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Sardegna Sconosciuta IV parte.
Scritto da: Matteo

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VII e VIII Giorno: Cala Goloritzè e Dorgali
La pioggia ha bagnato tutte le rocce e la scalata è impossibile, ci dobbiamo accontentare di una passeggiata-arrampicata fra i pinnacoli rocciosi che circondano la grande guglia. Per un attimo ci viene in mente di cambiare completamente programma, fare viveri a Baunei e percorrere le ultime tre tappe del trekking estremo del Selvaggio Blu: abbiamo mappe dettagliatissime e possiamo intercettare il sentiero nei pressi del Golgo, la guida presa a Dorgali è veramente invitante...
Mentre risaliamo il sentiero verso la Piana del Golgo e riflettiamo su come recuperare l'auto a fine trekking il tempo peggiora improvvisamente ed in maniera abbastanza stabile da farci abbandonare l'ardito progetto. Recuperata la Zorro-mobil torniamo a Dorgali a caccia di dolcetti e pane guttiau.

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La pioggia prosegue a brevi intervalli e, per la prima volta dal nostro arrivo in Sardegna, dormiamo in tenda come veri campeggiatori anziché sui prati con intorno caprette dall'aria filosofica e maialini impiccioni.
Il giorno seguente è ancora brutto tempo: ne approfittiamo per comprare regali e visitare la grotta di Ispingoli. Queste grotte furono scoperte da un pastore che vedeva diminuire di giorno in giorno il numero delle sue capre: indagando scoprì che i poveri animali precipitavano nella grotta sporgendosi per mangiare un tenero cespuglio che cresceva sul bordo... All'interno delle grotte si trova la seconda più grande colonna del mondo (per colonna si intende quando una stalattite ed una stalagmite si uniscono): una incredibile concrezione calcarea di 38 metri!
La guida ci spiega che il territorio di Dorgali è uno dei luoghi speleologicamente più complessi del mondo, con 264 grotte esplorate (praticamente una groviera), di cui una è appunto Ispingoli ed un'altra è la famosissima Grotta del Bue Marino. Ci viene segnalata anche una risorgenza termale: non abbiamo niente da fare e corriamo a sguazzarci. L'acqua viene convogliata in una piscinetta in un piccolo edificio di cemento dall'aria semi abbandonata, non c'è assolutamente nessuno, entriamo e ci tuffiamo dentro: se passate da queste parti d'estate sappiate che non vale proprio la pena, ma in una fredda e piovosa giornata di aprile, un bagno nell'acqua leggermente tiepida è molto piacevole...

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IX e X Giorno: Cala di Luna
Finalmente il tempo migliora, ma ci rimangono solo due giorni: decidiamo di fare un minitrekking verso Cala di Luna. Questa splendida spiaggia è accessibile solo a piedi, da Cala Gonone in un'ora e mezza di cammino, o seguendo la Codula di Luna (cioè il torrente che va dall'entroterra fino al mare) in 4-5 ore. Scegliamo la seconda via ed iniziamo a seguire il torrente. Ci sono delle tracce di sentiero, ma è facile smarrirle, tuttavia si cammina lungo il letto del torrente (a volte con acqua, a volte asciutto) ed è impossibile perdersi: l'unico rischio è quello di finire in punti di vegetazione troppo fitta e dover tornare indietro a cercare altri passaggi. Ovunque crescono oleandri selvatici: nel periodo di fioritura ci deve essere uno spettacolo da sogno!
La valle corre fra mille meandri e sembra non finire mai, poi, improvvisamente, appare la spiaggia bianchissima con a destra alti bastioni di roccia ed a sinistra 4 grotte che si aprono sulla riva del mare.

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Clicca per ingrandireLa mattina dopo torniamo alla macchina e ripartiamo per Golfo Aranci, dove ci aspetta la nostra nave: la nostra avventura è finita, ma ci rendiamo conto che il Supramonte lo abbiamo appena scoperto ed ha ancora tantissimo da raccontarci, poi c'è il trekking estremo del Selvaggio Blu che ci aspetta, la discesa sotterranea della Codula di Orbisi, quindi c'è il Gennargentu, poi ci sta...
Alla prossima avventura!

Finvarra

Scritto da:
Matteo

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Note:



Queste pagine sono ideate, costruite e mantenute da
Matteo, Fiamma e Martino, disegni di Matteo.
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