Putroppo abbiamo ricevuto solo una parte delle foto che Ciro ci ha inviato, se ne avremo altre le pubblicheremo.
Linosa è magica. Nera di coste frastagliate e appuntite.
Torrida d'estate anche con il maestrale. Selvaggia all'interno, con poche case abitate da viaggiatori solitari in cerca di silenzio. Induce ad ascoltare il vento che sfiorando i capperi sprigiona un odore intenso. E' da girare a piedi o in bici per sentirla. Ritorno per ascoltare le sue storie, raccontate dai suoi pochi abitanti.
Pasquale racconta dei profumatissimi capperi, e ci invita a casa sua per assaggiarli. Sua moglie racconta storie antiche di mezzo secolo. Linosa è il verso lancinante delle berte al tramonto, gemiti inquietanti di bambini. I fondali dell'isola mi tengono avvinghiato alle pareti laviche che scendono a strapiombo sotto la superficie del mare.
Polipi, murene, cernie, saraghi, pesci pappagallo, ricci, stelle marine affollano le coste inducendo ad una lunga e dolce contemplazione. E la sensazione di calura alla sera, il buio illuminato dalle costellazioni. I locali ti chiamano "ciù" ("fiato mio" in siciliano). Anche quest'anno mi ferisco sulle rocce e il bruciore nell'acqua marina mi fa sentire più vicina quest'isola. I "fili" di Linosa mi avvolgono e mi rendono parte integrante di questo luogo. Linosa è un capriccio del mediterraneo. Le scure lucertole mi passeggiano sul corpo quando sono sdraiato sulle rocce e mi rubano il pane e pomodoro.
Linosa è l'amante perfetta per chi è in cerca del caldo torrido, del silenzio, del buio e del cielo stellato, e dell'odore del mediterraneo.
Ho già scolpito il tatuaggio di Linosa nel mio cuore.
LINOSA
Linosa è un isola a 6,30 ore di navigazione a sud di Porto Empedocle (Sicilia). Il traghetto parte a mezzanotte e arriva all'alba, un cornetto caldo aspetta i nuovi arrivati al bar del porto. A Linosa ci si va a piedi, in bici (è meglio) o con al massimo uno scooter. Niente auto. Perchè è piccola. A Linosa si va con pochi soldi, perchè tanti non servono. Giusto per il cibo e una birretta alla sera. Il pesce lo compri la mattina presto dai pescatori. Per andare a Linosa si deve amare il silenzio, la calura che brucia sulle nere roccie, e bisogna essere un po solitari in fondo all'anima. Chi vuole un po di casino e vita notturna puo' scendere alla fermata successiva del traghetto: Lampedusa. A Linosa il giorno lo si passa tra le varie calette a farsi arrostire dal sole, ma soprattutto a farsi ammaliare dalla vita marina che pulsa a qualche centimetro sotto il livello del mare tutto intorno all'isola. I polipi li puoi accarezzare, come anche le cernie quasi. A Linosa si fanno le overdosi di pasta con icapperi che i locali raccolgono per tutta la superficie lavica dell'isola, raccontadoti come li lavorano, seduti in mezzo alla strada sotto il sole a picco. Poi alla sera quando si è stanchi dei FILI, dei FARAGLIONI, della PISCINA NATURALE, della MANNARAZZA si puo' scegliere un giaciglio presso una casa dei locali (su internet si trovano i telefoni di chi accoglie i viandanti estivi) a 25-30 € tutto incluso, oppure se si è proprio alle strette si può dormre all'unico campeggio a circa 10 €.
Quando si è fatto il pieno di tranquillità, pesce, mare cristallino, e nero vulcanico si puo' ritornare in Sicilia con lo sgangherato traghetto, ma solo se il mare non è mosso, altrimenti l'isola ti tiene avvinghiato per qualche giorno in più, e quelle volte che mi è capitato non è stato affatto male. L'isola vuole bene a tutti e concede la PISCINA NATURALE dove si puo' fare tranquillamente il bagno quando il mare è proibitivo.
Linosà è diffcile a raccontarsi, lo si puo fare solo per metafore o per improbabili paragoni. Linosa è da vivere, da scottarsi, da strofinarsi sulla sua superficie nera levigata dal vento e dal tempo dove le lucertole anch'esse nere ti rubano il panino senza che tu te ne accorga. E' da passeggiarci intorno e avere questa strana sensazione di essere al centro del mediterraneo ad un tiro di schioppo dall'Africa. E' da farsi rapire dal verso delle berte al tramonto.
Per il resto a Linosa basta arrangiarsi, così come hanno fatto i suoi sparuti abitanti da oltre cento anni.
cara Fiamma
eccoti un minireportage su Linosa fresco di regolazione Photoshop per il dimensionamento adatto all'invio.
Danno un idea dell'ambiente che si trova sull'isola. Immagini che più mi hanno colpito inclusa la lucertola nera con il pane in bocca morsicchiato dal mio panino capperi olio e pomodorini.
Anche se il testo che ti ho inviato non risulta molto lungo, mi auguro che insieme alle immagini possa dare un idea affascinante del luogo (anche se non lo pubblichi). Sono solo frammenti di ricordi ed emozioni vissute.
Non sono solito raccontare dei luoghi a mo di reportage (ci riesco meglio con le immagini, dicono i miei amici). Preferisco raccontare di un posto attraverso le storie che mi capitano. Magari scriverei pagine su quelle lucertole nere che quando sei spalmato sulle rocce vulcaniche di Linosa a crogiolarti sotto il sole tra un bagno e l'altro, vengono a farti la corte, almeno così ti sembra le prime volte quando ancora non le conosci. In realtà se stai due ore a fare snorkelling loro sono capaci di divorare l'unica fonte di sostentamento che ti sei portato a mare per affrontare la dura giornata di mare, snorkelling, lettura di un libro e dolce far nulla. Ti salgono sulle gambe, non hanno paura di te. Loro nere sulla roccia nera in un mare dai fondali neri ma dall'acqua caraibica. Ne ho visto di isole nei miei viaggi ma Linosa è unica per qualcosa.
cara Fiamma
ti ho inviato una foto di una lucertola nera con un pezzo del mio panino in bocca. Ti ho inviato circa 12 foto ieri, non le hai ricevute ?
Le berte sono degli uccelli migratori (tipo gli aironi) che si fermano per lungo tempo a Linosa durante gli spostamenti migratori. Sono caratteristiche a Linosa perchè al tramonto e alla sera emettono un suono molto particolare che assomiglia molto ai pianti striduli dei neonati. Particamente vicino la costa si assite a quasto concerto che sembra, per chi non sa nulla di berte, fatto da tanti neonati. E' inoltre possibile, facendosi accompagnare da alcuni pescatori, avvicinarsi a debita distanza ad un tratto di mare dove queste berte si radunano per prendere il cibo (pesce) per poi portarlo ai loro piccoli affamati che stanno sugli anfratti lavici della costa dell'isola.
Scritto da:
Ciro
Note: