo provato una volta e ci è bastato).
Altra nota negativa: i formaggi. Nonostante milioni di pecore è difficilissimo trovare formaggi buoni, penso che manchi proprio una tradizione in tal senso (se di mestiere fate i formaggi, emigrate in Australia! Il successo è assicurato!!). L'unico che ci abbia un po' intrigato è stato il brie con i chicchi di pepe verde fatto in Tasmania.
Scritto da:
Matteo

Note: