Se fossi un turista direi che di Venezia ho visto proprio tutto: ci sono stata molte volte, rimanendoci per lunghi periodi, facendo sia vita quotidiana da veneziana, sia girando con guide, sia cercando posti particolari sulla scia di ricordi letterari; tuttora però ci ritorno tutti gli anni e continuo a ritrovarla uguale in maniera rassicurante, ma sempre sorprendentemente nuova.
E allora eccovi alcuni spunti che possono essere colti da chi già la conosce abbastanza bene, ma anche da chi, andandoci per la prima volta, abbia tempo a disposizione.
Se vi è possibile almeno una volta arrivateci in aereo e non di notte: la laguna dall'alto si presenta in tutta la sua originalità, il rapporto tra terra e acqua si risolve in disegni elaboratissimi, generati sia dalla natura sia dall'opera dell'uomo che nei secoli ha sfruttato questo rapporto in cento modi.
Arrivati all'aeroporto potete fare subito il biglietto settimanale dell'ACTV, che per una settimana vi dà diritto a spostarvi con quasi tutti i mezzi pubblici veneziani, e prendere l'autobus che va a Piazzale Roma, oppure, con un ulteriore piccolo sforzo economico (non è compreso nel biglietto settimanale), prendere il battello che fa una traversata nella laguna e vi porta a Piazza S, Marco, ed è già una piacevole crociera.
Col vostro biglietto settimanale usate i mezzi pubblici per fare una serie di crociere: Prendete la linea 1, che è una specie di lenta circolare che fa quasi tutte le fermate, verso il tramonto; sicuramente, se non subito, dopo due o tre fermate potrete sedervi nei posti davanti e godervi tutto il percorso.
Di giorno prendete i battelli che vanno alle isole, fermandovi dappertutto, senza aver paura di non trovare il mezzo per proseguire o per ritornare: ce ne sono tanti! Se vi riesce (non è facilissimo, ce ne sono poche) prendete le motonavi, sia per il Lido che per le isole, lì davvero avrete la sensazione di essere in crociera.
Prendete, di primo pomeriggio, un battello per il Lido, da lì l'autobus per Pellestrina. Ad un certo punto l'autobus sale su una piccola nave traghetto e, dopo una breve traversata, vi sbarca all'inizio dei "murazzi".
Questi ultimi sono dei muraglioni in blocchi di pietra, costruiti subito dopo l'ultima guerra, per proteggere i paesetti lagunari di pescatori dalle mareggiate più violente, dopo che una in particolare li aveva semidistrutti.
Un comodissimo sentiero pedonale corre al sommo di questi murazzi, con la vista del mare da una parte e della laguna dall'altra. Alla base, lungo la laguna corre la strada su cui va l'autobus di cui sopra, per circa sei chilometri.
In funzione dell'ora, vi consiglio di fare un tratto in autobus e poi di scendere e proseguire a piedi, in alto tra mare e laguna, ed arrivare fino a Pellestrina, e poi magari cenare lì, godendovi il tramonto sulla laguna.
Potete andare anche a Chioggia, pagando solo per l'ultimo tratto di viaggio, ma non andate il giovedì, perché c'è un congestionatissimo mercato, che distrugge l'atmosfera della cittadina senza peraltro offrire alcun motivo d'interesse.
Tra gli innumerevoli musei non perdetevi quello della marina, in cui dalle carte e i plastici che mostrano i mutamenti della città, ai modelli delle navi antiche a grande scala, alle gondole, al bucintoro cerimoniale, trovate proprio di tutto di quel che serve ad avere un'idea della repubblica di Venezia e della sua passata grandezza; può essere molto piacevole anche per i bambini.
Fatevi una passeggiata anche dalla parte della Giudecca, dominata dalla grandiosa mole in mattoni dei Mulini Stucky, oggi in via di ristrutturazione, e andatevi a vedere i piccoli quartieri residenziali di recente realizzazione. Entrate nel cantiere delle imbarcazioni da diporto, che offre un suggestivo paesaggio di archeologia industriale in cui si sono adattate alcune attività artigianali attuali.
Andate a Santa Marta, dove in un antico cotonificio è stata realizzata una delle più belle sedi universitarie moderne, per la Facoltà di Architettura. Vicino all'ingresso della Facoltà visitate la Chiesa dei Mendicoli, originalissima, una delle più antiche di Venezia.
Approfittate, se c'è la Biennale, per andare a vedere gli antichi arsenali, che sono delle costruzioni grandiose, purtroppo non altrimenti visitabili.
Andate a piazza S. Marco ed entrate in uno dei portoni delle Procuratie Vecchie, magari quello della Biblioteca Comunale: scoprirete che l'edificio, che siamo abituati a considerare solo come una bellissima facciata, è in realtà un immenso ed efficiente antico palazzo per uffici, distribuiti con una suggestiva successione di eleganti cortili; in questi ultimi oggi trova posto un ricco lapidario, una collezione di elementi tradizionali, veneti e lombardi, in pietra (statue, vere da pozzo, cornici di portali, ecc...) di epoca medievale.
Andate a vedere la bella scala a spirale in pietra del Palazzo Contarini del Bovolo, dove tra l'altro fu girato l'Otello di Orson Welles.
Bello anche il museo del vetro a Murano.
Se non vi siete stufati e state ancora leggendo, eccovi qualche consiglio pratico:
Per alloggiare:
gli alberghi sono cari, soprattutto nelle zone più centrali e più vicine alla stazione, alcuni, piccolissimi, sono deliziosi, ma vanno prenotati da un anno all'altro. E' da tenere presente che le valigie vanno portate a mano, perciò la vicinanza con la Stazione, o almeno con una fermata di vaporetto è condizione apprezzabile.
Ci sono, in centro, diverse possibilità di affittare appartamenti a settimane o per fine settimana, per due o più persone; ci sono pure delle "residenze" tenute da religiose, con tutte le caratteristiche di un albergo a due - anche tre stelle, ma più economiche, in zone molto centrali (una vicino a Campo S. Stefano, una vicino a campo S. Barnaba, ecc.), l'unica limitazione è che bisogna rientrare la sera prima delle undici.
Per i giovani c'è l'ostello della gioventù alle Zitelle.
Per mangiare:
I veneziani hanno l'abitudine, tra mezzogiorno e l'una, di prendere un aperitivo, in genere un bicchiere di vino (un'ombra) accompagnato da uno spuntino, in locali che si chiamano "bacari", che sono una cosa di mezzo tra la mescita e la trattoria. Fateveli indicare da qualche indigeno. Lo spuntino è costituito da vari assaggi di antipasti tipici che, a seconda dei locali, vanno dai nervetti bolliti, alle sarde in saore, ai fritti diversi, al baccalà mantecato, a melanzane, pomodori, cipolline, preparate in vari modi: l'ideale per mangiucchiare in modo divertente spezzando una giornata di vagabondaggio.
Vi sono anche alcune osterie originarie, dove si mangiano piatti tradizionali, soprattutto di mare, ma bisogna saperle cercare (esiste pure un sito che ne segnala diverse), ed è anche facile, però, tornandovi l'anno successivo, scoprire che hanno cambiato gestione e carattere e sono diventate ristoranti veloci per turisti. Un buon modo per scoprirle è affacciarsi in quelle che hanno un aspetto da osteria verso mezzogiorno: è l'ora in cui mangiano gli operai e i tecnici impegnati nei numerosi lavori di restauro: se sono piene di uomini che parlano animatamente fra loro in veneziano sono da provare
Per mangiare la sera i ristoranti buoni e non turistici, con prezzi proporzionati a quello che vi offrono, sono pochissimi e gli amici veneziani tendono a non dare gli indirizzi se non a pochi intimi: mi è capitato quest'anno di dire ad un vecchio amico, a cui ho chiesto tante volte dove andare, "stasera ceniamo nel tal posto" e di vedermi guardata con un misto di rispetto e di sospetto: era chiara la domanda non formulata: "come avete fatto a scoprirlo?" Avrete notato che anche io non ho nominato il ristorante, se volete saperne di più dovrete scrivermi, alcuni indirizzi sono disponibile a darli agli amici di Vagabondo.
Se avete preso una casetta e volete prepararvi i pasti da soli tenete presente che i negozi di alimentari e soprattutto di frutta e verdura hanno prezzi disparatissimi a seconda delle zone: in certe sono dei veri e propri gioiellieri. Vi consiglio prima di tutto il mercato di Rialto, dove trovate anche ottime cose già cucinate, tipo ad esempio l'anatra arrosto, (non perdetevi gli sfilacci di cavallo), subito dopo la via Nuova a Cannaregio e la via Garibaldi nel sestiere di Castello, abbordabili anche i banchi in Campo S. Margherita.
Da comprare:
Tantissimo prodotti di un artigianato vario e raffinato.
- Oggetti di vetro. Ce ne sono di tutti i prezzi e di tutti gli stili, nel complesso la qualità è buona, spesso ottima, e i prezzi ragionevoli. Belli, per gli appassionati, gli animali e gli insetti di vetro: splendidi coleotteri, pesci multicolori, sgargianti farfalle. L'artigiano più specializzato lo trovate in Calle del Fumo.
- Gioielli di vetro molto particolari li ho trovati in diverse botteghe nella Calle Lunga di Santa Formosa.
- Maschere. Anche di queste ce ne sono di tutti i tipi e prezzi. Io le più belle le ho trovate al Mondo Nuovo, vicino a Campo Santa Margherita.
- Oggetti, cornici e statuine in legno scolpito e dorato. Una bella bottega di doratore è in Campo San Barnaba.
- Oggetti di cartoleria, di carta e anche di cartapesta. Ce ne sono molti negozi. Potete anche farvi fare biglietti di auguri e carta da lettere su misura ad esempio da Gianni basso, in Calle del Fumo.
- Per i ricami non sono un'esperta però, se andate a cercarli a Burano, tenete presente che se costano poco con tutta probabilità sono di provenienza cinese.
Infine: se volete vedere Venezia dall'alto in una giornata limpida e la fila per salire sul campanile di S. Marco vi spaventa, traghettate col vaporetto a S. Giorgio Maggiore e salite su quel campanile: non c'è quasi mai nessuno e la vista è altrettanto splendida (noterete che i campanili sono quasi tutti storti!)
Fiamma ha scritto tre diversi racconti su Venezia, città da lei molto amata dove si reca ogni anno, eccoli qui:
Scritto da:
Fiamma
Note: