
Molti di voi mi hanno scritto, dopo il mio primo pezzo su Venezia, chiedendomi altre notizie, qualche dritta sul dove alloggiare, dove mangiare, cosa comprare, ecc.
Quest'anno, come tutti gli anni ci sono stata una settimana all'inizio di luglio, e mi sono proprio messa in giro per reperire ulteriori informazioni e indicazioni da darvi.
Una delle cose che ho fatto è stata quella di girare per negozi e laboratori che lavorano materiali tradizionali con tecniche artigianali. Alcuni di questi sono abbastanza piccoli e poco evidenti, perché si tratta di attività che non consentono a chi le pratica di pagare affitti esorbitanti, per cui bisogna sapere dove sono se li si vuole trovare.
Naturalmente non pretendo davvero, con queste poche segnalazioni, di esaurire la materia: si tratta solo di quei locali che mi è capitato di vedere e che mi sono piaciuti durante il mio peregrinare, ma ci sono zone in cui non sono ancora stata e sono sicura che l'anno prossimo ne scoprirò tanti altri, spero anzi che qualcuno me ne vorrà segnalare.
Comunque per ora ecco qua.
Per il vetro:
Perle e dintorni - Calle della Mandola 3740 e Calle della bissa (Rialto) 5468
Hanno bei monili di vetro (bracciali, collane, orecchini, cinture, borsette, ecc.), ma soprattutto vi si può acquistare tutto il necessario per farseli da soli, ed offrono un notevole assortimento di perle di vetro di tutti i tipi e colori, dalle piccolissime colorate che si comprano a peso alle grandi bolle soffiate con la foglia d'oro. Su richiesta montano anche lì per lì gioielli composti secondo i gusti e le indicazioni del cliente.
Zora da Venezia - Calle Larga XXII Marzo - S. Marco2047
Un po' defilato rispetto al fronte della Calle Larga, hanno bellissimi oggetti, quelli grandi anche molto costosi, gioelli, ma anche centro-tavola, soprammobili, sculture,ecc., sempre di vetro di Murano, molto originali come disegno e di bella fattura. Hanno uno show room anche nella Fifth Avenue a New York. Sito: www.zoradavenezia.com
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La pietra filosofale - Frezzeria 1735 - San Marco
Guerrino Giano Lovato - Mondonovo Maschere - Dorsoduro 3063
Tragicomica - Maschere e costumi- San Polo 2800 S. Tomà
Livio De Marchi San Samuele, 3157/A - San Marco (a due passi da Palazzo Grassi e da Campo S. Stefano).
Il Prato - Minima libreria - galleria d'arte - Calle de le ostreghe 2436 - San Marco
Danilo Mazzon - Ca' Rezzonico D.D. San Barnaba 2808
Veniamo al dove mangiare:
Il mio primo consiglio è sempre quello di comprarsi delle cose: nei pressi del mercato di Rialto o nei negozi della Strada Nova di Cannaregio potete trovare pietanze pronte come oca arrosto, sfilacci di cavallo, anitra ripiena, baccalà mantecato e simili, ma anche semi-pronte e solo da cuocere se alloggiate in una casetta invece che in albergo. Nel mercato stesso, ma anche in quello di Campo Santa Margherita o nei banchi all'aperto lungo la Strada Nova, o sul barcone nei pressi di San Barnaba trovate frutta e verdura delle isole (Le Vignole, e S. Erasmo soprattutto) e dell'entroterra veneto, roba freschissima e squisita.
Se siete in giro e volete mangiare un po' rapidamente per non perdere tempo, vi consiglio i “bàcari”, dove prendere quelli che i veneziani chiamano “cicchetti”, cioè stuzzichini, che vanno dai molluschi fritti alle tartine assortite, alle verdure, ai nervetti bolliti e conditi, ecc. e bere un bicchiere di vino oppure uno spritz (credo si scriva così, ma comunque pronunciatelo così con disinvoltura e tutti capiranno, si tratta di vino bianco con aggiunta di bitter, selz e uno spruzzo di angostura, delizioso d'estate).
Eccone qualcuno:
I Do' Mori, adiacenze del Mercato di Rialto, specializzato in minuscole tartine, adatto se volete fare solo uno spuntino da golosi, non ha posti a sedere, frequentato per l'aperitivo soprattutto da uomini.
La Botte, Calle de la bissa, adiacenze Ponte di Rialto. Ormai piuttosto turistico, ma carino come ambiente. Provate i nervetti bolliti.
Al Portego, S. Lio Castello 6015 (vicino al Campo Santa Marina). Ottimi i fritti, gustate il Fragolino e il rarissimo Clinto(non sempre ce l'hanno) con i loro biscottini.
Le Fondamenta della Misericordia offrono un grande assortimento di bàcari.
Fiore, Calle delle Boteghe, adiacenze Campo Santo Stefano, buoni i fritti, ma dovete capitare quando sono appena fatti; quasi di fronte nella stessa Calle trovate un simpatico Internet Café.
Per finire...
Infine vi consiglio il giro che abbiamo fatto noi in una giornata: sono partita alle nove di mattina dalle Fondamenta Nuove per arrivare a cenare alle otto e mezzo di sera alle Vignole, tutta una giornata sulla laguna.
La prima tappa è Murano, anche se già la conoscete vale almeno la pena di percorrere la Fondamenta dei Vetrai, la produzione del vetro è in continua evoluzione e ci sono molte novità.
Da lì abbiamo ripreso il battello per Torcello, dove si visita S. Maria Assunta, con i bellissimi mosaici, volendo si può salire sul campanile ed avere una panoramica sulla laguna circostante, e l'adiacente chiesa a pianta centrale di S. Fosca. Abbiamo mangiato un panino seduti sul prato a fianco della chiesa, poi, ed è una cosa che non avevo mai fatto prima, abbiamo fatto una passeggiata dietro la chiesa: passando sull'argine di un rio quasi stagnante si arriva alla laguna, si vede il retro della chiesa e il campanile che si specchia sull'acqua, in un paesaggio surreale di terra e acqua; proseguendo lungo lo stretto argine si arriva fino ad un cancello chiuso che sembra aprire sul nulla, su cui un cartello informa che quella è la sede di un'associazione Yoga!
Un gelato e un caffé seduti al tavolino di uno dei bar lungo il canale che porta alla fermata del vaporetto e poi di nuovo in navigazione fino Mazzorbo e Burano. A Burano abbiamo passato un paio d'ore in un orgia di colori assolutamente sfrenata, non l'avevo mai girata così a lungo e quindi non mi ero resa conto di quanto fosse variopinta: dà anche l'idea che abbiano avuto dei finanziamenti, forse per il giubileo, perché gran parte delle case sono ridipinte di recente, con dei colori sbalorditivi, che sarebbero fuori luogo in qualsiasi altro posto, ma che lì compongono un'armoniosa rutilante sinfonia. Infine, nel piccolo parco, all'ombra di un albero, una granita di menta.
Da lì una lunga navigata verso un posto che si chiama Tre Porti (o forse Treporti?), una traversata della laguna con uccelli di tutti i tipi, piante palustri, vedute su mari d'erba dove magicamente e lentamente navigano bianchi motoscafi. Ad un bar, sotto le tegole terminali di un tetto coperto a coppi abitavano numerosissimi nidi di passero con piccoli urlanti a becco aperto e e andirivieni di genitori affaticati. Poi di nuovo navigando nella laguna nel tramonto fino alle Vignole.
Lì, sbarcati dal traghetto, invece di fermarsi alla prima trattoria, si può proseguire a piedi lungo il canale finché si svolta a destra seguendo l'indicazione “trattoria Le Vignole”, si cammina tra gli orti fino a raggiungere la riva e si trova la trattoria.
Quest'anno ho avuto la sorpresa di trovarci gran parte del personale extracomunitario; si mangia piuttosto bene con un prezzo ragionevole, è una sorta di self service, dove si paga volta a volta quello che si prende e quindi non si hanno sorprese.
Il posto, all'aperto in riva alla laguna, è piacevolissimo.
Aspettiamo il Vaporetto.
Fiamma ha scritto tre diversi racconti su Venezia, città da lei molto amata dove si reca ogni anno, eccoli qui:
Scritto da:
Fiamma
Note: