Agosto 2007. L’isola di Corfù non viene certamente nominata come un'oasi di tranquillità, bensì un luogo di divertimenti giovanili, di bevute in un ambiente bellissimo.
In questo viaggio, invece, abbiamo cercato di trovare angoli di tranquillità, avevamo bisogno di riposo, mare, naturismo per la ricarica prima di ricominciare e dopo una bellissima vacanza in Islanda. L’equipaggio è costituito da me, Giovanna mia moglie, sua sorella Ornella, mio figlio Simone e la piccola Alida, con un camper e con una tendina con noi. Vorrei descrivere i luoghi che ho trovato che in qualche modo hanno soddisfatto le nostre esigenze, in un soggiorno che ha accuratamente cercato di evitare le zone più turistiche.
Arrivati alle cinque del mattino nell’isola abbiamo cominciato la ricerca del campeggio, quello di Vatos, al quale abbiamo puntato per primo era chiuso, allora siamo andati verso nord verso un secondo campeggio, che non abbiamo trovato, per finire a quello di Sidari, dopo varie ore di guida per le stradine dell’isola. Il campeggio è decisamente bello, in mezzo all’ombra degli ulivi con i gestori molto simpatici che ci hanno poi aiutato per trovare la macchina a noleggio. Non c’era molta gente (19 agosto).
Sidari
Piazzati nel campeggio nel pomeriggio abbiamo visitato Sidari, diciamo che non corrisponde al nostro ideale; è praticamente una colonia britannica, costituita da una quantità enorme di bar che servono Yorkshire pudding e altre amenità non propriamente greche, grandi schermi ove trasmettono tutte le partite del campionato inglese..... non abbiamo impiegato molto a decidere di noleggiare una macchina per visitare l’isola più agevolmente che con il camper, viste le ottime caratteristiche del campeggio. A Sidari c’è il "canale dell’amore" un pezzo di costa con piccoli fiordi creati dall’erosione della costa, all’interno di questi fiordi ci sono delle spiaggette molto belle e si può fare il bagno anche lanciandosi dalle rocce. Se ogni metro quadro di spiaggia non fosse occupato da lettini per prendere il sole e il mare non fosse solcato da simpatici pedalò che fanno tanto Rimini sarebbe anche un bel posto, ma non è esattamente ciò che cercavamo.
Spiaggia di Myrtiotissa
La spiaggia di Myrtiotissa, sulla costa ovest dell’isola è sulle guide considerata la spiaggia naturista, in effetti l’80% della popolazione è senza costume, la spiaggia, di sabbia, è molto bella, sovrastata da una parete di roccia e con grossi scogli che la delimitano; il mare è sempre un po’ mosso e le onde sulla spiaggia sono divertenti. Non è tanto grande e il primo giorno che ci siamo andati nel pomeriggio era decisamente affollata, la comunità omosessuale è ben rappresentata; un microscopico chiosco serve meravigliosi panini fatti sul momento, squisite macedonie di frutta con yogurt e miele e bibite varie. Il clima complessivo è di simpatia e di libertà.
Non è facile da raggiungere, è alla fine di una discesa molto ripida, ma ne vale sicuramente la pena.
Tra Agios Spiridonas e Almyros
Nell’estremo nord dell’isola abbiamo trovato un’altra simpatica spiaggetta di sassi, abitata al massimo da una trentina di persone dove si può praticare il naturismo e si sta tranquilli, si raggiunge da Agios Spiridonas andando verso ovest su una stradina non asfaltata che inizia attraversando un minuscolo ponte e che attraversa un boschetto con eucalipti e altri alberi; si salta la prima spiaggia e si arriva alla seconda, si può lasciare la macchina proprio alle spalle. Si può raggiungere anche dalla spiaggia di Almyros, ma soltanto a piedi.
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Spiaggia di Halikouna
Decisamente la spiaggia più bella; dopo la permanenza a Sidari abbiamo deciso di passare gli ultimi tre giorni in questo posto, davanti alla laguna di Korission, nella parte meno sfruttata turisticamente dell’isola.
Ci si arriva da Ano Messogi seguendo le indicazioni prima per Agios Matthaeos e poi – facendo attenzione a non perdere l’indicazione – per Chalikouna beach.
È una lunga spiaggia di sabbia con alle spalle qualche decina di metri di dune e poi la laguna; al centro c’è un bar con qualche ombrellone, sempre al centro spesso si trovano amanti del windsurf e del katesurf, molto bravi direi.
Ma basta allontanarsi di qualche centinaio di metri e l’affollamento cala drasticamente; nel raggio di varie centinaia di metri si riescono a contare non più di una quindicina di persone.
Noi abbiamo fatto campeggio libero a sud del piccolo bar e nelle prime ore della mattina e nel tardo pomeriggio abbiamo goduto di momenti di assoluta solitudine, sia attorno al Camper sia sulla spiaggia.
Naturalmente il naturismo è tranquillamente praticato, se ci si spinge fino al bar per bere qualche cosa è sufficiente un pareo per coprirsi.
La notte avevamo la luna piena e la prima notte avevamo un leggero timore, vista la solitudine, ma poi, ricordando che la Grecia ha uno dei tassi di criminalità più bassi di tutta l’Europa e che eravamo in un’isola ci siamo giustamente rilassati e fatti svegliare dal canto di alcuni uccellini abitanti della laguna.
La Capitale
Il primo impatto con il centro – invero un po’ preoccupante - è stato il primo giorno alle cinque del mattino uscendo verso nord per cercare il campeggio, vicino al porto subito ci siamo imbattuti in alcune discoteche piene di gente, bar aperti, musica, giovani che affollavano le strade. Poi, l’ultimo giorno in attesa del traghetto (all’una di notte) abbiamo esplorato il centro e abbiamo avuto l’opportunità di modificare la nostra prima impressione: è decisamente una bella cittadina, la zona centrale – anche se piena di negozi per turisti – è ampia, in gran parte lastricata e lucida e si respira un clima di tranquillità. Tutti sono molto gentili, cena in una "taberna" e via, a casa.
Alcune informazioni ulteriori
Il viaggio, notturno da Bari l’abbiamo fatto con la formula "Camping on Board", molto interessante per chi ha un mezzo dentro il quale dormire, si paga come sul ponte, da consigliarsi.
I prezzi sono rimasti quelli di sempre della Grecia: nel complesso abbastanza bassi e senza sorprese.
L’interno dell’isola è molto bello e pieno di verde, le strade buone anche se spesso strette e piene di curve date le caratteristiche montagnose dell’isola; noi ci siamo persi spesso, ma visto le distanze non eccessive non è un grande problema, anzi abbiamo scoperto un paesino, Doukades (non vi dico dov’è, cercatelo sulla mappa) dove abbiamo mangiato i migliori suvláki dell’isola.
Scritto da:
Stefano Vallin
Note: