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In giro per Roma: Trastevere
Scritto da: Donatella

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Cara Fiamma,
la tua interessante rubrica mi invoglia a partecipare proponendo agli amici di Vagabondo un viaggio che forse non risulterà particolarmente esotico, ma spero ugualmente affascinante. Vi do anche alcuni dei miei indirizzi preferiti. La passeggiata da me suggerita si svolge a Roma, nel rione Trastevere.
Clicca per IngrandireSi può arrivare a Trastevere da varie parti della città, io consiglio di giungervi da via dei Pettinari e di attraversare Ponte Sisto. Si avrà la sensazione di entrare nell'antico quartiere da un ingresso privilegiato. Infatti, come molte delle più importanti città dell'Europa, Roma sorse in prossimità di un fiume, il Tevere, e sviluppò una parte più importante in riva sinistra del fiume che conteneva i fori, i mercati, gli edifici pubblici e sacri, ed una parte minore, quasi una un'aggiunta povera, che fu detta appunto "al di là del Tevere" (Trans Tiberim), oggi Trastevere. Ponte Sisto è quindi la vera porta al rione. Oggi il ponte, dopo un lungo restauro, è tornato al suo aspetto rinascimentale, in pietra e mattone, ed è pedonale. Ma i trasteverini d.o.c. rimpiangono il ponte in ferro e ghisa, come lo resero nell'Ottocento i piemontesi per permettere il passaggio delle carrozze. Da Ponte Sisto è possibile avere in un colpo d'occhio la visione del colle Gianicolo, che vigila sul quartiere. Tra i pini spicca la grande lapide della fontana che domina i tetti e le terrazze trasteverine e che da un viaggiatore inglese del passato fu proprio definita la "fronte" di Roma.
Traversato il Ponte Sisto si arriva su Piazza Trilussa, tributo al grande poeta romano. Qui è già consigliabile una sosta, poiché all'angolo con via del Moro, c'è l'Art Cafè, ritrovo molto trendy, con i suoi sgabelli in alluminio e l'acqua che scorre sotto il bancone. L'ambiente, vagamente newyorkese, nel cuore della città, è aperto dalle 7 alle 3 del mattino.
Clicca per IngrandireSe si prosegue per via del Moro si incontra il forno del pane più fragrante della zona per non parlare dell'ottima pizza a taglio. Sempre su via del Cinque, in prossimità dello slargo ma un po` nascosta, c'è la pasticceria che, incredibile ma vero, a Roma produce le più buone torte Sacher, tanto care al regista romano Nanni Moretti, che nel quartiere ha pure aperto un cinema.
Se, tornando indietro, da Piazza Trilussa scegliamo di andare a destra e ci incamminiamo per via di Santa Dorotea, che deve il nome alla chiesa della santa, sarà bene tenere d'occhio l'enoteca Il Cantiniere, di Alberto Costantini, che mesce vini prelibati italiani, alsaziani e californiani, in combinazione con piatti sfiziosi, e spesso organizza corsi di degustazione. Via di Santa Dorotea incontra quindi via della Scala, resa famosa negli anni '70 dal cantautore Stefano Rosso, animatore insieme ad Antonello Venditti e Francesco De Gregori e a molti altri allora giovani musicisti del "mitico" Folkstudio, locale cult di Trastevere.
Prima di incamminarci per via della Scala notiamo di fronte a noi via Garibaldi, il viale in salita che porta al Gianicolo e dove hanno vissuto molti illustri artisti, tra cui il poeta pittore Rafael Alberti, scomparso recentemente.
Clicca per IngrandireRafael Alberti amava aggirarsi per le strade di Roma e soprattutto del suo quartiere Trastevere, però temeva il traffico automobilistico. Soltanto Neruda e Guillén, dichiarava, avevano più paura di lui del traffico romano. Però su "Roma, peligro para caminantes", si chiedeva: "Chissà se si ricorderanno di me, quando me ne andrò" e poi aggiungeva "Lo si chieda al gatto/ lo si chieda al cane / e alla scarpa rotta./ Al fanale perduto (...). / E all'acqua corrente/ che scrive il mio nome / sotto il ponte".
Dunque, di fronte il Gianicolo, a sinistra via della Scala che penetra nel cuore del Rione, a destra invece, via della Lungara che punta verso Borgo Pio e dove si affaccia il giardino della Farnesina Chigi, opera cinquecentesca dell'architetto Baldassarre Peruzzi. Secondo il progetto del Peruzzi questo stupendo palazzo dalle stanze affrescate e dalla facciata decorata con festoni e putti in cotto, doveva essere collegato al Palazzo Farnese al di là dal Tevere da un ponte che non è mai stato realizzato. Sempre su via della Lungara si incontrano l'Orto Botanico, che vi consiglio di visitare a primavera, e più avanti il carcere Regina Coeli, che vi consiglio di non visitare affatto. Tra questi due luoghi caratteristici di Roma vivono molti vip dello spettacolo e personaggi illustri della cultura, tra cui la scrittrice Fernanda Pivano, grande conoscitrice della letteratura moderna americana, amica di Pavese e di Hemingway. Anche la Pivano ha dedicato un libro alla sua casa romana "La mia casba", lei che romana non è, e alla vita colta e mondana che si svolgeva nel grande condominio trasteverino popolato di tanti noti personaggi, tra i quali il regista Bernardo Bertolucci.
Clicca per ingrandireNota la Pivano che i romani di Trastevere si suddividono in due grandi categorie, quasi una specie di "miseria e nobiltà". Ci sono infatti quelli che quando lei dava il suo indirizzo affermavano sicuri "ah, vicino all'Accademia dei Lincei", e quelli che subito individuavano il posto dicendo "certo, accanto a regina Coeli".
Sebbene questa parte del quartiere sia quasi esclusivamente residenziale possiamo fermarci per delle bellissime compere presso la cereria Di Giorgio che ha il più vasto assortimento di candele della città. Sempre da queste parti, proprio ai piedi del Gianicolo, in via degli orti di Alibert, è anche possibile visitare vari atelier di artisti, tra cui vi consiglio quello di Alberto Gasparri.
Clicca per IngrandireRiprendiamo via della Scala che ci porterà verso Piazza Santa Maria in Trastevere. Il susseguirsi di pub, pizzerie e locali di ogni genere rende davvero arduo orientarsi. Siamo al centro della "movida" romana. Allora è d'obbligo un drink al Caffè alla Scala. Prima di arrivare in piazza Santa Maria in Trastevere, a piazza S. Egidio n. 10, c'è il cinema Nuovo Pasquino che trasmette i film in lingua originale. Di fronte il Museo di Trastevere di Roma (già Museo del folklore e dei poeti romaneschi).
Giunti sulla piazza è difficile orientarsi tra ristoranti e bar con tavoli all'aperto anche in inverno. Santa Maria in Trastevere fu forse la prima chiesa cristiana di Roma aperta ufficialmente al culto.
All'interno, ricchissimo di importanti opere d'arte, vi sono gli splendidi mosaici di Pietro Cavallini, uno degli artisti più innovativi della fine del XIII secolo.
Cuore del Rione è però la fontana sulla piazza. La vasca della fontana pare sia dell'epoca di Augusto (I sec. a.C.) e fu sistemata nella piazza in occasione del Giubileo del 1450. Nel 1604 vi fu fatta giungere l'acqua dell'Acquedotto Felice. Nel 1658-1659 il restauro del Bernini la spostò al centro, come la vediamo oggi conferendogli un carattere monumentale e quel ruolo tipicamente barocco di centralità prospettica rispetto alla piazza. E le scalinate del suo basamento poligonale sono utilizzate dai residenti e dai turisti come una sorta di platea di un teatro all'aperto.
Clicca per ingrandirePer chi avesse voglia di un bel gioiello etnico ed artigianale, al n. 6 della piazza c'è il piacevole negozio di Pandora.
Da piazza Santa Maria in Trastevere parte via della Lungaretta, un vero asse della città antica. Verso sud, infatti, la via superava il fiume sul ponte rotto, continuava idealmente affiancando il circo Massimo e proseguendo fino a congiungersi con la via Appia Antica. Verso nord, invece, superando la piazza, il percorso si snoda lungo le pendici del Gianicolo raggiungendo Porta San Pancrazio, da lì l'antico tracciato etrusco proseguiva verso settentrione.
Noi invece continuiamo la nostra passeggiata per il quartiere. Il bar di Piazza San Calisto è il vero ritrovo degli alternativi, affollatissimo di notte, dove si serve il miglior caffè con panna in inverno e la sua versione estiva di granita con panna. Sulla piazza affacciano anche i locali della Comunità di Sant'Egidio, che opera per il recupero delle persone emarginate e che ha visto il lavoro infaticabile di don Vincenzo Paglia, oggi vescovo. Lo spirito del vescovo gioioso e caritatevole, motivo per cui chi l'ha conosciuto non ha potuto fare a meno di portargli affetto, emerge anche in aneddoti minori che non lo vedono necessariamente a contatto con le miserie del mondo. Una volta infatti, ad esempio, che don Vincenzo Paglia fu coinvolto in un brindisi in cui l'ospite, inopportunamente, affermò "a noi e a chi ci vuol bene" don Vincenzo aggiunse "e a chi ci vuol male, figliolo". Ma di fronte al leggero disappunto dell'ospite aggiunse "se si ravvede".
Clicca per IngrandireDa piazza San Calisto si può procedere verso Piazza San Cosimato dove troviamo il Bar Sacchetti e, di mattina, il mercato. Oppure si può puntare verso il viale di Trastevere percorrendo via di San Francesco a Ripa oltre al fruttivendolo, molto economico, aperto tutti i giorni compresa la domenica e i giorni di festa, c'è il gelato alla crema di Cecere, e i capi di abbigliamento particolarissimi di Victory. Su via Natale del Grande, invece, troviamo un forno di Kebab e il cinema America, dell'architetto Angelo Di Castro, quasi un pezzo di modernariato, che conserva ancora le insegne al neon originali degli anni Cinquanta.
Clicca per ingrandireIn via dei Fienaroli la galleria Il Labirinto propone personali e mostre collettive sempre di grande interesse, mentre, sempre sulla stessa strada Bibli, una libreria-caffè, è da cinque anni un punto di incontro completamente innovativo. Nei suoi spazi si propongono presentazioni di libri, dibattiti, conferenze, musica dal vivo, per non parlare di un piacevole brunch a buffet e di ottime torte.
Clicca per IngrandirePer terminare il nostro giro facciamo un salto a piazza Mastai, resa pedonale dopo il restauro. Da lì arriviamo a via Induno, dove c'è l'ex G.I.L. (Casa della Gioventù italiana Littoria), dell'architetto Luigi Moretti. Questa è uno dei più begli esempi di architettura razionalista a Roma, oggi deteriorata e solo parzialmente in uso, e potrebbe essere ben utilizzata come Casa della Città di Roma, come ha ipotizzato uno studio condotto dalla Facoltà di Architettura. Infine, ma non ultima per importanza, lì di fronte è situata la struttura creata, come avevamo già accennato, dal regista Nanni Moretti, il cinema e centro culturale Nuovo Sacher.
Io mi fermo, ma Trastevere non è certo finito qui. E' un ampio quartiere piena di monumenti, locali, edifici e luoghi storici e attività di ogni genere. La sua ricchezza di teatri, associazioni culturali, atelier, gallerie d'arte, studi di architettura, che sempre più scelgono la zona per l'opportunità di avere a disposizioni bellissimi loft, lo ha reso di sicuro il centro culturale ed artistico della città.

Donatella Scatena.

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Donatella ha anche realizzato una Mappa di Trastevere (165 Kb) con gli itinerari, pronta per essere stampata.

Scritto da:
Donatella

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Note:



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Matteo, Fiamma e Martino, disegni di Matteo.
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