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Marocco in una settimana
Scritto da: Sarita

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Dal 24 dicembre 2006 al 01 gennaio 2007. La mia seconda volta in Marocco. E' Natale e io e il mio ragazzo abbiamo poco più di una settimana di ferie. Dove andare? Abbiamo anche pochi soldi. Lui non è mai stato in Marocco, io si ma mi è così piaciuto che l'idea di tornare mi entusiasma.
Così andiamo.

L'itinerario che vi racconto qui è molto intenso. Fattibile solo se avete un mezzo con autista perché il guidare voi trasformerebbe inevitabilmente la vostra vacanza in un tour de force. Con qualcuno che guida invece potete rilassarvi e godervi i lunghi spostamenti, che hanno il pregio di attraversare paesaggi sempre diversi e sempre magnifici.

Siamo andati in gruppo, prendendo un minibus con autista per una settimana. Con l'aereo siamo arrivati e ripartiti da Casablanca, ma forse sarebbe stato meglio ripartire da Marrakech. Con le compagnie low cost potete farlo: comprate un biglietto solo andata per Casablanca ed un biglietto di solo ritorno da Marrakech.

Questo è un itinerario che vi consente di visitare in soli 10 giorni i posti più belli del Marocco. Si arriva a Casablanca e si vedono le tre città imperiali del nord (Rabat, Meknes, Fes), poi si scavalca la catena dell'Atlante per raggiungere il sud. Da non perdere la notte nel deserto, esperienza davvero unica. Quindi si prosegue verso ovest passando per le gole del Todra, Ouarzazate e Ait Benhaddou e si arriva a Marrakech.
Rimane fuori solo la splendida Essaouira, quindi se disponete di un giorno in più non disdegnate di farvi una sosta.
Ah, vi sembrerà strano il lungo trasferimento da Merzouga a Ouarzazate, ma abbiamo scelto questa soluzione per ritagliarci un pomeriggio in più a Marrakech.

DataItinerarioNotte a:
24/12 DomenicaItalia – CasablancaCasablanca
25/12 LunedìCasablanca – breve sosta a Rabat - Meknes. Visita MeknesMeknes
26/12 MartedìMeknes – Volubilis - FesFes
27/12 MercoledìMattinata a Fes Visita Fes El Bali (part. Ora di pranzo) – Ifrane - Azrou (foresta dei cedri) . g. dello Ziz (Ksar Ait Aatman) (arr. Per cena)Ziz
28/12 GiovedìZiz - ksar di Maadid - Rissani - Merzouga - Giro in cammelloTenda berbera
29/12 VenerdìMerzouga – Rissani – casbah di Abdelhalim – G. del Todra - G. del Dades – Skoura - Ouarzazate (Giornata molto intensa)Ouarzazate
30/12 SabatoOuarzazate (casbah di Taourirt) – Ait Benhaddou – Marrakech (arr. Primo pomeriggio)Marrakech
31/12 DomenicaVisita Marrakech, Grande shopping, Capodanno in piazzaIn bus
1/1 LunedìMarrakech – Casablanca, Casablanca – Italia -

Indicazioni pratiche

Nelle città di Meknes e Fes e nel sito di Volubilis vi consiglio di prendere una guida. Se ne trovano di bravissime, anche parlanti italiano.


Formalità di ingresso – uscita
Occorre il passaporto (valido 6 mesi) ma si può entrare anche con la Carta d'Identità, ma solo se si dispone della dichiarazione di un'agenzia che attesta la prenotazione degli alberghi.
Qualcuno mi aveva segnalato che alla partenza non è più possibile spendere i Dirham in aeroporto. Le cose sono cambiate, adesso si può. In uscita, in aeroporto, prima del controllo passaporti c'è anche un cambio, apre alle 6 del mattino.


Telefono
Telefonare dal Marocco in Italia usando le cabine è superconveniente. Costa davvero poco.
I cellulari ormai hanno campo dappertutto, anche ai limiti del deserto.
Attenzione: sono cambiati alcuni prefissi: il prefisso che prima era 055 (Fes - Er Rachidia ecc) è diventato 035, mentre lo 044 (Marrakech - Essaouira ecc.) è diventato 024.

Cosa portare
In inverno fa freddo. Attrezzatevi con maglione e giacca a vento. Per il deserto è consigliabile il sacco a pelo pesante, anche se forniscono le coperte. Portate anche una torcia elettrica. Portare il costume da bagno per l'hammam.

Il viaggio

24: Italia – Casablanca
Voliamo con la Royal Air Maroc, partenza da Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Arrivo a Casablanca alle 22:30, un'ora in meno di fuso. Volo tranquillo, 3 ore circa, cena a bordo. Alla riconsegna bagagli manca la valigia di una nostra amica. La compagnia aerea, con tutta una serie di pretesti, si rifiuterà di portarcela lungo il nostro itinerario e la ritroveremo al ritorno in aeroporto.

Caricati i bagagli e cambiato buona parte dei nostri soldi in dirham, prendiamo un grande taxi (250 D a taxi) e siamo in albergo.

25: Casablanca – Rabat - Meknes
Partiamo per Rabat attraversando Casablanca.
Con l'autostrada (18 dh a vettura) siamo a Rabat alle 11. Vediamo la torre di Hassan e poi andiamo in centro. Vediamo la Casbah degli Oudaia e la medina.

Dopo un pranzo ai chioschi nella medina andiamo alla Necropoli di Chellah.

Da vedere a Rabat:
Torre di Hassan: bello, un enorme minareto incompiuto, le cicogne ci hanno fatto il nido sopra. Visitabile solo dall'esterno. Ci si arriva in macchina.
Mausoleo di Mohammed V e di Hassan II: accanto alla torre. Un tripudio di oro e legni pregiati.
Casbah degli Oudaia: molto bella, arrivate alla terrazza panoramica sull'oceano, poi proseguite verso destra passando per il Cafè Maure (dove potete prendere un tè), da lì una porta vi condurrà ai giardini andalusi. Tornando fermatevi a vedere l'esterno del Museo degli Oudaia, l'ex dimora del sultano Moulay Ismail. Potete anche entrare (orario 9-11:30 e 15-17:30, 20 dh), contiene una collezione di ceramiche, tappeti e strumenti musicali, gli stessi che vedrete in tutti i musei marocchini che prima erano palazzi reali. Consiglio di entrare in questi posti valutando l'importanza dell'architettura del museo/palazzo piuttosto che quella degli oggetti in esso contenuti.
La medina: inizia appena usciti dalla casbah, una strada pedonale larga ed affollata vi condurrà ai vari suk.
Museo archeologico. E' in rue Al-Brihi, aperto dalle 9 alle 11:30 e dalle 14:30 alle 17:30 (in estate fino alle 18:30, tranne durante il Ramadam). Ingresso 20 dh. Noi non ci siamo stati ma dovrebbero esserci reperti romani interessanti, la maggior parte dei quali provenienti dal sito di Volubilis. Il problema è che questo museo andrebbe visitato dopo Volubilis ed invece ci si passa prima.
Necropoli di Chellah: molto bella, immersa nel verde, cicogne ed altri uccelli hanno fatto il nido in mezzo alle rovine. Orario continuato 9-18. 10 dh.

Ci sarebbe anche Salè, subito fuori Rabat, ma non abbiamo tempo.

Da vedere a Salè:
la medersa: una delle poche scuole coraniche in cui si può accedere anche alla terrazza, con un panorama stupendo sui tetti della medina. Orario 8/12 e 14:30/18. Ingresso 10 dh.

Alle 15:30 partiamo per Meknes, 2 ore e mezza. Lì visitiamo già qualcosa (vedi l'elenco del giorno successivo) e poi ceniamo in uno stupendo riad.

26 : Meknes – Volubilis - Fes
Con una guida bravissima facciamo il giro della medina :
mercato coperto. E' in place El Hedim. Lo troviamo straordinariamente pulito ed ordinato; meravigliosi i banchi di dolci, di spezie e quelli delle olive.
Museo Dar Jamai. E' uno dei tanti musei delle arti e tradizioni marocchine, ricavato da una sontuosa dimora della fine del XIX secolo. Parlano bene delle sala dell'harem e della sala dei ricevimenti.
Bab el Jedid, il mercato delle pulci. Ognuno vende la sua roba, è quella specie di Porta Portese che potete ritrovare nel quartiere di El Alto a La Paz, sotto la moschea di Beyazit ad Istanbul ed in moltissimi altri posti al mondo: è quel luogo universale e particolare che vi fa ricordare casa vostra, e poi subito appresso quanto essa sia lontana. Non ve lo perdete.
La madrasa Bou Inania. E' la scuola coranica. Molto bella. Orario 9-12 e 15-18:30, ingresso 10 dh.

Usciamo dalla medina dopo aver attraversato qualche interessante suq (stoffe, ferro battuto, rame), riprendiamo le auto e ci dirigiamo alla città imperiale vera e propria.
I granai Heri Es-Souani. Ingresso 10 dh. Imponenti muri (larghi 4 metri) tenevano in fresco il grano. Scorsese ci ha girato L'ultima tentazione di Cristo. Immense scuderie. Canali sotterranei formavano una riserva d'acqua che doveva servire per tutta la città in caso di assedio.
Mausoleo di Moulay ismail. Una delle rare moschee visitabili dai non musulmani. Solo le tombe sono chiuse ma si possono vedere dall'esterno.


Poi si parte per Volubilis. Il sito è a 30 km da Meknes, aperto tutto il giorno, l'ingresso costa 20 dh. Si tratta delle rovine romane più importanti del Marocco. Per visitarle bene consiglio di rimanerci almeno un'ora e mezza. La città probabilmente era abitata già nel Neolitico; nell'era cristiana divenne una delle capitali del regno di Giuba II di Mauritania. Nel periodo più florido vivevano a Volubilis ben 20.000 persone. Vi abitò anche l'imperatore Caligola. Dopo l'invasione da parte delle tribù berbere e la fondazione di Fes la città iniziò una inesorabile decadenza che ebbe come momento terminale il terremoto del 1755, che rase al suolo la maggior parte degli edifici. Rimane in piedi l'arco di trionfo, che segna l'inizio della strada principale della città, il decumano massimo. Su questa strada affacciavano le dimore più sontuose; oggi ne rimangono i bei mosaici, presenti soprattutto nella casa delle Fatiche d'Ercole ed in quelle delle Quattro stagioni, di Bacco e del bagno delle Ninfe. Le statue ritrovate in queste case non sono qui ma al museo archeologico di Rabat. Una delle più interessanti dovrebbe essere il cane di Volubilis. Abbiamo visto il sito in una giornata di sole, tutt'attorno campagne di un verde che pare possibile solo in Irlanda. Invece siamo in Africa! Anche qui, comunque, le cicogne hanno approfittato delle colonne per allestirci i loro nidi.

Non facciamo in tempo a vedere la vicina (5 km) città santa di Moulay Idriss. Per un musulmano arrivare qui equivale ad un pellegrinaggio alla Mecca. Bisognerebbe visitarla durante il grande pellegrinaggio a fine agosto e inizio settembre. Salite per le stradine. Il suk c'è il sabato mattina. Attenzione perché essendo una città santa non è consentito ai turisti di fermarsi a dormire. Anche i monumenti sono chiusi ai non musulmani.


Partiamo per Fes, che dista meno di un'ora. Fes è davvero caotica, attenzione: i tempi di spostamento si allungano.
Qualcuno va all'hamman, altri fanno un giro orientativo della medina.

27 : Fes – Ifrane – Midelt – gole dello ziz
Partiamo con una guida davvero brava. In poco tempo riesce a farci vedere tutta la città.

Da vedere nella medina:
il suk dei conciatori Chouara. E' nel lato nord della medina. Ci arrivate seguendo l'odore, ai limiti della sopportabilità. Ma non vi preoccupate: dopo poco ne sarete assuefatti, prendete uno dei rametti di menta che distribuiscono e mettetelo sotto il naso, aiuta. Salite in uno dei tanti negozi con la terrazza che affaccia sulle concerie: godrete del fantastico spettacolo di quelle vasche che sono diventate un po' l'icona di Fes. La concia delle pelli funziona così: prima si eliminano i peli, poi le pelli si immergono in una vasca piena di escrementi di piccione, poi in vasche di calce e infine nelle vasche con i coloranti veri e propri, che sono quasi sempre naturali. Dopo verranno conciate con il tannino e messe a seccare. A Fes gli oggetti in pelle si comprano veramente bene.
La madrasa el-Attarin. Molto bella. Ingresso 10 dh. E' nel quartiere dei conciatori.
La madrasa Bou Inania.
La moschea el-Qaraouiyyin o Karaouine. Non è possibile entrarci ma potete spiare dalla porta di ingresso; la principale è accanto alla madrasa el-Attarin, sul retro invece c'è l'entrata riservata alle donne. Sono aperte in orario di preghiera. Questa moschea, la cui struttura esterna scompare in mezzo alle case e ai vicoli stretti che la circondano, è stata una delle maggiori università dell'Islam. Ci venne a studiare anche papa Silvestro II. Venne fondata da una donna, Fatima figlia di Mohammed el-Feheri, nel IX secolo.
Museo Nejjarin delle arti e mestieri del legno. E' dietro la moschea. Gli oggetti di legno di cedro, disposti su tre piani a seconda del loro uso, non sono niente di che, il palazzo invece è bello, un antico caravanserraglio del XVIII secolo. Durante il protettorato era un commissariato di polizia in cui venivano rinchiusi i nazionalisti marocchini. Orario: 10-17. Ingresso 20 dh.
Museo Dae el-Batha. Non ci siamo stati ma abbiamo sentito dire la stessa cosa di tutti gli altri musei marocchini: bello il palazzo, insignificanti gli oggetti esposti. C'è un campionario degli oggetti tipici dell'artigianato marocchino: tappeti, gioielli, ceramiche, intagli ecc. Orario: 8:30-12 e 14:30-18; chiuso martedì. Ingresso 20 dh.
Gli altri suk. Interessanti il suk dei tintori e quello dell'hennè.


All'ora di pranzo partiamo diretti verso sud. Ci fermiamo a mangiare sulla strada. Arriviamo alle gole dello Ziz per le 20:30.

28: Gole dello Ziz – Maadid - Rissani – dune di Merzouga – notte nel deserto (Er Ghebbi)
Vediamo la Fonte Blu di Meski, che però è stata trasformata dalla Legione Straniera in una vasca di cemento. L'oasi è molto bella, comunque. Da lì ad Erfoud, e allo ksar di Maadid, veramente bello e perfettamente conservato (è dove hanno girato il film Babel).

Facciamo tappa anche Rissani, dove c'è il suk degli asini. Davvero carino. Se capitate il giorno giusto (martedì, giovedì o domenica) non esitate a visitarlo.

Per arrivare a Merzouga una volta c'era solo una strada sterrata, adesso l'hanno asfaltata.
Arrivati all'hotel che ci affitta i dromedari lasciamo i bagagli nel pulmino e prendiamo appunto i dromedari.

Il dromedario non è così scomodo come lo dipingono, l'unico problema è che non ha le staffe, quindi i piedi ciondolano e ve li sentite pesanti. Io andavo alla Lucky Luke, sdraiata con i piedi sul dorso del dromedario, una posizione buffa ma comoda.
Ci vogliono due ore per arrivare al campo, attrezzatissimo con varie tende, fiaccole, addirittura casetta con wc.
Forse anche eccessivo.

Il sole tramonta e salgo sulla grande duna per accertarmi che intorno ci sia deserto e solo deserto: è vero, non si vede altro che sabbia rossa, e cielo. Mi dicono che poco più in là è Algeria, il confine ovviamente non è segnato.
Cala la notte e facciamo festa sotto la tenda. I cammellieri hanno preparato un'ottima kalia. Dopo cena ci intrattengono suonando e cantando.

Dopo cena non fa per niente freddo e c'è la luna. Vaghiamo per le dune.
Cosa dovete portare per l'escursione nel deserto: uno zainetto che verrà caricato sul dromedario. Conterrà (se andate in inverno come abbiamo fatto noi) vestiti molto caldi, salviettine umidificate e fazzolettini, una torcia elettrica, occhiali da sole, sciarpa (meglio se berbera) per ripararsi dal sole e dal vento e naturalmente l'acqua che vi servirà per i due giorni. In inverno nel deserto si beve molto poco, a causa del clima secco. Portate anche il sacco a pelo pesante, i cammellieri porteranno delle coperte addizionali (servono) e i materassini. Qualcuno ci aveva detto che non avremmo trovato le posate per mangiare, invece c'erano.
Raccomandazione: non sporcate il deserto, per esempio quando fate i vostri bisogni. Anche se seppellite la carta, essa tornerà in superficie al primo soffio di vento. Buttatela invece in un cestino che vi riporterete indietro, oppure improvvisate un fuocherello sulla sabbia.

29: Deserto - Merzouga - Rissani – Gole del Todra – Gola del Dades - Ouarzazate
Giornata davvero intensa.
Ci svegliamo un po' dopo l'alba. Abbiamo dormito comodi e caldi, tutti quanti insieme sotto la tenda berbera. Riprendiamo i dromedari per tornare indietro. All'albergo ci sono ottime docce ed una buona colazione.

Poi ci rimettiamo in marcia verso le gole del Todra. La strada costeggia villaggi edificati contro le pendici della montagna, la terra di colore rosso ogni tanto si apre ed evidenzia spaccature che contengono macchie di vegetazione verdissime oltre a notevoli appezzamenti utilizzati come colture, ecco il segno tangibile della presenza di acqua, sullo sondo del paesaggio vi sono degli strani rilievi, sembrano montagne con la sommità spianata, molto simili a dei canyon.
Facciamo una passeggiata nella gola, pranzo in un bar e poi di nuovo in marcia.

Arriviamo al tramonto alle gole del Dades. Le vediamo dal bus, fermandoci solo in un punto panoramico. Paesaggio molto bello, è la via delle Casbah.
In questi luoghi vi sono state girate numerose scene di 'Lawrence d'Arabia' .

Purtroppo è tardi e non facciamo in tempo a vedere un posto da sogno che conoscevo: la casbah Amridil di Skoura. Si fatica un po' a trovarla, è fuori dalla città di Skoura (tra Dades e Ouarzazate) e ci si arriva con una strada sterrata e sassosa. Vi racconto le mie impressioni di qualche anno fa, quando la visitai: "Ci accoglie lo strano custode Nazih, che ci urla "Jalla Jalla" e ci fa correre su per le scale di fango per fare in tempo a vedere il tramonto dalla terrazza. Poi ci offre il "Whisky berbero", che non è altro che il vecchio sano tè alla menta. E' davvero simpatico. Ci illustra la vita nella casbah: quella degli antichi proprietari e quella della sua famiglia, che ora ci vive. E' un posto meraviglioso, immerso in un lussureggiante palmeto. Si può dormire lì ma abbiamo già prenotato l'hotel a Ouarzazate e poi allungheremmo troppo la tappa di domani, dobbiamo proseguire. Salutiamo Nazih; gli lasciamo 50 dh di mancia e tutta la nostra invidia per il posto in cui vive. Fossi in voi, decidendolo prima, pernotterei a Skoura piuttosto che a Ouarzazate, città di scarso interesse."

Proseguiamo per Ouarzazate, dove passiamo la notte.

30: Ouarzazate – Ait Benhaddou - Marrakech
La mattina una visitina veloce alla casbah di Taourirt. Si entra dalle 8 alle 18, ingresso a pagamento (20 dh). E' un complesso ancora abitato di edifici a più piani di fango e terra cruda affiancate da torri merlate, è possibile visitare l'interno con la camera della favorita con stucchi e soffitti in legno di cedro. In primavera vi si svolge un festival folcloristico. La casbah è bella anche se un po' troppo turistica.
La città è di recente costruzione, un'altra ex guarnigione della legione straniera. Come se non bastasse il governo marocchino ha deciso di alleggerire il peso turistico di Marrakech e di fare di Ouarzazate uno scalo obbligato per raggiungere il sud. La popolazione è quadruplicata negli ultimi anni (60.000 persone) e il vicino deserto si è riempito di cantieri in costruzione. L'aeroporto sforna charter di turisti che se ne vanno nei villaggi turistici. Qui c'è un ottimo clima tutto l'anno, siamo su un altopiano a 1160 metri.

Ripartiamo e siamo ad Ait Benhaddou (33 km dopo Ouarzazate, se venite da qui prendete la strada per Marrakech, poi dovrete fare una deviazione di una decina di chilometri. Se invece venite da Marrakech state attenti perché le prime indicazioni che incontrerete portano ad Ait Benhaddou attraverso una pista difficilmente percorribile, il bivio della strada normale viene dopo); visitiamo questa meravigliosa Casbah, il luogo dove sono state girate molte delle scene di Lawrence d'Arabia. Ora il Marocco è riuscito a far nominare la città Patrimonio dell'Umanità e a ricevere i fondi necessari al suo restauro. Questa fortezza di terra e paglia si stava infatti sgretolando a causa delle piogge. Purtroppo qui non ci vive quasi più nessuno, sono tutte bancarelle turistiche.

Partendo all'una da Ait Benhaddou arriviamo a Marrakech alle 16.

31 : Marrakech
Ci sono tantissime cose da vedere, e soprattutto da acquistare a Marrakech. Noi ci diamo da fare.
Innanzitutto piazza Jemaa el-Fna (la piazza degli impiccati). Al tramonto la folla dei suk si riversa in piazza: suonatori, incantatori di serpenti, saltimbanchi, danzatori, donne che fanno l'henné, venditori, e tanti banchetti che preparano cibo, da ognuno si alza una coltre di fumo.
Poi gli immensi souk (impossibile, per me, non fare acquisti in quello del ferro battuto).
A parte la grande Moschea, in cui possono entrare solo i musulmani, potete visitare più o meno tutti i monumenti di Marrakech:
il Minareto della Koutoubia,
il Palazzo el-Badi (detto "l'incomparabile", è qui che da maggio a giugno si svolge il festival del folclore),
le Tombe sadiane,
il Palazzo della Bahia
il Museo d'Arte Marocchina presso il Dar Si Said,
la splendida Medersa Ben Youssef uno degli più interessanti edifici islamici della città.

Oggi è festa nazionale e viene diffusa dalla tv la cerimonia in cui il re sacrifica un montone per il prosperare del suo popolo. Molti negozi nel suq sono chiusi, ma riusciamo lo stesso a compricchiare qualcosa.
La sera è Capodanno. Ceniamo in piazza alle bancarelle e a mezzanotte apriamo lo spumante nella piazza.
Verso l'una e mezza ci mettiamo in marcia con il nostro pulmino: dobbiamo raggiungere Casablanca e scaricare la metà di noi all'aeroporto per le 5 del mattino. Tutto a posto. Io e Fabio, che invece abbiamo l'aereo all'ora di pranzo, ce ne andiamo un po' a dormire in albergo.


1 Gennaio 2007: Casablanca - Italia
Qualcuno va a vedere la Grande Moschea. Poi tutti in pulmino per l'aeroporto. Volo tranquillo e ritorno a casetta.

Sarita

Scritto da:
Sarita

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Note:



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