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IV Tappa - Avventura in Australia
Scritto da: Matteo

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Scritto da Matteo

Ringraziamo il nostro amico Scott, senza il quale questo viaggio non sarebbe stato così bello; ringraziamo Marthy e tutti i ragazzi della casa di Coogee a Sydney per la simpaticissima ospitalità. Ringraziamo quindi la Malaysian Airlines, il calzaturificio Crispi, e la Ferrino per l'aiuto fornitoci nell'organizzazione del viaggio.
Ferrino Malaysian Airlines Crispi

Trekking nelle Blue Mountains

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Le Blue Mountains sono la parte vicina a Sidney della catena montuosa che percorre tutto il lato est dell'Australia. Devono il loro nome (montagne blu) agli eucalipti che, nei giorni di massima calura estiva, vaporizzano nell'aria il loro olio essenziale in tali quantità che la foschia appare bluastra anziché bianca.
Ma la stranezza più grossa di queste montagne sta nella loro forma: non sono delle vette verso il celo, come le nostre Alpi o gli Appennini, ma sono formate da un immenso “zoccolo” piatto solcato da valli e canyons, come vedete nelle foto qui accanto. Questo fa si che le aree colonizzate dall'uomo siano quelle piatte più alte, mentre quelle naturali stanno sotto, nelle valli...

Scott ci ha tracciato sulla carta un trekking di tre giorni che secondo lui è il migliore per esplorare la zona: si parte dalla stazione ferroviaria di Mount Victoria, per finire in una rosticceria a Blackheath, dove lui verrà a recuperarci venerdì sera.
Poco più sotto troverete una descrizione dettagliata del percorso per poterlo ripetere...

Proprio per quanto detto sopra sulla forma delle montagne tutto comincia con una lunga discesa in una valle. Ci sono degli uccelli (non capiamo quali) che emettono un suono metallico simile ad una campanella: si cammina sempre con la sensazione che da un momento all'altro sbucherà un gregge di pecore.
La sera campeggiamo in riva al torrente.

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Clicca per ingrandire Il secondo giorno seguiamo il corso del torrente principale verso valle, fino nel cuore del Parco Nazionale delle Blue Mountains: la Blue Gum Forest.
Questa antichissima foresta è impressionante, con alberi che superano i 50 metri di altezza e si alzano come pilastri perfettamente cilindrici e bianchi. Questi alberi hanno sviluppato un curioso sistema anti-incendio: in età adulta non hanno ne rami ne foglie sotto i 30 metri d'altezza, in questo modo gli incendi gli passano sotto senza toccare le chiome.
La Blue Gum Forest è stato anche il primo episodio di difesa dell'ambiente in Australia: quando il parco non esisteva, agli inizi del secolo scorso, la popolazione di Sidney fece una grande raccolta fondi ed acquistò la foresta per salvarla dai produttori di legname che volevano abbatterla.

Il terzo giorno è tutta salita: dobbiamo tornare in cima allo “zoccolo” per ritrovare la civiltà.
Veniamo svegliati all'alba da quello che sembrano essere tamburi lontani: in realtà si tratta di canguri grigi che saltano nel bosco...
La valle che risaliamo è molto più stretta delle altre che abbiamo percorso e ci riserva splendidi passaggi fra rocce coperte di felci enormi, cascate e scorci bellissimi.
Fa parecchio caldo, ma da due giorni seguiamo piccoli torrenti e ci fermiamo a fare il bagno in quasi tutti i laghetti, non senza un minimo di preoccupazione verso le grosse e minacciose chele rosse delle aragoste di fiume, che ci guardano seminascoste sotto i sassi.
L'ultima parte del percorso è stata vittima di un incendio recente ed è chiusa al pubblico, decidiamo che in fondo noi non stiamo cercando di “entrare”, ma di “uscire” e che quindi il divieto per noi non vale, ci muoviamo guardinghi per evitare di incontrare qualche ranger che potrebbe avere un'opinione diversa...

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La sera, dopo 4 o 5 Km di autostop, siamo al pub di Blackheath ad aspettare Scott davanti a due immensi piatti patate “weges”.

Clicca per ingrandire Ripetere il nostro trekking - descrizione del percorso.
Il percorso che abbiamo fatto su indicazione di Scott si presta ad essere ripetuto anche da altri vagabondi, ma non è presente sulle guide, quindi ho pensato di descriverlo in dettaglio; anche perchè Scott è stato bravissimo a indicarci un sentiero che inun percorso abbastanza breve presenta tutte le caratteristiche di queste montagne.
Si fa comodamente in tre giorni (volendo anche in due, ma visto che uno è arrivato fin quaggiù è meglio goderselo con calma).
Con la mappa non presenta difficoltà di orientamento ed è accessibilissimo all'escursionista medio.
NON sono presenti strutture di alcun tipo e bisogna prevedere di essere indipendenti sotto tutti i punti di vista. Noi non avevamo un cellulare, quindi non lo so con certezza, ma ho dei seri dubbi che lì ci sia campo.
Le carte da acquistare (indispensabili) sono pubblicate dal "Land Information Centre" del New South Wales e sono la 8930-1N "Mount Wilson" e la 8930-1S "Katoomba", entrambi in scala 1:25.000

Dalla stazione ferroviaria di Mount Victoria si segue la strada principale in direzione sud per circa 1 Km, quindi si imbocca la Victoria Falls Road (sterrata) che si segue fino al Victoria Falls Lookout (5 Km, si fanno molto velocemente perchè la strada è tutta pianeggiante).
Da qui si imbocca il sentiero che porta alla cascata Victoria Falls e si continua verso valle fino al Burra Korain Flat, dove ci si congiunge con il Grose River, il torrente principale.
Noi eravamo partiti tardi ed abbiamo dormito qui, ma se siete più mattinieri potete tranquillamente continuare e troverete molti altri posti per sostare.
Si segue verso valle il Grose River facendo il bagno ogni qual volta forma un bel laghetto. Prima di arrivare a Little Blue Gum è bene fare acqua in quanto dopo il corso diventa più lento e l'acqua meno limpida.
Si raggiunge la Blue Gum Forest, i triangoli e rettangoli sulla mappa indicano le aree acquistate dagli abitanti di Sidney per difendere la foresta, questo è l'unico punto del percorso in cui è vietato campeggiare.
Qui lasciamo il corso principale e cominciamo a risalire seguendo il corso del Govett Gorge, superiamo Acacia Flat ed entriamo nella seconda mappa, la 8930-1S "Katoomba".
Si arriva a Junction Rock dove il sentiero si biforca e bisogna fare attenzione a non sbagliare strada visto che ha lo stesso nome (Rodriguez Pass) da entrambi i lati. Il rischio, comunque, è solo quello di fare un percorso molto meno bello e non quello di sparire fra le montagne :-). Dobbiamo andare a sinistra e seguire ancora per un po' il Govett Gorge (il sentiero sbagliato porta alle Trinity Falls), quindi a destra e risalire il Greaves Creek.
Cominciano a apparire cartelli indicatori, dovete sempre seguire quelli per il Grand Canyon, una volta nel canyon non potete più sbagliare: il sentiero lo risale fino a portarvi sulla Evans Lookout Road.
Da questa, o a piedi o in autostop, si raggiunge il centro di Blackheath (6 km molto noiosi, l'autostop è meglio), da qui si può riprendere il treno per Sidney.

Consigli pratici:

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Scritto da:
Matteo

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Note:



Queste pagine sono ideate, costruite e mantenute da
Matteo, Fiamma e Martino, disegni di Matteo.
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