Fiamma Molti dei nostri visitatori chiedono notizie sul Nicaragua. Tu, come già
sanno gli habitué del "CAFE', ci sei stata per sei mesi. Vediamo perciò,
con il tuo aiuto, di capirne qualcosa in più.
Partiamo dalla capitale ,Managua, dove sei arrivata all'inizio del tuo soggiorno. Che ci dici di
questa città?
Luciana Managua riceve il visitatore europeo alle otto di sera nel
vociante aeroporto intercontinentale Cèsar Sandino nella più totale
confusione, aggravata dall'ora notturna, dove tutti ti vogliono vendere
qualcosa.
L'orizzontale polverosa rumorosa Managua "città senz'anima", è
priva di centro storico dopo il terribile terremoto del 1972 dove morirono
più di 10.000 persone. Grandi arterie, viali infiniti che, attraversando
alcuni tratti anche di non costruito, collegano i pochi punti di
riferimento sparsi qua e la': la nuova Cattedrale più simile a una
Moschea che a una Chiesa di rito cattolico, un edificio a più piani del
Banco Central, il Teatro titolato a Ruben Dario poeta nazionale, alcuni
lussuosi alberghi, due grandi moderni Centri Commerciali e poco altro.
La Capitale insomma si presenta oggi, dopo trenta anni dal ferale evento,
come una brutta grande desolata periferia dove si respira ancora aria di
distruzione. Vi si danno convegno chiamandosi a vicenda miseria e
criminalità'. Ma la vera particolarità e il singolare fascino di questa
grande città che accoglie circa il 27% dell'intera popolazione nica (4.500.000 di abitanti in 150.000 kmq.), è la surreale atmosfera che vi si
respira percorrendola a piedi. Appena ci si allontana di pochi metri dalle
strade di scorrimento veloce ci si inoltra in calles sterrate in un
tessuto degradato di campagna metropolitana. Camminando fra
case indigenti, sempre ad un solo piano, e giardini-pollaio si viene rallegrati
dalla colonna sonora di un coro più agreste che cittadino. I lunghi acuti
dei galli accanto al ciarlare delle più discorsive galline sono rotti dai
toni bassi dei rari latrati del cane che, convincente, richiama tutti ad
ordine e disciplina. La sera, mentre dalle case giungono spezzati dialoghi
dell'ultima telenovela, grasse sorridenti signore, dondolandosi
pigramente sulle loro basculanti sedie chiacchierano fra loro amabilmente,
godendosi la gradevolezza di un prezioso refolo di vento nella calma
notte, sostano placide e dimentiche dei loro affanni davanti alle
abitazioni aperte sul mondo e alla vita. Anche e soprattutto questo è
Managua. Attraente da scoprire la psicologia dei suoi abitanti.
Lascio ad una buona guida assolvere al compito di informazioni e notizie
di tipo più logistico e di corrente conoscenza per un viaggio nelle
principali città e località del Nicaragua. Comunque a parte Leon Viejo,
Leon e Granada, quasi nulla resta del periodo precolombiano e molto poco di
quello coloniale.
Fiamma Pensi che il Nicaragua sia una destinazione interessante per un turista o
per un viaggiatore?
Luciana Anche se esistono, ad esempio, eleganti strutture a
cinque stelle in posti come Montelimar e San Juan del Sur sulla costa
pacifica, tutto ciò non è il Nicaragua. Quel tipo di soggiorno non offre
niente di originale. Si presenta uguale a quello possibile anche in altri
paesi più comodi da raggiungere. Ad un turista mordi e fuggi, con pochi
giorni a disposizione, non consiglierei un viaggio in Nicaragua. Ne
vedrebbe solo i lati negativi.
Paese molto sfortunato, fu meta nei secoli
di conquistatori spietati quanto violenti , albergo di calamità naturali
(terremoti, eruzioni vulcaniche, uragani), negli anni '80 vittima di una
guerra civile durata dieci anni. Ora, sulle sue ceneri, sicuramente si
respira un'atmosfera molto più tranquilla, e già da qualche anno la
situazione politica è più stabile. Resta pur sempre la nazione più povera
del Centro-Sud America, basti dire che non possiede industrie.
La grande difficoltà di approvvigionamento idrico è piaga in quasi tutto il paese,
anche negli alberghi. Il caldo umido e il sole che tutto il giorno a
perpendicolo lessa i pensieri rallentano i movimenti, rendono stanche le
membra. Le strade, per lo più non pavimentate, costringono a disagevoli
trasferimenti.
Solo un viaggiatore non attratto solo da comode vacanze,
non incalzato dalla fretta, ma attento esploratore anche di diverse realtà
sociali e dotato di un po' di spirito di sana avventura potrebbe giovarsi
delle originali bellezze dell'aspra natura di questo paese dagli
accoglienti abitanti. Potrebbe scoprire le sterminate distese di
territorio incontaminato inoltrandosi in gite a cavallo nel vasto campo;
rampicare nella madrugada, sfuggendo le ore torride, le
montagne desolate e fascinose; navigare i grandi laghi di Managua e Nicaragua con le loro
singolari "olas"; scivolare a bordo di una stabile lancia, battello di
linea, che lenta e silenziosa fende le acque calme dell'ampio fiume Rio
San Juan dalla rigogliosa natura tropicale a sud del paese, percorrendolo
in circa otto ore dall'entroterra della costa del Pacifico alle acque
dell'Atlantico, con sosta a El Castillo, fortino spagnolo molto ben
conservato, meta incantevole e suggestiva.
Interessante usare nei
trasferimenti, ore interminabili mischiandosi alla gente, gli antichi
autobus di linea riciclati, pieni di penetranti odori, di chiacchierio
sommesso, di pianto di bimbi- canti-suoni-strombazzare di clacson
amalgamati insieme come se fossero appena usciti da un musicale
frullatore, di fumo maleodorante e negro proveniente dai vecchi tubi di
scappamento. In essi trovano alloggio, insieme agli umani e agli animali
domestici ivi compresi galline e pulcini, povere vettovaglie fatte su alla
meglio nella plastica e stipate in cadenti borse, appartenenti a gorde
(corpulente) signore che si portano dietro la casa anche solo per brevi
tratti mentre vanno asciugandosi ripetutamente il sudore con la fedele
sudicia sgualcita "pezzetta", la stessa che poco prima si erano agitate
addosso come ventaglio. Urlanti venditori ambulanti salgono reclamizzando
insistentemente con gutturale voce cantilenante la loro misera mercanzia
e, una volta alleggeriti un po' del loro gia' scarso fardello, scendono
dopo poche fermate. Sui traballanti veicoli, andando a sud verso il Costa
Rica, si passano piccoli puebles (paesi), città come sempre disordinate e
chiassose, bajando y subiendo (scendendo e salendo) infinite campagne che
si alternano a spelati declivi in assolati deserti paesaggi, arricchiti
di giovane verde la' dove le prime piogge hanno gia' fatto la loro
visita. La strada è di tutti. Alte vetture a quattro ruote motrici
sollevano caldi densi polveroni su annoiati armenti che si confondono a
cavalli scheletrici. Maiali rosa dalle piccole tese dure orecchie giocano
con cani irati mentre bambini mezzi nudi e scalzi ancora malfermi sulle
storte esili gambette rincorrono gatti miagolanti. Nell'aria che si taglia
a fette, carica di insolita magia, attraversando la vita, buttando
l'occhio curioso sulle semplici quotidianità degli uomini, riecheggiano
pagine senza tempo di "Cent'anni di solitudine" di Enriquez Marquez o del
"L'Alchimista" di Paulo Coelho.
Quante singolari meraviglie si possono scoprire! miagolanti
Ad esempio, a circa tre ore di carro questa volta a nord di
Managua, verso l'Honduras, inoltrandosi fra verdi alberate montagne di
esuberante vegetazione, alte fino anche a 1.200 mt, agitate da un forte
vento freddo e furioso, a metà del "camino" da Santa Cruz a San Nicolas si
incontra la località de "La Garnacha".
Lì visitare gli ospitali poetici
abitanti che, educati dall'opera di venti anni di costante impegnativo
lavoro dei Frati Missionari della Fraternità dei Piccoli Fratelli di
Carlos de Foucold, nonostante l'estrema miseria delle piccole abitazioni,
quasi tutte con pavimento di terra, trovano la forza di apprezzare e
curare "il bello". Ammirare le opere dei suoi istintivi artisti, sapienti
nell'arte dei giardini tropicali, i più belli e ricchi che abbia mai
visto, e maestri nello scolpire la pietra, là dove la selvaggia Madre
Natura l'ha posta, dando ad essa forme e valore. Immobili, sdraiati al
sole giacciono e giaceranno nei secoli furbi gatti colorati, fedeli cani,
silenziosi serpenti, pigri leoni, mentre dall'alto dei mastodontici
vatussiani banani l'indecente fiore fallico li guarda imperioso e
orgoglioso dei suoi esagerati "attributi". Originali sculture murali che
se si trovassero nella nostra vecchia Europa sarebbero diventate famose e
meta degna di numerosissimi ammirati visitatori.
Fiamma Se si decide di fare una lunga escursione solitaria, come fanno molti dei
nostri amici Vagabondi, quali sono secondo te i problemi e i rischi?
Luciana Generalmente problemi e rischi sono simili a quelli che hanno tutti i
turisti anche nei nostri civilizzatissimi paesi.
Per tratti somatici e colore della pelle, subito e senza dubbi si viene individuati e facilmente
si può essere scippati e derubati.
Particolare attenzione devono fare le donne sole. Il machismo è Imperante.
Nonostante le gravi difficoltà di
vita e le continue umiliazioni, la gente nicaraguense canta balla e suona
a tutte le ore del giorno e anche della notte. Dotata di una ferma fede,
festeggia con frequenti popolari feste e processioni autoctone i numerosi
Santi. E' un popolo allegro e ospitale, disposto a dividere con gli altri
il poco che ha. Come in altri paesi latino-americani, però, in genere i
contrasti sono molto forti e si manifestano evidenti senza mezze misure, sia
nella natura che nei comportamenti umani. Sole e pioggia, secco e umido,
luce e ombra, amore e odio convivono giornalmente e altalenanti. Quindi,
accanto a indoli miti trovi personalità sanguigne, pronte a tutto. Per
generazioni abituati a distruzione e morte, attribuiscono scarso valore
alla vita. Lasciano spazio alla violenza, aumentando i pericoli per sé e
per gli altri soprattutto se sono ubriachi. Inoltre, ignoranza e miseria
suggeriscono l'imbroglio e l'inganno, che non li aiuta né nella sostanza né
nell'immagine, qualcuno comincia fortuna mente a rendersene conto.
Fiamma Pensi sia inutile, utile o indispensabile affidarsi ad una guida locale?
Luciana Una persona del posto (non so quante guide possano esserci degne di tale
nome) può sicuramente essere molto utile per fugare i sopracitati pericoli
e dare dritte sicure. Molti sono i giovani universitari, bravi ragazzi,
che cercano di mantenersi agli studi con lavori di fortuna e saltuari. Per
le nostre tasche è tutto molto economico.
Fiamma Com'è il clima e qual'è la stagione migliore per andarci?
Luciana Il clima è torrido. Tutto l'anno 30-33 gradi di caldo umido. Ovviamente
sui rilievi la temperatura si abbassa sensibilmente, l'aria si fa tersa, i
cieli più limpidi.
Si distinguono :
- la stagione secca, da dicembre a maggio, è l'estate.
Non piove mai per lunghi mesi. Il paesaggio è per lo
più desertico e brullo. La popolazione è spesso costretta per mancanza di
acqua ad andarsi a lavare al rio. I giorni più insopportabili per il caldo
sono in genere a cavallo della settimana di Pasqua. Fantastici si
presentano i cieli tropicali. Durante il giorno appaiono sempre tormentati
da grandi nuvole, variamente colorate a secondo se prevalga la cattiveria
o la vergogna, transitano veloci inseguite dall'incalzare del
vento sibilante, fenomeno del niño. Rossi e suggestivi sono i tramonti
dove il rassegnato sole colora con carboncino lo skyline delle
montagne imperiose e massicce che risaltano brune sul cielo azzurro intenso
pervaso da una insolita tranquillità. Anche il vento finalmente si zittisce
in religioso silenzio.
Alle sei della tarde, e questo vale per tutto
l'anno, in un momento del quale si rischia di perdere l'attimo, in un cielo
celeste intenerito dalla incipiente penombra, compare la luna.
Sottile barchetta vaga sola sperduta ignara nell'immensità del cielo che va
facendosi rapidamente oscuro. Presto l'accompagna fedele la luminosa
Venere. Seguono solo più tardi e numerosissime le stelle.
In questo emisfero la luna, quando cala o quando cresce, e' posta in
orizzontale non in verticale come da noi. Appare così, da questa nuova
ottica, un'altra cosa.
Quanto è diversa, le basta una rotazione di novanta
gradi per mostrare di sé una nuova originale faccia. Veramente un
spettacolo singolare.
Enorme sembra di riconoscere il Grande
Carro, ma le sue dimensioni sono dieci volte rispetto a quelle alle quali
siamo abituati.
Tutto il firmamento acceso di una infinita' di
costellazioni e pianeti dalle varie grandezze e intensità di luce sembra
pesare gravido sull'immobile terra avvolta ormai nelle tenebre.
- la stagione umida, da giugno a novembre, è l'inverno.
Forti acquazzoni che durano pochi minuti possono ripetersi più volte nella stessa giornata.
Più rari ma pericolosi e violenti gli uragani che travolgono distruggendo
tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Il terreno caldo e arido per i
lunghi mesi di siccità reagisce a tanta insistente pioggia evaporando
umidità bollente visibile anche ad occhio nudo. Un "bagno turco" gratis!
La natura, tornata alla vita, si veste di lussureggiante verde ricco di
varie tonalità.
Fiamma Hai dei consigli pratici da dare a chi vuol visitare il paese?
Luciana Bere molta acqua, anche due litri al giorno.
L'intensità della luce obbliga ad occhiali scuri.
La pelle esposta agli agenti atmosferici va protetta con fattori ad alto
schermo anche totale.
E' preferibile non bagnarsi nei laghi e nei corsi
d'acqua anche se la popolazione per necessità, come dicevo, è costretta a
farlo. Vi è grave pericolo di contrarre micosi e malattie della pelle in
genere.
Fare molta attenzione alla carne che deve essere ben cotta.
Controllare che le verdure crude vengano lavate con acqua potabile.
Evitare di mangiare ciò che vendono gli ambulanti. L'igiene scarseggia.
Buono e a prezzi bassissimi invece il pasto che si può consumare nei
piccoli "comedores" (trattorie) a gestione familiare che si incontrano ad
ogni angolo anche nei piccoli paesi. Nelle località sui laghi si mangia
ottimo pesce.
Se si prende in affitto una vettura fare attenzione alla guida. Percorrere
le arterie di comunicazione pavimentate e non di questo paese è abbastanza
pericoloso: al fine di evitare buche e depressioni del fondo stradale
regna la più totale anarchia, difficile mantenere la destra, frequenti
infatti sono gli incidenti anche gravi.
Scritto da:
Luciana Vasile
Note: