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Vagabondo è prima di tutto un punto d'incontro per i viaggiatori, quindi ci fa sempre molto piacere quando qualcuno decide di dedicare un po' di tempo a raccontare la propria esperienza di viaggio!!
Per pubblicare i vostri racconti su Vagabondo basta spedirli a Fiamma,
Impaginare un racconto e le sue foto ci richiede tempo ed impegno, quindi vi chiediamo gentilmente di seguire le istruzioni qui sotto.

Il Testo

  • Potete inviarci il testo via mail in qualunque formato fra quelli più diffusi: Word, Openoffice, RTF, TXT ecc.
  • Non mandateci il testo in HTML: al contrario di quello che si può pensare questo ci complica le cose, evitate anche il formato PDF.
  • Non perdete tempo nella formattazione e impaginazione: colori, font particolari, colonne ecc. si perderanno nella trasformazione in HTML.
  • Non inserite le foto nel testo.
  • Pubblichiamo sia articoli in italiano sia in inglese.
  • In fondo al vostro scritto ci piacerebbe riportare la vostra e-mail o l'username del Trova-Vagabondi oppure il vostro indirizzo, cosicché i lettori possano contattarvi se hanno qualcosa da chiedervi, per poterlo fare dovete darcene esplicitamente il permesso.
    Nota: Le e-mail citate nei nostri articoli vengono sempre dotate di uno script che le difende dalla pubblicità indesiderata (Spiegazione tecnica a fondo pagina), il Trova-Vagabondi si è rivelato efficacissimo nel difendere la privacy degli utenti.

Le Fotografie.

  • Se le vostre foto sono su carta contattateci e vi diremo a che indirizzo inviarle.
  • Se si tratta di foto digitali o avete modo di scansirle ecco alcune indicazioni:
  • Le immagini ci devono essere mandate esclusivamente in formato JPG.
  • Non vi state a preoccupare del peso o delle dimensioni: verranno rielaborate automaticamente e ricompresse, quindi se sono un po' grandine è anche meglio (con il lato lungo di minimo 700 pixel che corrisponde a circa 0,5 Megapixel).
  • Se preferite inviarle su CD via posta ordinaria invece che per mail contattate
  • E' importante che NON inseriate voi le immagini nel testo: semplicemente indicateci dove le volete e le metteremo noi. Scrivete ad esempio: "(Qui immagine "Pippo")".

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<script language="JavaScript"><!--
var ma='@';
document.write('<a href=\"mailto:' + 'qualcosa' + ma + 'qualcosaltro.it' + '\">');
// -->
</script>



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Pubblicare su VagaStorie francesco marzo 25, 2008 11:00 AM
Golfo di cardedu Sardegna in kayak

Sardegna quale luogo migliore per affrontare un’indimenticabile e salutare escursione in mare con un buon equipaggio kajak? Siamo nell’incontaminata e selvaggia Ogliastra, nella costa centro-orientale; la strada statale 125, detta appunto orientale sarda, ci fa giungere al paese più giovane della zona: Cardedu. A dominare l’intera piana, a sud, il maestoso Monte Ferru, che, con i suoi 875 m. di altezza, offre panorami mozzafiato. A circa 5 km. dal paese comincia la marina; qui una stupenda strada di circa 12 km costeggia il mare dandoci la possibilità di ammirare buona parte della costa ogliastrina.

L’escursione che vado a proporre si svolge in due tappe: la prima non è particolarmente difficile in quanto diversi approdi fanno si che si possa sostare nel caso il mare vada a peggiorare, mentre nella seconda tappa l’unico comodo approdo è nella parte finale dell’itinerario, cioè sulla spiaggia di Sarrala; si partirà dalla spiaggia di Museddu. Prima di raccontare quest’avventura, voglio dare qualche consiglio a chi ancora non ha vissuto un’avventura simile. Grazie all’esperienza maturata in diversi anni vado a prelevare qualche consiglio riguardo la tecnica, la sicurezza e l’equipaggiamento. Bisogna guardare sempre un buon bollettino meteorologico o meglio possiamo contattare telefonicamente la guardia costiera più vicina. In mare bisogna essere ben visibili (quindi il kajak deve avere dei colori tipo rosso, arancio e giallo); anche l’abbigliamento è importante : se per i più esperti andare in kajak vuol dire bagnarsi il meno possibile, per i principianti solitamente è il contrario. E’ necessario indossare un abbigliamento tecnico: mute o sottomute, un pile o una maglia di lana, una giacca con cappuccio e polsi in neopene, stivaletti dello stesso materiale, mentre se la stagione è calda, una leggera tuta da palestra o un costume da bagno sono sufficienti, senza però che manchi una giacca a vento. Per quanto riguarda la sicurezza, il giubbotto di salvataggio è d’obbliogo, insieme ad una pagaia di scorta, possibilmente smontabile. Per piccole escursioni come queste, come mezzi di segnalazione, possono bastare i fischietti ed una torcia elettrica, dopo avere comunque avvisato la guardia costiera della nostra permanenza in mare. Dopo aver fatto una buona scorta d’acqua, si parte verso la spiaggia di Coccorocci, prima tappa del percorso. L’avventura inizia dalla spiaggia di Museddu, a metà della quale sfoccia il fiume Pelau; finita la spiaggia il panorama cambia grazie alla costa alta e rocciosa caratterizzata dal colore rosso dei porfidi granititici. Il mare è calmo e la giornata splendida , questo mi permette di pagaiare ad un ritmo lento e di rimanere sotto costa in modo da ammirare il paesaggio che mi circonda. Percorso un miglio arrivo alla spiaggia detta “spiaggetta” o “spiaggia di Sumari Dividiu” costituita prevalentemente da ciotoli rossi e grigi. Dopo un tratto di costa frastagliata segue la cala di Su Sirboni (del cinghiale) dove decido di fare una sosta per un bagno rigeneratore; ho percorso circa due miglia e mi aspetta tutto un pomeriggio di pagaia per arrivare a destinazione.


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